MIRABELLA: FICTION SU OSPEDALI MI FANNO SCHIFO

I medici entrano nelle case degli italiani anche attraverso la televisione e le fiction come E.R., Dr. House, Terapia d’urgenza o l’ultima e contestatissima, Crimini bianchi, che racconta storie di malasanità. A proposito delle fiction ambientate negli ospedali il giornalista e conduttore di Elisir, Michele Mirabella, non risparmia critiche. "Le fiction sugli ospedali mi fanno schifo a prescindere dalla fattura e dalla provenienza. E non le guardo", ha detto prima di partecipare al convegno dal titolo "Medici della tv e medici in tv: dal Dr. Kildaire al Dr. House", organizzato al Festival della Salute svoltosi a Viareggio. A proposito del rapporto tra medici e piccolo schermo Mirabella afferma che "i televisivi dovrebbero avere più rispetto dei medici e i medici dovrebbero chiedere più rispetto per la loro arte e la loro professione ed evitare di essere sempre così maltrattati e interpretati male". "Io - ha aggiunto Mirabella - comincerei anche dalle minuzie. Per esempio, chiederei che le audizioni e i provini non le facessero i registi, ma l’ordine dei medici. Perché non sono credibili, sono buffi, grotteschi. Per la categoria dei medici chiederei rispetto come per l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, per la Guardia di Finanza e per le Istituzioni dello Stato. L’ordine dei medici dovrebbe chiedere e ottenere una legge che prevedesse che le sceneggiature e i soggetti venissero per lo meno esaminati. Non dico controllati, ma esaminati per una consulenza. Questo non accade ed è grave". Michele Mirabella, infine, ha lanciato una proposta: "Ai medici chiediamo la deontologia professionale, perché non chiederla agli sceneggiatori? Fanno molti più danni gli sceneggiatori, a volte, che i medici". (9Colonne)

UN OROLOGIO DA POLSO ASSISTE GLI ANZIANI

Un comune orologio da polso servirà agli anziani a tenere sotto controllo il loro stato di salute ed a chiedere aiuto in caso di malore. Il prototipo del dispositivo è stato creato dalla Consoft su commissione di un gruppo di Asl piemontesi nell’ambito di un progetto per creare un sistema di telemedicina denominato Csdomotica. "Orologino" è davvero un cronografo come un altro, dotato di lancette, per andare incontro ai gusti delle persone più avanti negli anni. La sua dimensione è solo di poco superiore a quella di un normale orologio, per dare spazio al complesso sistema di sensori che ha il compito di misurare i parametri base della fisiologia del suo proprietario: temperatura corporea, pressione, battito cardiaco, mobilità del polso e delle dita. In caso di necessità, Orologino incorpora un pulsante antipanico rosso-arancione che l’anziano può pigiare per chiedere soccorso. Un accelerometro, inoltre, individua in automatico i momenti in cui il portatore di Orologino si è sentito male ed è caduto più o meno bruscamente per terra e trasmette le informazioni alla persona incaricata di seguire il soggetto a rischio o a un centro servizi. "Le valutazioni che abbiamo effettuato con l’aiuto degli esperti di Torino Wireless sono molto confortanti - annuncia il presidente di Consoft, Andrea Giacardi - siamo convinti di aver fatto qualcosa di abbastanza unico in Europa. Nei Paesi nordici o in Israele, hanno per esempio risolto il problema del rilevamento delle cadute. Ma il soggetto ‘fragile’ monitorato è costretto a indossare ingombranti sensori sul petto o alla cintura. Il nostro strumento analizza solo i movimenti del braccio e le informazioni di contesto, non è ingombrante e non fa subito pensare alla malattia". (9Colonne)

IN ITALIA C’E’ ANCORA "L’EMERGENZA" FUMO

Malati di fumo… Il fumo rappresenta la prima causa mondiale di malattia e provoca ogni anno 5,4 milioni di morti nel mondo (Ossfad, 2008). Il 90% dei tumori polmonari si sviluppa, infatti, tra i fumatori. In Italia - afferma l’Eurispes - i fumatori sono stimati in 11,2 milioni (22%), gli ex fumatori in 9,3 milioni (18,4%). Benché i fumatori siano in calo in Italia (560.000 in meno nell’ultimo anno) nella fascia dai 15 ai 24 anni dal 2007 al 2008 si è registrato un incremento per entrambi i sessi. E nella maggior parte dei casi si inizia a fumare prima dei 18 anni. La quota dei forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno) risulta ancora significativa ed allarmante per i rischi derivanti per la loro salute: il 7,48% in media, con un picco del 9,86% nelle Isole ed un minimo del 5,72% nel Nord Ovest. Ammalarsi per il lavoro… Un secondo fattore di rischio per le patologie respiratorie è costituito dall’esposizione professionale a sostanze nocive come sostanze chimiche, polveri, fumi. In Italia le persone di 15 anni e più che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio sono numerose soprattutto nel settore agricolo, dove il tasso per 1.000 persone di affetti da bronchite cronica/enfisema è pari a 32,9 (contro una media di 21,1). L’asma bronchiale cronica raggiunge un tasso di 36,2 nel settore intermediazione, noleggio, ed altre attività professionali, e di 31 in agricoltura. Le malattie professionali dell’apparato respiratorio denunciate all’Inail nel 2007 sono state 1.461 nell’industria e servizi e 94 nel settore dell’agricoltura (in aumento rispetto alle 65 del 2003). (9Colonne)

DI RITORNO DALL’OSPEDALE: CONVEGNO A BRESCIA

La medicina ha fatto notevoli progressi nell’ultimo secolo, più di quanto ne abbia fatto in tutti i secoli precedenti della vicenda umana, così che è esperienza più frequente oggi divenire anziani e vivere a lungo, spesso, tuttavia, convivendo con uno o più malanni cronici. E’ molto cambiato anche il sistema di cura. Fra i molti mutamenti intervenuti, si segnala che oggi gli ospedali tendono a ridurre allo stretto indispensabile i tempi di ricovero: l’ospedale tradizionale è sempre più il luogo della terapia specialistica e sempre meno il luogo della convalescenza; tanto che è ormai abituale qualificarlo come "ospedale per acuti". Passata l’acuzie, non è più suo compito farsi carico dell’infermo e procede alla dimissione. In conclusione: è un’esperienza diffusa che ci si trova a casa, dopo una terapia o un’operazione chirurgica, più in fretta di una volta, anche se si è fragili perché anziani e/o polipatologici. Dall’altra parte è cambiata in molti modi la strutturazione sociale, così che la famiglia, cellula fondamentale della società, è sempre più ridotta nella sua composizione e non sempre riesce a offrire sostegno ad un proprio membro, per esempio un anziano genitore, ancora bisognoso di cure di ritorno dal ricovero. Abbiamo parlato di anziani, ma non è un problema solo loro. Anche un ammalato relativamente giovane può trovarsi in difficoltà dopo un ricovero. Perché ancora deve dipendere da altri, ma è single (o separato, o lontano dalla propria famiglia); oppure perché risiede in un’abitazione con barriere architettoniche che non lo può ospitare – per esempio è su una carrozzella, ma non c’è ascensore – o perché una casa proprio non ce l’ha.

Gli esempi si potrebbero moltiplicare e mostrano che in molti casi essere dimessi da un ospedale può diventare un grosso problema e rinchiudere un ammalato (o la sua famiglia) nell’angustia per il suo futuro immediato. Non seguire adeguatamente una persona inferma da poco dimessa da un ospedale, può, in alcune situazioni, causare ricadute o ingenerare nuovi problemi di salute, che possono richiedere un nuovo ricovero. In questi casi diviene necessario provvedere a dimissioni protette e a realizzare una rete sul territorio, collegando i servizi e le risorse che questo offre, per costruire percorsi di tutela della persona fragile e garantire la continuità assistenziale necessaria a tali pazienti, Quali sono le dimensioni di questo fenomeno? E quali sono gli strumenti per permettere a questi ricoverati di tornare a casa tranquilli? Cosa già si fa, in Lombardia e a Brescia in particolare, per rispondere a queste difficoltà? Infine: cosa ancora è necessario e possibile fare, che ancora non sia stato fatto, sia da parte delle istituzioni preposte sia da parte della realtà ecclesiale e della comunità sociale? Su queste domande si interroga un interessante convegno in programma sabato 20 settembre, presso l’auditorium "Capretti" degli Artigianelli di Brescia. (9Colonne)

PRIVACY: NO A DIFFUSIONE DATI CLINICI "NON INDISPENSABILI

Non si possono diffondere dati clinici sui quotidiani se questi dati non risultano "indispensabili" ai fini del diritto/dovere di cronaca. È quanto ribadito dal Garante privacy nell’accogliere il ricorso di due coniugi che avevano lamentato una violazione della privacy a seguito della diffusione, da parte di due giornali locali, di notizie relative a un incidente stradale nel quale erano stati coinvolti con i due figli minori. Entrambi i quotidiani avevano pubblicano numerosi dati personali tra i quali generalità, età, professione, luogo di nascita e luogo di residenza della coppia, ma soprattutto avevano riportato informazioni dettagliate sulle condizioni di salute dell’uomo che aveva subito l’amputazione di un arto. Il Garante, con un provvedimento di cui è stato relatore Mauro Paissan, ha vietato ai due giornali l’ulteriore diffusione dei dati personali relativi ai coniugi, in particolare di quelli riguardanti la menomazione fisica subita dall’uomo. L’Autorità, nel dare ragione alla coppia, ha ribadito che il codice deontologico dei giornalisti stabilisce che nei servizi giornalistici deve essere evitata la divulgazione di notizie non indispensabili alle finalità giornalistiche, in particolare per quanto riguarda le informazioni sullo stato di salute di una persona identificata o identificabile. Negli articoli erano state pubblicate anche le foto dei coniugi, riprese dalle fototessere dei documenti di riconoscimento raccolti all’interno dell’autovettura durante le operazioni di soccorso. Pubblicazione, secondo il Garante, non giustificata sul piano dell’essenzialità dell’informazione e che comunque non può essere ritenuta lecita per il solo fatto che le fotografie, come asserito dalle testate giornalistiche, sarebbero state fornite dalla polizia stradale. Copia del provvedimento è stata inviata al competente consiglio regionale e al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. (9Colonne)

MILANO: 14 SETTEMBRE E’ "DOMENICA DELLE DONNE"

La Domenica delle Donne, appuntamento consolidato che si svolge presso la Cascina Centrale del Parco Nord di Milano, offre una giornata, totalmente gratuita, dedicata alle donne di tutte le età. L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio percorso a 360 gardi nel mondo femminile in un clima di festa piena di attività e di iniziative dedicate alla salute, al benessere, alla cultura e al tempo libero delle donne e delle loro famiglie. La giornata – che si avvale del coinvolgimento attivo di istituzioni, associazioni ed aziende - si articola in diverse aree tematiche: salute, benessere, cultura, spazio bimbi, spazio animali, spettacolo, consulenze ad indirizzo vario. "Con la Domenica delle Donne – dicono le organizzatrici della Fondazione Donna a Milano Onlus - vogliamo offrire un insieme completo delle nostre attività coinvolgendo tutti coloro che come noi vogliono migliorare la società attraverso la trasmissione dei valori civili". La Fondazione Donna a Milano è stata istituita nell’aprile del 2005, per volontà di Maria Rita Gismondo, con il prezioso contributo di un gruppo di persone che, come lei, credono nel valorizzare il ruolo familiare e sociale della donna, intesa come motore primo, in seno a tali realtà, d’informazione, innovazione e in particolare, di gestione della salute. (9Colonne)

ACCELERATORI LASER IN SALA OPERATORIA

Gli acceleratori di particelle di cui tanto si sta parlando in questi giorni, in merito al collaudo di Lhc, trovano com’è noto applicazione, su scala minore, anche nel campo della salute. Ricerche recenti condotte con laser di ultima generazione potrebbero consentire di aprire la sala operatoria ad apparecchiature per la radioterapia dei tumori meno ingombranti e più efficienti. Un gruppo di ricercatori europei, coordinato da Antonio Giulietti dell’Istituto per i processi chimico fisici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ipcf-Cnr), ha sperimentato con successo a Saclay (Francia) un acceleratore di elettroni basato su un laser table-top ("da tavolo") che potrebbe cambiare lo scenario della radioterapia, soprattutto quella che si effettua subito dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore.

"La radioterapia dei tumori consiste nell’irraggiamento della parte malata con radiazione o particelle di alta energia, che vengono prodotte da speciali macchine acceleratrici apposite, oggi presenti in tutti i maggiori ospedali", spiega Antonio Giulietti dell’Ipcf-Cnr. "Questi acceleratori sono basati su generatori a radiofrequenza di grande potenza, per cui la macchina nel suo insieme ha un notevole ingombro e richiede la radioprotezione di vasti ambienti, in generale sotterranei".

Attualmente è abbastanza diffuso, anche in Italia, un tipo di radioterapia chiamato ‘Iort’ (Intra-Operatory Radiation Therapy), con il quale si inviano sui tessuti circostanti il tumore asportato, a ferita aperta, elettroni energetici mirati ad eliminare le cellule tumorali residue. "Per la Iort, rispetto alla radioterapia convenzionale, è sufficiente una ‘dose’ più piccola di radiazione ed elettroni meno energetici", prosegue Giulietti. "Vengono perciò impiegate macchine più piccole e flessibili, ma che rimangono di notevole impegno in una sala operatoria, sia per l’ingombro sia per la radioprotezione, ponendo quindi un limite alle energie degli elettroni che possono essere impiegati per la Iort". I ricercatori Cnr, con i colleghi francesi del Centre pour l’energie atomique (Cea) di Saclay e tedeschi dell’Istituto di elementi transuranici di Karlsruhe sono ora riusciti, con un laser "da tavolo" ed un apparato relativamente semplice, a produrre elettroni in quantità sufficiente e con caratteristiche spaziali e di energia utili per la radioterapia Iort in pochi millimetri di spazio. I risultati dell’esperimento condotto a Saclay sono stati pubblicati sulla rivista Physical Review Letters ("Intense gamma-ray source in the Giant Dipole Resonance range driver by 10-TW laser pulses").

La sperimentazione con questo metodo sta proseguendo presso l’Ipcf a Pisa, con il coordinamento di Leonida Antonio Gizzi, ricercatore dell’Istituto Cnr. "Se tale metodo verrà consolidato", conclude Gizzi, "e se i finanziamenti consentiranno di realizzare macchine acceleratici basate su di esso, i vantaggi rispetto agli attuali acceleratori a radiofrequenza saranno notevoli". I principali, in sala operatoria, saranno la riduzione dell’ingombro e delle esigenze di radioprotezione e l’aumento della flessibilità e dell’energia degli elettroni disponibili. (9Colonne)

BIOLOGICO VENETO LEADER IN ITALIA

Un Veneto sempre più "bio". E lo si vedrà chiaramente al Sana, nello stand che la Regione e Veneto Agricoltura hanno predisposto alla più importante fiera del settore che prenderà il via domani a Bologna. Una vocazione quella del biologico che cresce costantemente nel Veneto, sia tra le aziende agricole che tra i consumatori, nella dieta delle famiglie: una cultura del naturale nata oltre vent’anni fa e che oggi conta 1500 operatori certificati, realtà ben consolidata tanto da diventare in pochi anni una delle regioni di traino sia a livello nazionale che internazionale, raggiungendo la leadership mondiale con la produzione del vino biologico della DOC Lison-Pramaggiore. Primati conquistati grazie alla sensibilità e volontà degli operatori che possono inoltre contare su un concreto appoggio istituzionale. Recentemente infatti la Regione ha attivato con Veneto Agricoltura un Piano di intervento per l’Agricoltura Biologica che prevede diverse azioni di valorizzazione del comparto, con 5 progetti mirati alla promozione, alla formazione, alla sperimentazione, agli studi sugli aspetti economici e di produzione, e relative risorse finanziarie per 750.000 euro.

Saranno realizzate a breve due utili guide, una sugli "Operatori del Biologico Veneto" che conterrà informazioni sulle 1.464 aziende di settore (di cui 974 produttrici, 456 preparatrici e 38 importatrici) e l’altra sulla "Vendita Diretta" rivolta soprattutto al consumatore finale, con indirizzi e informazioni su aziende, prodotti e punti vendita, mentre nei prossimi mesi per partiranno dei corsi rivolti agli operatori per offrire una formazione specifica sulla zootecnia, produzioni vegetali, marketing e sistemi di controllo e certificazione. Veneto Agricoltura sta inoltre sviluppando azioni dimostrative direttamente nelle proprie aziende pilota e in quelle private che intendono aderire al progetto, per studiare e migliorare la qualità dei prodotti negli allevamenti di suini, bovini, ovi-caprini, avicoli, e novità, anche dell’acquacoltura.

Un’altra importante attività riguarderà la promozione del biologico veneto nelle mense, grazie ad azioni che intendono incentivare l’uso di prodotti bio nella ristorazione pubblica (peraltro previsto come obbligo da una legge regionale del 2002), mediante nuove campagne di educazione alimentare, formazione e assistenza del personale. (9Colonne)

DA NAS SEQUESTRI CIBI E BEVANDE PER 121 MLN

Ammonta a 121 milioni di euro il valore dei cibi e bevande sequestrati nelle operazioni a tutela della salute dei cittadini effettuate dal Comando Carabinieri per la tutela della salute (Nas) nei primi otto mesi dell’anno. E’ quanto è emerso nel corso della presentazione dell’accordo di collaborazione siglato dal Comandante Carabinieri per la tutela della salute - Generale B. Saverio Cotticelli e dal presidente della Coldiretti - Sergio Marini, per contribuire a combattere le frodi le sofisticazioni a tavola. Nei soli primi otto mesi del 2008 grazie alle 16.804 ispezioni effettuate dai Nas sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 17,2 milioni di confezioni e per 30.000 tonnellate di prodotti allo stato sfuso, con l’arresto di 48 persone e sequestri di cibo e bevande per un valore di oltre 121 milioni. Il maggior numero di arresti si è verificato nel settore degli oli e grassi con 41 persone interessate, 5 nella ristorazione e 2 nel settore delle carni e degli allevamenti. Mentre tra i settori maggiormente interessati dai sequestri ci sono quelli delle conserve alimentari con il 39,4 per cento del valore sequestrato, quello delle carni e degli allevamenti con 25,1 per cento, dei vini e degli alcolici con il 18,8 per cento del latte e derivati con il 10,9 per cento e quello della ristorazione con l’1,4 per cento del valore sequestrato. Oasi, Nozze di Cana, Fedro, San Leo, Superciuk, Latte spot, Sint2006, Labirinto, Falsi sapori e Spremuta d’oro sono i nomi di alcune delle operazioni condotte con successo dai carabinieri dei Nas dal 2005 ad oggi.

Una attività che ha coinvolto diversi settori merceologici dal latte al vino, dalle uova all’olio, dalla carne ai prosciutto e che ha portato a sequestri per un valore complessivo di 400 milioni di euro dal 2005 ad oggi. Tra le frodi smascherate quella del vino comune illecitamente commercializzato come vino ad Indicazione Geografica, riciclaggio a fini alimentari di sottoprodotti destinati allo smaltimento, commercializzazione di capi bovini fraudolentemente dichiarati appartenenti a razze pregiate come la chianina, marchi falsificati per timbrare falsi prosciutti di Parma o San Daniele, olio di oliva contraffatto mediante l’utilizzo di oli di semi di soia e/o girasole insaporiti e colorati con betacarotene e clorofilla industriale. (9Colonne)

SCUOLA:, STRESS DA CAMPANELLA SI COMBATTE A TAVOLA

Il ritorno a scuola dopo lunghe vacanze estive con la sveglia mattutina e la ripresa quotidiana dello studio scandita dal suono della campanella comporta un cambiamento di ritmi e stress che una corretta alimentazione a tavola può aiutare a combattere. E’ quanto afferma la Coldiretti, in occasione dell’inizio delle lezioni scolastiche, nel sottolineare che soprattutto la frutta e la verdura in molti casi hanno un effetto rilassante provato scientificamente. Sono state ad esempio scoperte le proprietà tranquillizzanti nelle uve rosse dove la melatonina potrebbe aiutare a regolare i ritmi circardiani negli esseri umani, proprio come fa l’ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale situata nel cervello. La melatonina regola il ritmo sonno-veglia ed in pratica indica al nostro organismo quando è il momento di andare a dormire, ma ha anche un’interessante attività antiossidante. Si tratta in realtà - sottolinea la Coldiretti - solo di una delle prove scientifiche che avvalora risultati noti nella tradizione popolare sulle proprietà tranquillizzanti della frutta che secondo recenti studi contiene sostanze che hanno la stessa azione del diazepan, il principio attivo presente in noti farmaci, che si trova soprattutto nelle mele, nella quantità di 10-20 nanogrammi per grammo. In generale, il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce aumenta la produzione da parte dell’organismo di serotonina, il neuromediatore del benessere che stimola il rilassamento, dalle pesche alle mele, dall’uva al melone, dalle pere alle zucchine, ma anche pomodoro, peperoni e insalate sono ricchi di proprietà "curative" che possono agevolare il ritorno ai ritmi di vita quotidiani. La frutta e verdura di stagione è dunque una farmacia naturale che esprime il massimo delle potenzialità in questi giorni quando è più varia l’offerta, più conveniente l’acquisto e soprattutto è possibile scegliere produzione Made in Italy locale guardando con attenzione l’etichetta. Particolarmente indicate per la salute sono le proprietà terapeutiche dell’uva dove è presente la vitamina B 6 necessaria per individui contratti, nervosi, insonni, e per tutti coloro che hanno bisogno di rilassarsi e le vitamine A e C essenziali per assicurare il buono stato dei vasi sanguigni e per svolgere un’azione antiossidante. Ma molti altri sono gli effetti dietetici della frutta e verdura - continua la Coldiretti - per compensare gli “sgarri” commessi sotto l’ombrellone dai tanti italiani che non sono riusciti a seguire un preciso regime alimentare durante le vacanze e si trovano così ora con qualche taglia in più e il fegato affaticato anche per il consumo di alcolici. Le pesche sono ricche di betacarotene hanno un rilevante effetto depurativo che incrementa la funzionalità di reni e intestino. Anche in questo caso la dieta è assicurata: una pesca grande pari a circa 2 etti, fornisce circa 60 calorie. Le mele per il loro modesto apporto calorico e per la prevalenza del potassio sul sodio sono capaci di svolgere un’azione antidiarroica e di regolare la colesterolemia, mentre le pere contengono zuccheri semplici (quasi tutto fruttosio), fibra, molta acqua e poche calorie e sono quindi adatte per gli intestini pigri e per chi vuole mettersi a dieta, grazie anche al loro buon potere saziante. (9Colonne)