30 Dic, 2007
Dopo una nottata di feste, come quella di Capodanno, qualche volta ci si sveglia con un gran mal di testa, accompagnato da nausea e sudorazione. Sono gli effetti collaterali di una notte “particolare”. Come si fa a togliere o a diminuire il mal di testa da alzata di gomito senza ricorrere ai farmaci? Lo spiega l’Aduc dispensando una serie di consigli utili per mitigare gli effetti dell’alcool, da quello disidratante (con bocca secca e spossatezza causata dalla perdita di elementi essenziali come il potassio) a quello dilatante (con aumento del lume dei vasi sanguigni, che da’ luogo all’effetto “occhi iniettati di sangue”), da quello tossico (per la formazione della aldeide formica e altre sostanze nocive che inducono mal di testa e nausea) alla diminuzione dei livelli di glucosio (con conseguente stanchezza). L’associazione di tutela dei consumatori consiglia innanzitutto di idratare l’organismo assumendo molta acqua o anche un tipo di frullato ben specifico: con latte, gelato, banana, caffe’ e un uovo fresco. E questo perche’ il latte, oltre alla notevole quantita’ di acqua, fornisce elementi minerali. Ugualmente utili sono le uova (che contengono un amminoacido, la cisteina, efficace nella eliminazione delle tossine); il caffa’ (vasocostrittore e tonico), le banane (che apportano potassio) ed il gelato (che contiene zuccheri che attenuano il senso di stanchezza). (9Colonne)
26 Dic, 2007
Le strutture sanitarie del Piemonte hanno trascorso un Natale alle prese con l’emergenza morbillo. Sono 132 in tutta la Regione i casi segnalati e confermati in laboratorio o con accertata correlazione epidemiologica, tra cui uno mortale, per complicanze. Il focolaio, che si e’ sviluppato nel mese di ottobre nell’Asl 17 di Savigliano (Cuneo), a partire da un caso importato dall’Inghilterra, sta assumendo le caratteristiche di epidemia. La maggior parte di coloro che hanno contratto la malattia e’ composta da alunni delle scuole superiori, ma si stanno registrando casi anche fra quelli delle scuole medie ed elementari e fra gli iscritti all’universita’. Sono state immediatamente attivate le misure di controllo previste per il morbillo secondo le raccomandazioni regionali e nazionali. La vaccinazione e’ stata offerta ai contatti suscettibili nelle famiglie e nelle scuole e le autorita’ regionali e Asl della zona sono stati informati dell’epidemia. Inoltre, sono stati allertati i pediatri e medici di famiglia ed e’ stata rinnovata loro la richiesta di segnalare immediatamente tutti i casi sospetti di morbillo. Nella circostanza, il ministero della Salute ha ricordato che esistono precise linee-guida per la prevenzione e sorveglianza del morbillo. Fanno parte del Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita, disponibile on line sul sito del Ministero. (9Colonne)
21 Dic, 2007
Viene dalla Francia l’ ultimo allarme sulle conseguenze dell’obesita’. Lo lancia Pierre Dubois, della Toulouse School of Economics, che sostiene la necessita’ di introdurre una tassa contro il cibo-spazzatura. In Francia - spiega lo studioso - l’obesita’ tra gli adulti e’ salita dall’8 all’11 per cento, e tra i bambini e gli adolescenti si e’ passati dal 2 al 4 per cento, con il 25 per cento dei bambini soprappeso che appartiene a famiglie a basso reddito. La stessa tendenza si ritrova nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale: gli europei guadagnano peso come avviene negli Stati Uniti, solo sono qualche anno indietro rispetto alla curva Usa. Attualmente l’obesita’ interessa il 30 per cento della popolazione adulta negli Stati Uniti. L’obesita’ ci espone a rischi per la salute: problemi cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione e problemi respiratori e muscoloscheletrici. Certamente l’obesita’ ha piu’ di una causa, ma uno studio condotto per tre anni sugli acquisti di ventimila persone ha inequivocabilmente legato il consumo di calorie all’aumento di peso: mangiare 150 calorie in piu’ al giorno - diciamo un croissant vuoto o una barretta al cioccolato - si trasforma in una differenza di peso, in media, di quattro chili dopo un anno: una dieta eccessivamente ricca e’ la causa principale del soprappeso. Il cibo spazzatura e’ caratterizzato per lo piu’ da una estrema densita’ calorica a un prezzo particolarmente basso. Con 1,50 euro si possono comprare caramelle, cracker e bibite che danno in media mille calorie, mentre per ottenere lo stesso numero di calorie con frutta e verdura bisogna spendere 2,30 euro, con la carne 2,80 euro e ancor di piu’ per mangiare pesce. Al prezzo, si deve poi aggiungere il tempo per la preparazione del cibo, per tagliarlo, cuocerlo, portarlo in tavola: tutto tolto al tempo libero, il cui valore monetario e’ ben lontano da zero. Da qui la proposta del professor Dubois, recentemente rilanciata anche in Italia attraverso il sito “la voce.info”: "una tassa del 5 per cento comporterebbe una riduzione nelle vendite del 15 per cento e un effetto molto importante sull’obesita’". Questa tassa “andrebbe a colpire i piu’ poveri e i piu’ giovani che sono i grandi consumatori di cibo spazzatura. Ma potrebbe spingere l’industria agro-alimentare a creare nuovi prodotti, meno grassi e con meno zuccheri". (9Colonne)
21 Dic, 2007
Mentre nelle sale internazionali il film sulla vita di Elisabetta I batte tutti i record d’incasso, la regina Elisabetta II si aggiudica un nuovo primato da Guinness. Oggi la regina inglese infatti, quando in Italia erano le 18, e’ diventa a 81 anni suonati la piu’ anziana testa coronata che abbia mai regnato sulla Gran Bretagna in oltre un millennio di storia. Il primato era fino a oggi appartenuto alla trisavola dell’ attuale regina: la leggendaria Vittoria che, morendo nel 1901 quando aveva 81 anni, sei mesi e 29 giorni d’eta’, batte’ di quattro giorni suo nonno Giorgio III. Elisabetta - nata il 21 aprile 1926 - sembra in ottime condizioni di salute (a parte un misterioso livido al collo) e ha gia’ all’attivo molti record: il mese scorso, ad esempio, e’ giunta al traguardo delle nozze di diamante (sessant’anni). Vittoria conserva il primato per il regno piu’lungo (61) che Elisabetta II potra’ superare soltanto se rimarra’ in carica fino al 9 settembre del 2015. A 81 anni, dopo 55 anni di regno, Elisabetta rimane molto attiva in pubblico mentre a quell’eta’ la regina Vittoria viveva da reclusa in cattive condizioni di salute e Giorgio III era semplicemente pazzo. La popolarita’ di Elisabetta e’ stata di recente consolidata da una serie di rivelazioni sulla sua vita privata, come le foto che la ritraggono al volante di una Jaguar. (9Colonne)
18 Dic, 2007
Quale e’ la dieta piu’ adatta per mantenersi in salute? Come prevenire i danni del sole? Quali sono i problemi della postura eretta nella vita moderna? Quali i pericoli insidiosi nel nostro ambiente? Al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e’ in corso fino al 30 gennaio una mostra (”Donne in salute, mostra interattiva sulla salute femminile”), che da’ una risposta seria a questi e altri interrogativi. Organizzata da Onda, acronimo di Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, la mostra milanese propone un vero e proprio percorso di conoscenza del corpo femminile e delle azioni di prevenzione da intraprendere per conservarne la buona salute, attraverso le fasi della crescita e della maturita’. Puberta’, comportamenti e identita’ sessuale, riproduzione, maternita’ e menopausa sono esplorati a tutto tondo per scoprire il modo di mantenersi in salute. Si potra’ anche capire come la cultura influenza la nostra idea di bellezza, il modo di sentirci in salute, i nostri stili di vita. Nelle postazioni interattive, gli uomini possono sperimentare cosa si prova a portare una pancia di nove mesi e le donne possono fare esperienza di palpazione del seno su tre modelli a grandezza naturale che guidano all’individuazione di eventuali noduli o anomalie mammarie. Inoltre, altre postazioni permettono di misurare il proprio indice di massa corporea o di scoprire cosa sono le mestruazioni. Un comitato scientifico di sicura autorevolezza - di cui fa parte anche Umberto Veronesi - ha dato il suo placet all’iniziativa, la prima del genere in Europa. (9Colonne)
12 Dic, 2007
Per attenuare i segni del tempo riflessi dal volto basta un’ ora. Grazie a delle microiniezioni di botulino e acido ialuronico in una sola seduta si puo’ ritrovare un aspetto piu’ giovane, senza bisturi, convalescenza e cicatrici. Si chiama Medical Lift, e’ stato ideato da Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna, ed e’ un “pacchetto” molto gettonato soprattutto in vista di Natale e Capodanno. “Molti pazienti sono alla ricerca di una soluzione veloce per avere una pelle tonica e senza rughe per le feste -dice Gennai-. Il lifting chirurgico, anche se mini-invasivo, pur dando risultati piu’ evidenti e duraturi, a volte si concilia poco con l’avvicinarsi delle festivita’ o con particolari esigenze lavorative, in quanto richiede tempi di recupero. Per questo ho messo a punto il Medical Lift, la soluzione piu’ veloce ed efficace per mandare indietro le lancette dell’orologio senza usare il bisturi”. Il chirurgo inietta botulino e acido ialuronico con microaghi, in quantita’ e profondita’ differenti nelle varie zone del viso. Si applica poi una maschera refrigerata e il paziente puo’ tornare al lavoro anche subito. La seduta dura circa 50 minuti e l’esito ottimale si ottiene dopo tre-cinque giorni, quando comincia a essere visibile l’effetto della tossina botulinica e l’acido ialuronico ha “legato” le molecole di acqua. Il risultato di questa sorta di “dieta” del viso rimane evidente per circa 6 mesi. Una moda che arriva dagli Stati Uniti. Gli americani per combattere i segni del tempo scelgono sempre piu’ sostanze iniettabili. Nel 2006, secondo i dati forniti dall’American Society of plastic surgeons sono stati eseguiti piu’di 9 milioni di interventi di medicina estetica (+8 per cento rispetto al 2005): quasi la meta’ (4.1 milioni) di botulino, mentre l’uso di acido ialuronico e’ aumentato del 59 per cento in un anno. (9Colonne)
11 Dic, 2007
Con l’arrivo delle feste natalizie gli sciatori sperano in una stagione di neve abbondante. L’ amore per la gli sport invernali, pero’, deve sempre coniugarsi con la massima prudenza: ogni anno, purtroppo, gravi infortuni funestano il ricordo di una vacanza o di una gita. Uno dei pericoli piu’ gravi per la salute di uno uno sciatore o chi e’ coinvolto in un infortunio sulla neve e’ l’ipotermia. A questo tema sara’ dedicato un convegno il 14 dicembre all’Alexander Hall di Cortina d’Ampezzo. E’ organizzato dalle Aziende Ospedaliere di Verona e Ulss 1 di Belluno. Per Verona saranno presenti il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Valerio Alberti ed il rettore dell’Universita’ Alessandro Mazzucco. Sono previsti interventi del capo del Dipartimento nazionale Protezione Civile Guido Bertolaso e di esperti provenienti da Germania, Norvegia, Austria e Svizzera.I principali destinatari del Convegno saranno figure professionali diverse, ma tra loro correlate proprio dalla necessita’ di intervenire appropriatamente per salvare chi versa in condizioni di ipotermia: maestri di sci, guide Alpine, operatori della Protezione Civile, personale del Soccorso Alpino, anestesisti rianimatori del 118, medici delle cure intensive, cardiologi, cardiochirurghi, tecnici di perfusione cardiocircolatoria. La prima sessione sara’ incentrata sulla definizione, la fisiologia e la prevenzione delle ipertermie accidentali, la seconda sull’approccio al paziente sulla scena dell’incidente e la terza al trattamento ospedaliero. Per l’’Azienda di Verona l’organizzazione scientifica e’ stata seguita dal professor Giuseppe Faggian dell’Unita’ di Cardiochirurgia clinicizzata diretta dal professor Alessandro Mazzucco. “Per ipotermia accidentale spiega il professore - si intende una riduzione non programmata della temperatura centrale al di sotto dei 35°C. Tale eventualita’ puo’ comparire in seguito all’esposizione a temperature esterne estremamente rigide per prolungati periodi di tempo, come sovente avviene in alta montagna per alpinisti, sciatori, esploratori coinvolti in incidenti dovuti a valanghe o per immersioni accidentali in acque fredde. L’ ipotermia non riconosciuta o non adeguatamente gestita e trattata e’ condizione morbosa gravata da elevata mortalita’. Essa infatti ha repentine ripercussioni sul sistema cardiocircolatorio, sul sistema nervoso centrale, sull’apparato respiratorio, sull’equilibrio idro-elettrolitico ed acido-base, sulla coagulazione e su altri fattori che determinano la sopravvivenza dell’individuo e che, quando la temperatura dell’organismo si abbassa oltre i limiti sopportabili, raggiungono progressivamente l’irreversibilita’”. Come va affondata una simile emergenza? “La gestione logistica ed il trattamento medico del paziente si fonda sull’ interazione interdisciplinare di diverse competenze atte ad ottimizzare le prime cure in loco, il trasporto in strutture attrezzate, le manovre rianimatorie opportune all’accoglimento, il riscaldamento esterno ed interno del soggetto, eventualmente con l’ausilio della circolazione extra-corporea o dell’emodialisi, e/o mediante tecniche indirette, come lavaggi peritoneali caldi, lavaggi gastrici ed altri possibili trattamenti”.(9Colonne)
11 Dic, 2007
Esistono alternative all’utilizzo costante e massiccio di antidolorifici per i dolori reumatici? E’ possibile contenere l’assunzione di farmaci per una delle patologie oggi piu’diffuse in Italia, anche tra i giovani? E, di conseguenza, e’ pensabile una riduzione della spesa sociale e sanitaria collegata a questi disturbi? Una risposta positiva a questi interrogativi sembra possibile. E’ questo infatti l’esito piu’ significativo di un progetto articolato di ricerca e studi clinici realizzato dai Dipartimenti di Medicina Clinica e Sperimentale (Cattedra di Reumatologia) e di Farmacologia dell’Universita’ di Padova nell’ambito di una specifica convenzione di ricerca sottoscritta con la Sezione Terme e Turismo di Unindustria Padova. Il gruppo di studio ha riscontrato e verificato, attraverso metodologie coerenti con i recenti protocolli internazionali, un’incidenza significativa delle terapie fango-balneoterapiche applicate nel Bacino Termale Euganeo rispetto a patologie sulle quali, fino ad oggi, non erano mai state considerate efficaci. La ricerca, sulla quale gli imprenditori dell’area termale padovana hanno voluto investire, apre dunque nuove frontiere per terapie naturali e non farmacologiche nel trattamento dei dolori reumatici. E questo potra’ richiamare un’attenzione sempre maggiore su acque e fanghi delle Terme Euganee.I risultati della ricerca e degli studi clinici saranno presentati venerdi’ 14 dicembre dai ricercatori della Cattedra di Reumatologia dell’Universita’ veneta. (9Colonne)