Archive for Gennaio, 2008

REGIONE CHE VAI SALUTE CHE TROVI

Le strutture pubbliche e le organizzazioni volontarie dove si prestano cure palliative (trattamenti che migliorano la qualita’ della vita piuttosto che la sopravvivenza di chi soffre di patologie evolutive e irreversibili) contavano, nel 2005, 225 servizi al Nord, 109 al Centro e solo 70 al Sud. L’assistenza a domicilio e semi-residenziale, nello stesso periodo, aveva una diffusione pari a 20 servizi ogni 100.000 abitanti in alcune regioni del Centro-Nord e meno di 5 al Sud. Il censimento e’ stato condotto da George France dell’Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie (Issirfa) del Cnr in una pubblicazione dal titolo “Federalismi e sanita’”. Lo studio viene presentato sull’ultimo numero dell’Almanacco della Scienza, il quindicinale del Cnr. “Nel 2004 - osserva il ricercatore del Cnr - l’Italia ha speso mediamente 1.506 euro per la sanita’, con un massimo di 1.922 euro nella provincia autonoma di Bolzano e un minimo di 1.350 nella Puglia”. Le diversita’ sono marcate anche quando si parla della dotazione delle apparecchiature mediche. “Nel 2002 le regioni del Sud avevano 1,87 tomografi computerizzati contro 1,91 del nord, 0,63 apparecchiature a risonanza magnetica nucleare contro lo 0,88 del Settentrione e 12,15 ecotomografi per 100.000 abitanti mentre al Centro-Nord se ne contavano 18,28". E ancora: nel 2005 la spesa pro capite nazionale per l’assistenza a domicilio e presso strutture residenziali e semi-residenziali era pari a 52.11 euro, scendendo dai 109.7 euro del Trentino, ai 9.99 della Campania. Infine, un’altra disparita’. Nel 2005, la media nazionale del numero di infermieri in ospedali pubblici per 1000 abitanti era pari a 4,08, rispetto ad un massimo di 6,25 per la regione Friuli-Venezia-Giulia e ad un minimo di 3,31 per la Sicilia. Morale: Regione che vai salute che trovi. (9Colonne)

IL BELLO DEL PANE E DELLA PASTA

Oggi tocca alle nuove generazioni salvare le antiche e ricche varieta’ di cereali, coltivarle rendendole forti e remunerative per i nostri agricoltori, divulgare il loro valore nutrizionale, e soprattutto, promuovere il loro recupero come risposta efficace contro disordini alimentari spesso causati dalla dilagante invasione del “cibo-spazzatura”. Il nostro pane e la nostra pasta devono tornare ad essere frutto del lavoro fatto con cura, rispetto, rigore, professionalita’, responsabilita’ e amore. L’agricoltura biodinamica e’ capace di rispondere alle piu’ esigenti richieste alimentari: applicata alla coltivazione di antiche varieta’ di cereali ricche di nutrimento per la nostra salute, ci offre cibo migliore per le nostre tavole e le nostre mense. Di questo si parlera’ domenica 3 febbraio nell’auditorium della scuola Steineriana Maria Garagnani di Bologna, dove un nutrito gruppo di relatori di diverse competenze, raccontera’ le proprie conoscenze su temi quali alimentazione e salute, coltivazione e vecchie varieta’ agricole, eco gastronomia e mense scolastiche. I lavori inizieranno alle 9.00 e termineranno alle 17.00, con una pausa pranzo a base di pane e pasta biodinamici. La partecipazione e’ aperta a tutti, e’ richiesta la conferma di adesione presso la segreteria organizzativa del convegno e il versamento di 20 euro come contributo per il pranzo. L’iniziativa gode del sostegno di Banca Etica. Per ulteriori informazioni e per sapere come iscriversi: Scuola Steineriana “Maria Garagnani” via Morazzo 4/4 Bologna telefono 051 6415398. (9Colonne)

COLESTEROLO E TRIGLICERIDI, 7 GENI “COLPEVOLI”

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (INN) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cagliari, in collaborazione con vari gruppi internazionali, ha analizzato l’intero genoma di oltre 20.000 individui, scoprendo sette nuovi geni responsabili dell’aumento del colesterolo e trigliceridi e confermando 11 geni precedentemente scoperti da altri gruppi. “Sappiamo che molti fattori, come la sedentarieta’, la dieta e il fumo, influenzano la produzione e l’accumulo dei lipidi nelle arterie”, ha spiegato la ricercatrice Serena Sanna. “Conoscere i fattori genetici collegati puo’ aiutare invece a capire quali siano i meccanismi di base dell’organismo che ne regolano il metabolismo, e il loro contributo nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Queste conoscenze permettono di poter attuare un processo di prevenzione nei soggetti a rischio e delle terapie mirate per i pazienti”. Un passo avanti, dunque, rispetto alla pur necessaria dieta anticolesterolo. Si e’ scoperto che tutte le varianti geniche responsabili per alti valori di LDL-c, o ‘colesterolo cattivo’, sono piu’ frequenti tra persone con affezioni coronariche. Anche le persone con varianti geniche associate con alti valori di trigliceridi hanno un maggiore rischio di sviluppare tali malattie, sebbene la relazione non sia altrettanto forte. Le patologie coronariche, come l’infarto e l’ictus, sono la causa principale di morte e di invalidita’ nei paesi industrializzati e la loro prevalenza sta aumentando rapidamente nei paesi in via di sviluppo. Solitamente sono causate dall’aterosclerosi, un processo caratterizzato da un deposito di lipoproteine a bassa densita’ o di LDL-c nelle arterie che forniscono sangue al cuore e al cervello, la cui ostruzione comporta una inadeguata quantita’ di sangue in questi organi, da cui scaturisce infarto o ictus. Diversi studi hanno dimostrato l’associazione tra i livelli dei lipidi e queste malattie: i livelli di LDL-c sono associati con un aumento del rischio di malattie delle coronarie, mentre livelli alti di HDL-c sono associati con una diminuzione del rischio. (9Colonne)

IL GIOCO DELLA DIETA EQUILIBRATA

L’ananas fa dimagrire? Falso: l’ananas contiene una sostanza, la bromelina, un enzima che aiuta a digerire le proteine. Questo enzima e’ presente in grande quantita’ solo nel gambo della pianta, pertanto e’ bene non abusare del frutto o del succo del frutto, perche’ essendo quasi privo di bromelina, non aiutera’ a digerire, anzi apportera’ soltanto zuccheri supplementari. La domanda e la risposta fanno parte del gioco “Vero o falso” che si trova sul sito internet del Ministero della Salute, nella sezione “speciali” (www.ministerosalute.it). E’ un gioco per modo di dire, perche’ in realta’ dall’intreccio di domande e risposte emerge un vademecum serio e utile per chi e’ alla ricerca di una dieta equilibrata e di buon senso. “Vero o falso” sfata numerosi luoghi comuni. Per esempio: mangiare soltanto frutta, in grande quantita’, aiuta a mantenere la linea? Falso. La frutta, se assunta in grandi quantita’ apporta una notevole quota di zuccheri e quindi di calorie, (4 kcal/grammo). Attenzione, poi, alla frutta secca (noci, arachidi, mandorle, noci), ricca anche di grassi, che rappresentano la maggiore fonte di energia (9 kcal/grammo). I nutrizionisti consigliano di assumere frutta fresca di stagione nella misura di 2-3 porzioni al giorno, nel contesto di una dieta, appunto, varia ed equilibrata.(9Colonne)

265 MILA ITALIANI CON L’INFLUENZA

Sono circa 265 mila gli italiani colpiti dall’influenza durante la prima settimana del 2008: e’ quanto risulta dal rapporto Influnet pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanita’. Nel periodo considerato, 651 “medici sentinella” hanno inviato all’Iss dati circa la frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Questo ha consentito una valutazione attendibile sulle condizioni di salute dei cittadini. Come per le stagioni passate, il virus ha colpito maggiormente i bambini di eta’ compresa tra 0 e 4 anni (7,62 casi per mille), seguiti dai soggetti tra 5 e 14 anni (5,33).La fascia di eta’ tra 15 e 64 anni e’ quella in cui l’incremento del numero di casi (4,80 casi per mille) e’ piu’ visibile rispetto alla settimana precedente (2,87 per mille). Gli ultrasessantacinquenni, rispetto alle altre fasce di eta’, mostrano un’incidenza inferiore (1,99 casi su mille), anche se rappresentano i soggetti a maggior rischio di complicanze per influenza. Secondo quanto riportato dal rapporto l’incidenza delle sindromi influenzali nella prima settimana del 2008 e’ superiore rispetto alla maggior parte delle precedenti stagioni influenzali; tuttavia, non e’ ancora possibile prevedere l’intensita’ complessiva dell’epidemia di quest’ anno. La sorveglianza tramite i medici di medicina regionale ed i pediatri di libera scelta prosegue e i dati saranno aggiornati ogni settimana permettendo di seguire l’andamento dell’ondata epidemica stagionale. (9Colonne)

CANCRO AL SENO, LA RICERCA FA UN PASSO AVANTI

Si stima che in Italia siano circa 300 mila le donne malate di tumore al seno. Ogni anno ne vengono colpite oltre 36 mila, cioe’ il 30 per cento di tutte le donne che si ammalano di tumore. 11mila sono quelle che muoiono ogni anno. Il rischio di contrarre la malattia aumenta di cento volte con l’eta’. A trent’anni la probabilita’ è di uno su 2500, a quaranta 1/200, a sessanta 1/25. La tendenza e’ quella di una crescita della diffusione ma di una diminuzione della mortalita’. Per la salute delle donne una buona notizia arriva ora dalla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation - una delle piu’ prestigiose nel campo della medicina sperimentale - che da’ conto della scoperta di un gruppo di giovani ricercatori dell’Universita’ di Bologna. Lo studio ha dimostrato che una proteina chiamata “interleuchina 6″ non solo rende piu’ aggressive le cellule tumorali, ma induce anche un effetto “dottor Jekyll e mister Hyde” su quelle sane, che in sua presenza iniziano a dare segni di pazzia tipici del cancro. Lo studio e’ ancora piu’ interessante perche’ si intreccia con una delle nuove frontiere della ricerca medica oncologica, quella delle cosiddette cellule staminali tumorali: le vere leader dello sviluppo del cancro al seno. Sono proprio queste, infatti, ad essersi mostrate sensibili all’interleuchina 6. “Le staminali sane, esposte all’interleuchina, iniziano ad assumere atteggiamenti tipici di quelle maligne - spiega Massimiliano Bonafe’, 38 anni, a capo del team di ricercatori dell’Universita’ di Bologna -. Cominciano a migrare, a spostarsi cioe’ facendosi largo tra le altre cellule, sopravvivono in apnea, anche in ambienti poveri d’ossigeno, e tendono a crescere, contrariamente alle altre, anche in sospensione, prive di una base d’appoggio. Tutti segnali preoccupanti. Abbiamo inoltre osservato che, cosi’ come le staminali del cancro, iniziano a produrre loro stesse altra interleuchina. E questo sembra rispondere ad un altro grattacapo, cui la scienza finora non aveva trovato soluzione: da dove proviene l’interleuchina in eccesso nelle pazienti con cancro al seno?". Si sapeva gia’ da tempo che questa proteina aveva una stretta relazione col tumore della mammella. Non solo infatti si riscontra in abbondanza nelle pazienti, ma a concentrazioni piu’ elevate corrispondono tumori piu’ aggressivi e potenzialmente letali. Nessuno pero’ finora era riuscito a spiegare come interagisse col tumore, e nemmeno cosa ne originasse l’eccesso. Conoscerla meglio, spiegano gli studiosi, e’ importante anche perche’ si tratta di una proteina che ci accompagna per tutta la vita, centrale in molti processi dell’organismo, normalmente con funzioni benefiche. £Aver trovato una prova del suo ruolo sull’innesco del tumore al seno - spiega ancora Bonafe’ - apre la strada a nuove strategie preventive e terapeutiche. Da un lato, anche in assenza di una diagnosi di tumore, l’aumento d’interleuchina potrebbe fungere da campanello d’allarme e suggerire una serie di accorgimenti preventivi al fine di scongiurare l’eventuale insorgenza del cancro. In secondo luogo, si potrebbero studiare e perfezionare farmaci o anticorpi in grado di neutralizzarne l’effetto. Nel Regno Unito ci sono gia’ pazienti trattati in questo modo". (9Colonne)

ANDROLOGIA: “FULL IMMERSION” A ROMA

Nei giorni 24, 25 e 26 novembre 2008 si terra’ a Roma l’8° Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualita’ (SIAMS). Nei giorni immediatamente successivi la capitale ospitera’ anche il congresso della European Academy of Andrology (EAA). Ci sara’ dunque una settimana romana “full immersion” in andrologia. Il programma del Congresso SIAMS si articolera’ in letture magistrali, simposi clinici, discussione di casi clinici in modo interattivo. In particolare e’ stato approntato un programma che include aree di estremo interesse di andrologia clinica e di base. Verranno trattati vari argomenti di terapia; si parlera’ di andrologia dello sport, di malattie metaboliche in andrologia, di prevenzione riferita all’ambiente prenatale, all’obesita’ infantile e al criptorchidismo. Altri argomenti verteranno sulla genetica, sul tumore della prostata, sulla azoospermia e sulla fecondazione assistita. Una particolare attenzione sara’ rivolta anche al ruolo degli androgeni nella donna. Per quanto concerne comunicazioni e poster oltre ai temi accennati verranno affrontati ulteriori argomenti come cellule staminali, embriogenesi, tumori testicolari, disturbi dell’erezione nonche’ la fisiopatologia della sessualita’. Il Convegno interessera’ non solo i clinici, ma anche i ricercatori di base. L’obiettivo degli organizzatori e’ quello di creare un forum congiunto per il continuo sviluppo delle scienze andrologiche. I lavori si svolgeranno al Jolly Hotel Vittorio Veneto, a due passi da Villa Borghese. (9Colonne)

PER L’INFARTO E’ MEGLIO IL CASINO’

Chi l’ha detto che le emozioni dell’azzardo non fanno bene alla salute? I casino’ in realta’ sono il miglior posto dove avere un infarto, a pari merito con gli aeroporti. In caso sia possibile scegliere, meglio evitare gli ospedali. Lo assicura Paul Chan del Mid-America Heart Institute di Kansas City che ha condotto una ricerca su quali luoghi assicurino le maggiori chance di sopravvivenza in caso di infarto. La ricerca e’ stata rilanciata in Italia dall’agenzia Agicos, specializzata in giochi e scommesse. I casino’ e gli aeroporti guidano la classifica con il 50 per cento delle possibilita’. Gli ospedali invece garantiscono poco piu’ di 1 possibilita’ su 3 di sopravvivere, esattamente il 34 per cento. “La differenza” spiega Chan, “dipende da quanto in fretta viene praticata la defibrillazione. Se viene effettuata entro due minuti, le possibilita’ di sopravvivere raddoppiano. E da questo dipende il fatto che casino’ e aeroporti guidino la classifica: in genere si e’ sempre circondati da altre persone, quindi in caso di malore si viene soccorsi tempestivamente. Per raggiungere un ospedale in genere ci vuole piu’ tempo e succede che anche li’ si possa passare diverso tempo da soli. Insomma, l’importante e’ che sia possibile intervenire celermente e che il defibrillatore sia a portata di mano”. Come accade, e a ragion veduta, nelle case da gioco. (9Colonne)

IL CALDO NEMICO DELLA FERTILITA’

Un rapporto sessuale soddisfacente non e’ necessariamente sinonimo di fertilita’. A quest’ultimo aspetto sono ispirati i “buoni consigli per gli uomini” dispensati dall’Istituto Superiore di Sanita’. Uno e’ intitolato “attenzione al caldo”. “Gli spermatozoi – spiega la dottoressa Giulia Scaravelli - sono molto sensibili al caldo: e’ per questo che i testicoli sono posti al di fuori del corpo. Spesso pero’ le condizioni lavorative e di vita espongono lo scroto (la “borsa” in cui sono contenuti i testicoli) a temperature che, anche se apparentemente non alte, sono sufficienti - basta un grado in piu’ - a danneggiare gli spermatozoi, soprattutto se protratte per un lungo periodo (si pensi ad esempio ai lavori che comportano lo stare seduti per molte ore al giorno, come nel caso dei tassisti e dei camionisti). Del resto il varicocele (dilatazione delle vene che circondano il testicolo per un reflusso emodinamico) che e’ considerato una delle cause piu’ diffuse anche se controverse, di infertilita’ maschile, viene da alcuni associato proprio ad un aumento della temperatura del testicolo. Gli effetti sono soprattutto a carico della concentrazione e della quantita’ complessiva di spermatozoi nel liquido seminale, con scarsa o nulla incidenza su altri valori. In caso, invece, di costante esposizione ad alte temperature come nel caso dei tintori, dei cuochi, di chi lavora negli alti forni, si e’ osservato un arresto parziale o completo della spermatogenesi (produzione di spermatozoi) e rischio di un aumento del numero di spermatozoi anomali e con scarsa motilita’. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un danno permanente. Pero’, se stai pensando di avere un figlio, controlla se l’esposizione al caldo sta creando un problema alla tua fertilita’”. (9Colonne)

DIOSSINA E SALUTE IN CAMPANIA

Diossina e salute in Campania: uno studio ampio e analitico, che per dimensione del campione non ha precedenti in Italia e si colloca tra le indagini piu’ estese condotte a livello internazionale, e’ stato promosso dalla Regione Campania. Lo studio denominato Sebiorec prevede il prelievo di campioni di sangue di 780 persone e del latte materno di 50 donne, in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta, per analizzare il contenuto di diossine e di metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sara’ composta casualmente, in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di eta’ che va dai 20 ai 64 anni e in Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale. Lo studio sara’ realizzato dall’Istituto Superiore di Sanita’ con la collaborazione di Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR), Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori presso Asl Napoli 4 e di cinque tra le Aziende Sanitarie Locali della Regione Campania. A causa dell’ allarme per l’ inquinamento da rifiuti la Protezione Civile aveva gia’ finanziato una indagine epidemiologica in Regione Campania, realizzata da OMS, ISS e CNR, che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per l’ ambiente e per la salute. Dopo ulteriori analisi ambientali e sugli animali, la Regione ha ritenuto opportuna la realizzazione di questo ulteriore accertamento. “Si tratta di informazioni indispensabili per verificare se il livello di contaminazione ambientale abbia aumentato davvero l’esposizione della popolazione e per capire i rischi che cio’ puo’ determinare", spiega Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca dell’IFC-CNR di Pisa. “E’ dunque un’indagine non sulla salute ma sul livello di esposizione pregressa o recente a contaminanti pericolosi la cui presenza e’ riconosciuta nell’ambiente, che prevede anche un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per capire i dati analitici che verranno ottenuti”. I contenuti specifici dello studio, le modalita’ e il valore dei risultati per la popolazione saranno presentati in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunita’ locali ad iniziare dai prossimi giorni. L’inizio dei prelievi e delle interviste e’ previsto per il mese di febbraio. (9Colonne)