Archive for Febbraio, 2008

UNA PILLOLA CONTRO L’AGGRESSIONE UV

Una alimentazione equilibrata e due compresse al giorno di un integratore alimentare a base di vitamina C ed E, carotenoidi, selenio, zinco, acidi grassi essenziali. Ma soprattutto di Sod, un tipo di antiossidante che è il precursore principale di molti radicali liberi. Ecco due alleati per proteggere e nutrire la pelle dal suo interno, contrastare l’azione nociva dei raggi Uv e il conseguente invecchiamento cutaneo secondo la ricetta anti-età ideata dai Laboratori Pierre Fabre. Il complesso antiradicali messo a punto per l’integratore alimentare “Doriance Anti-âge” aiuta infatti la pelle a ridurre visibilmente le rughe, a migliorare la tonicità e l’elasticità cutanea, contrastando l’azione dei radicali liberi. Pierre Fabre è un’azienda farmaceutica multinazionale di origine francese che fin dagli anni ‘60 si impegna ad utilizzare principi attivi vegetali e di origine naturale nella realizzazione dei propri prodotti per la salute, spaziando nei più disparati ambiti di intervento della farmacia, dai farmaci di prescrizione, ai dermo-cosmetici fino ai prodotti di autocura e ai farmaci da banco. Pierre Fabre utilizza non solo tutte le tecniche avanzate di ricerca (es. biotecnologia), ma anche processi produttivi di alta tecnologia per produrre i prodotti derivati dalla natura, rispettando le normative di controllo e qualità che comunemente vengono applicate sui farmaci di prescrizione medica. (9Colonne)

TERAPIA DEL DOLORE: CRESCE IL CONSUMO DI OPPIOIDI

Salute: aumenta in Italia il ricorso agli analgesici oppioidi forti a rilascio controllato per la cura del dolore moderato-severo. Rispetto al 2006, nel 2007 si è registrato un incremento del 13,38 per cento a unità, a fronte di una crescita del 14,81 per cento nella spesa, che si è attestata su una media di 0,40 euro procapite, contro gli 0,35 euro del 2006. Ciononostante, siamo ancora ben lontani da quanto raccomandano le Linee Guida internazionali: i preparati transdermici continuano a dominare il mercato, con una quota pari al 72,7 per cento delle confezioni consumate, contro il 27,3 delle formulazioni orali, indicate da Oms, Eapc (European Association for Palliative Care) ed Esmo (European Society of Medical Oncology) come via di somministrazione di prima scelta, efficace ed agevole. Il divario si acuisce andando a misurare il dato a valori: gli oppioidi orali a rilascio controllato incidono solo per un 21,1 per cento sulla spesa relativa ai farmaci oppiacei, contro il 78,9 dei transdermici che, essendo anche mediamente più costosi, gravano di più sui costi a carico del Ssn. E’ quanto emerge dalla ricerca condotta dal Centro Studi Mundipharma. In particolare, Sardegna, Veneto e Trentino Alto Adige sono le regioni più attente alle Linee Guida (dal momento che risultano quelle con il maggior consumo di formulazioni orali, rispettivamente 36,7, 35,8 e 34,7 per cento a unità), seguite da Friuli Venezia Giulia (33,4), Umbria (33,2) e Lombardia (31,2), ma sono ancora distanti dalla corretta applicazione delle raccomandazioni ufficiali, secondo cui la via transdermica rappresenta solo una possibile alternativa all’utilizzo di preparati orali nei pazienti con dolore stabile. All’altro estremo della classifica, si collocano Calabria, Puglia, Marche e Liguria, con un consumo di oppioidi transdermici che rappresenta oltre l’82per cento del mercato. Secondo i dati Osmed relativi al periodo gennaio-settembre 2007, gli analgesici oppiacei (deboli e forti insieme), rappresentano solo lo 0,57 per cento della spesa complessiva per i farmaci in classe A, che ammonta a 54 milioni di euro. Va inoltre evidenziato che il maggior consumo di prodotti trasdermici, come i cerotti a base di fentanyl e buprenorfina, risulta in palese contrasto con tutte le Linee Guida internazionali. (9Colonne)

LA DIETA SENZA ZUCCHERO PUO’ FARCI INGRASSARE

Non è affatto detto che un dieta senza zucchero aiuti a dimagrire. Anzi. Consumare alimenti e bevande senza zucchero potrebbe essere controproducente ai fini del controllo del peso o del dimagrimento: è quanto sostengono gli psicologi dell’Ingestive Behavior Research Center della Purdue University di West Lafayette, nell’Indiana, sulla rivista “Behavioral Neuroscience”, sulla base di una sperimentazione effettuata su topi di laboratorio. Nello studio - di cui riferisce l’ultimo numero della rivista italiana “Le Scienze” - si è infatti riscontrato come l’ampio ricorso a dolcificanti senza calorie possa mettere in difficoltà l’organismo nel controllo dell’assunzione di cibi. Rispetto agli animali che si nutrivano di yogurt dolcificato con glucosio (uno zucchero semplice che apporta 15 calorie per cucchiaino, come lo zucchero da tavola), quelli che consumavano yogurt addizionato con saccarina, un edulcorante che non apporta praticamente calorie, complessivamente poi consumavano più cibo, guadagnavano più peso e immagazzinavano più grassi. Secondo quanto scrivono Susan Swithers e Terry Davidson, all’origine del fenomeno vi è la rottura della connessione tra il sapore dolce e il cibo ad alto contenuto calorico: in sostanza la saccarina sembra perturbare la capacità del corpo di regolare l’introito di calorie. Questa ipotesi della mancanza di autoregolazione potrebbe spiegare anche perché l’obesità è cresciuta come fenomeno insieme con l’uso di dolcificanti nei cibi, anche se la letteratura non è concorde nel definire gli effetti degli edulcoranti sull’organismo. (9Colonne)

L’ ETICHETTA PIU’ COMPLETA? QUELLA DELLE UOVA

L’etichetta delle uova è diventata la più completa che esista. Lo rende noto l’Unione nazionale consumatori segnalando che sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato un decreto ministeriale, in attuazione di un Regolamento comunitario del 2006 a tutela della salute dei consumatori, il quale prevede l’obbligatorietà sul guscio delle sigle sul tipo di allevamento: 1IT (significa che l’uovo è di un allevamento di galline all’aperto); 2IT (che è di un allevamento a terra), 3IT (nelle gabbie) e OIT (biologico). Se le suddette sigle sono obbligatorie sulle uova, sull’imballaggio sono obbligatorie le diciture “uova da allevamento all’aperto”, “uova da allevamento a terra”, “uova da allevamento in gabbie”, oppure “uova da agricoltura biologica”. La dicitura “extra” o “extra fresche” è ammessa soltanto se sull’imballaggio è indicata la data di deposizione (cioè quando la gallina ha fatto l’uovo) e il termine di 9 giorni dalla suddetta data, trascorsi i quali l’uovo non è considerato più extra fresco, ma soltanto fresco (categoria A). Sulle uova e sugli imballaggi è possibile inoltre apporre diciture e/o simboli relativi all’origine, purché tale origine sia rilevabile dal codice distintivo del produttore. A titolo di esempio, il codice 3IT001191TO036 significa: il numero iniziale 3, come si è detto, indica che è un allevamento di galline in gabbie; IT che si tratta di un allevamento italiano; 001191 è il codice Istat del Comune nel quale è situato l’allevamento (in questo caso Pinerolo ma non ha molta importanza perché il numero è seguito dalla dicitura della provincia, appunto TO, ossia la provincia di Torino); 036 è poi il numero identificativo dell’allevamento. E’ infatti obbligatorio, sia sulle uova sia sugli imballaggi, il codice distintivo del produttore, anche se si tratta di uova vendute direttamente dal produttore al consumatore finale, con eccezione di quelle provenienti da produttori con meno di 50 galline. Inoltre altre diciture si possono apporre (facoltativamente) riguardo il tipo di alimentazione somministrata alle galline. (9Colonne)

SALUTE: PREVENZIONE CONTRO IL GLAUCOMA

Nei paesi industrializzati, il glaucoma costituisce una fra le cause più importanti di handicap visivo. Si tratta di una malattia del nervo ottico spesso associata a un aumento della pressione interna dell’occhio; con il danno del nervo ottico si riduce il campo visivo giungendo, in assenza di alcuna terapia, fino alla cecità. È stato riscontrato da ricerche epidemiologiche che circa il 2 per cento della popolazione adulta è affetta da glaucoma. Questa percentuale può salire al 10 per cento se si considera la popolazione sopra i 75 anni. Nonostante questa frequenza, una parte significativa dei casi viene diagnosticata troppo tardi e in maniera casuale. Il glaucoma è infatti una malattia nella quale i sintomi visivi compaiono solo quando è già in uno stadio avanzato e vengono notati dai pazienti solo quando il danno al nervo ottico è già considerevole. Poiché una volta insorti, i danni sono irreversibili è importante arrestare tempestivamente la malattia iniziando precocemente una terapia efficace. Per questo motivo, è consigliabile sottoporsi a una visita oculistica preventiva dopo i quarant’anni, soprattutto se si è affetti da miopia, bassa pressione arteriosa o se si hanno parenti stretti glaucomatosi. Le terapie, basate sull’uso di farmaci (gli analoghi delle prostaglandine e le prostamidi - Latanoprost, Travoprost, Unoprostone e Bimatoprost - e gli agonisti adrenergici alfa-2 - Brimonidina e Apraclonidina - sono farmaci che riducono la pressione intraoculare), trattamenti laser e interventi chirurgici, possono infatti impedire ulteriori aggravamenti. Al fine di informare il pubblico sui pericoli della malattia e sull’importanza della prevenzione, di stimolare le strutture che sovrintendono alla salute a investire sia nella prevenzione che nelle terapie e di dar voce alle istanze dei pazienti ieri è stato oragnizzato in tutto il mondo il World Glaucoma Day, una giornata di sensibilizzazione che ha visto in prima linea l’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma (Aisg), la European Glaucoma Society (Egs) e l’Associazione Italiana Pazienti Glaucomatosi (Aipag). (9Colonne)

DIETA MEDITERRANEA, NASCE UN CENTRO DI FORMAZIONE

Palazzo Vinciprova ospita a Pioppi, nel comune cilentano di Pollica, il Museo Vivente della Dieta Mediterranea dedicato ad Ancel Keys. Fu in quella località, infatti, che lo scienziato americano gettò - durante i 40 anni in cui vi soggiornò - le basi della dieta mediterranea, il regime alimentare che prevede un elevato consumo di frutta e verdura, pane, cereali, olio di oliva, pesce e vino. Il Museo illustra le tre caratteristiche della dieta mediterranea: Piacere, Benessere e Cultura. Compatibilmente con la stagione è possibile assistere alla molitura delle olive osservando l’intero ciclo di produzione dell’olio extravergine. Sono poi stipulate convenzioni con i locali ristoratori per consentire degustazioni e pranzi ispirati alla cucina tipica mediterranea, ma è possibile effettuare degustazioni anche presso il Museo. Domenica prossima, 10 febbraio, Palazzo Vinciprova ospiterà il debutto di un centro di formazione permanente sulla dieta mediterranea. L’iniziativa è frutto dell’accordo tra il comune cilentano di Pollica (capoluogo delle frazioni costiere di Acciaroli e Pioppi) e la Nuova Scuola medica salernitana, un’associazione fondata da medici salernitani impegnata nella ricerca e nella promozione culturale. Il centro di formazione svolgerà un’attività di costante aggiornamento con la collaborazione di alcune importanti università italiane e straniere e si pone l’obiettivo di promuovere e gestire iniziative scientifiche, culturali e artistiche in Italia e all’estero. (9Colonne)

LE INSALATE PRONTE CONQUISTANO UN ITALIANO SU DUE

Le insalate pronto uso - sebbene abbiano un prezzo di 8 euro al chilo, quasi sei volte superiore rispetto a quello dello stesso prodotto venduto sfuso - trovano spazio nel carrello della spesa di quasi un italiano su due (43,3 per cento) e fanno registrare un aumento negli acquisti familiari del 4,2 per cento nel 2007, in netta controtendenza rispetto al consumo di verdure in generale (-2,6 per cento). E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’inserimento del paniere sui prezzi dell’Istat dell’insalata in confezione, a riconoscimento di un cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani. Si tratta di una evoluzione favorita dal bisogno crescente dei cittadini di risparmiare tempo in cucina a favore del lavoro, della famiglia e dello svago, senza rinunciare però al consumo di prodotti freschi, indispensabili per la buona alimentazione, la dieta e la salute. Le vendite di frutta e verdura pronto uso, la cosiddetta IV gamma, che rappresenta il 7,9 per cento del valore di mercato degli ortaggi freschi acquistati dalle famiglie, hanno superato - stima la Coldiretti - oltre 40 milioni di chili per una spesa di 350 milioni di euro per soli acquisti familiari. La maggioranza degli acquirenti sono donne, con i consumatori di insalata pronta per l’uso più diffusi nel Nord dove si registra il 60 per cento delle vendite, ma anche nel Centro Italia dove si colloca il 30 per cento della produzione, mentre nel Sud solo il 10 per cento. (9Colonne)

UN PICCOLO NEUROSTIMOLATORE CONTRO IL DOLORE CRONICO

A soffrire di dolore cronico - pur essendo spesso in buona salute - sono oltre 10 milioni di italiani, pari al 25 per cento della popolazione. Una nuova frontiera di cura in questo campo è il neurostimolatore RestoreUltra di Medtronic che stanno sperimentando, per la prima volta in Italia, due pazienti, che si sono visti impiantare il nuovo dispositivo - l’uno a Palermo e l’altro a Mestre - che eroga impulsi elettrici nello spazio epidurale in modo da impedire ai segnali dolorifici che percorrono il sistema nervoso di raggiungere il cervello. In particolare il dispositivo è indicato nella gestione dei casi di dolore cronico intrattabile del tronco e/o degli arti, della vasculopatia periferica, o dell’angina pectoris intrattabile

(dolore al torace dovuto a una carenza di ossigeno nel cuore), e può essere particolarmente utile nel trattamento del dolore complesso. Grazie alla funzione TargetmyStim e ad un programmatore telecomandato, il paziente può regolare la stimolazione in specifici punti a diverse altezze del midollo spinale e aumentare o diminuire l’intensità degli impulsi elettrici. RestoreUltra ha anche una batteria ricaricabile dall’esterno e garantisce una durata di nove anni, la più lunga certificata dalla FDA americana. I benefici del dispositivo sono accertati da uno studio pubblicato dalla rivista internazionale Pain, condotto su 100 pazienti in 12 centri ospedalieri e policlinici universitari internazionali (in Italia, Australia, Belgio, Canada, Israele, Spagna, Svizzera e Regno Unito). I risultati ottenuti dopo sei mesi hanno dimostrato che la terapia di neurostimolazione associata alla terapia medica convenzionale, rispetto al solo trattamento medico, garantisce un livello significativamente maggiore di riduzione del dolore. (9Colonne)

CURARE LA PELLE E DIFENDERE GLI OCEANI

“Advanced Marine Biology Cream”, la nuova crema anti-invecchiamento prodotta dalla casa La Prairie, a base di sostanze marine, protegge gli oceani mentre protegge la pelle. Per ogni confezione del prodotto che viene venduta, l’azienda devolve una percentuale all’organizzazione "Ocean Futures Society" che sostiene diversi progetti a salvaguardia degli oceani, coordinata a livello internazionale da Céline Cousteau, esploratrice marina e nipote del leggendario comandante e documentarista Jacques Cousteau. Il prodotto, formulato per donne a partire dai trent’anni, quindi più giovani rispetto al target tradizionale di La Prairie, è basato sulla sinergia tra il complesso cellulare esclusivo La Prairie e cinque elementi delle profondità marine con l’obiettivo di sfruttare le proprietà naturali del mare, soprattutto quelle protettive che si riscontrano negli antiossidanti di origine marina, che permettono alle forme di vita vegetali di prosperare in un ambiente subacqueo estremamente ostile. Gli estratti fermentati di alghe che rappresentano il cuore della formulazione di “Advanced Marine Biology Cream” sono derivati esclusivamente da piante cresciute attraverso un processo sostenibile di acquacoltura, tecnologia brevettata che permette alle piante marine di essere coltivate sulla terra senza mettere a repentaglio l’ecosistema delle acque.Insomma, salute del mare e salute della pelle in questo caso sembrano andare d’accordo. (9Colonne)