Archive for Marzo, 2008

ARRIVA IL SOLARE ALL’OLIO D’OLIVA

La linea dei solari Frais Monde all’olio d’oliva, arricchita da altri oli pregiati (avocado, jojoba, mandorle dolci) e da estratti naturali (aloe e echinacea) assicura la corretta protezione e filtrazione dei raggi solari sia nei primi giorni di esposizione sia in quelli successivi. Perché per è importante l’olio d’oliva? E’ importante perché possiede un’alta capacità protettiva compresa tra 250 - 320 mm (i raggi che provocano scottature sono compresi tra 200 - 330 mm) e svolge un’azione schermante e un’azione emolliente e lenitiva. E’ un prodotto eudermico e sebosimile per la presenza, nella sua composizione, di un elevato contenuto di squalene (idrocarburo presente nell’olio di fegato di squalo e nei vegetali). Gli altri oli pregiati, insieme agli estratti naturali, completano l’azione dell’olio d’oliva conferendo proprietà idratanti, nutritive e anti-età. La nuova linea solare Frais Monde all’olio d’oliva ed aloe è composta da 21 prodotti con fattori protettivi diversi che vanno dal Spf 50+ per pelli molto sensibili e per bambini, al Spf 8 indicata per pelli robuste e soggetti scuri. Oltre ai solari abbronzanti/protettivi, la linea comprende gel fissanti dell’abbronzatura, gel e creme antirughe, stick protettivi per labbra, bagni schiuma, creme doposole viso e corpo e acque solari. I prodotti della linea Frais Monde hanno quattro caratteristiche principali di base: idratante grazie all’estratto di aloe; protettiva/abbronzante grazie alla perfetta miscela di filtri (Uva + Uvb) che proteggono la pelle fin dai primi giorni di esposizione al sole favorendo una rapida abbronzatura; nutritiva tramite l’olio d’oliva, l’olio di avocado e jojoba che insieme difendono l’epidermide prevenendone la disidratazione e l’invecchiamento; idroresistente grazie alla formulazione particolare dei solari che li rende resistenti all’acqua ed efficaci anche dopo diversi bagni. (9Colonne)

VIAGRA, LA PILLOLA BLU COMPIE 10 ANNI

Il 27 marzo 1998 la statunitense Food and Drugs Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, approvava l’uso del viagra nel trattamento dell’impotenza. Testato all’inizio degli anni Novanta per curare i disturbi cardiaci, il Viagra è diventato il farmaco più utilizzato per curare la disfunzione erettile che ha portato nelle casse della Pfizer, dal 1998 appunto, oltre un miliardo di euro. La storia del Viagra ha inizio nel 1986 nei laboratori del Pfizer Central Research di Sandwich, in Inghilterra, dove alcuni ricercatori scoprono che l’inibizione di un enzima (Pde5) presente nella muscolatura liscia dei vasi sanguigni diminuisce la resistenza vascolare e riduce l’aggregabilità delle piastrine, gli elementi del sangue che svolgono un compito fondamentale nel processo di coagulazione ma il cui ammassarsi all’interno di vene e arterie ne può procurare l’occlusione, parziale o totale. Insieme con i colleghi Robert Furchgott e Ferid Murad, Herbalife scoprì (per le conseguenze della loro scoperta i tre ricercatori vinceranno il premio Nobel per la medicina) che diversi tipi di cellule del nostro organismo comunicano tra loro scambiando molecole di ossido nitrico (detto anche ossido d’azoto), un gas allora noto solo come un pericoloso inquinante, prodotto dalla combustione dell’azoto nei motori delle automobili. Questa semplice molecola, formata da un atomo di ossigeno e un atomo di azoto, regola invece funzioni fisiologiche importanti come il controllo della pressione sanguigna, la reazione del sistema immunitario contro le infezioni batteriche e l’attivazione delle cellule del sistema nervoso. Gli studiosi pensano ai possibili, benefici effetti di un farmaco capace di inibire l’enzima PDE5 nell’angina pectoris. Potrebbe impedire la chiusura delle arterie coronarie, la causa dell’infarto del miocardio. Tre anni di lavori e nel 1991 la sperimentazione non soddisfacente anche se gli studiosi assistono ad un fatto sorprendente. Alcuni uomini coinvolti nella ricerca riferiscono di un effetto collaterale piacevole: l’aumento della tendenza all’erezione. Si scoprì così che il sildenafil studiato dalla Pfizer in cardiologia come calcio-antagonista e somministrato per via orale, era in grado in una larga percentuale di casi (70-80%) di risolvere o migliorare la disfunzione erettile. Fu così che la destinazione del farmaco, dopo molte titubanze e ulteriori studi, viene cambiata: dal trattamento dell’angina pectoris si passa a quello degli “inconvenienti” erettili. La pillola blu va assunta circa un’ora prima di un rapporto sessuale perché provochi un afflusso di sangue ai corpi cavernosi sufficiente a rendere possibile l’erezione. Anche se elemento fondamentale per il successo del rapporto sessuale resta quello del desiderio di fondo. Il quotidiano inglese The Observer ha ricordato di recente l’anniversario ricordando che “prima del Viagra, l’impotenza era sinonimo di vergogna e spesso di rottura, ivi compreso nelle coppie più solide”. (9Colonne)

MAL DI TESTA? FORSE E’ “MAL DI PRIMAVERA”

Questi primi giorni di primavera rappresentano un momento di transizione anche per l’organismo umano, che deve adattarsi ai nuovi ritmi della luce e al variare della temperatura. Ma succede spesso che il fisico abbia bisogno di un po’ di tempo per abituarsi a questi improvvisi cambiamenti. Ecco perché sono molte le persone che, con l’arrivo della primavera, sono soggette a una serie di disturbi e di malesseri, quali: mal di testa, sensazione di stanchezza diffusa e generalizzata, mancanza di forze, apatia, difficoltà di concentrazione. E’ come se l’orologio biologico andasse in tilt. E’ soprattutto la luce l’elemento chiave di questo periodo di cambiamenti perché va a interferire con le nostre aree nervose (non soggette alla volontà), che regolano i meccanismi primari del metabolismo, dell’attività sessuale, del sonno, della fame e della sazietà. In particolare, è fondamentale l’attività della ghiandola pineale, che rappresenta una sorta di collegamento fra il mondo interno dell’organismo e quello all’esterno, trasformando i segnali fisici che derivano dai cambiamenti (della luce, di temperatura, dei campi elettromagnetici) in energia chimica. Sotto l’effetto della luce, la ghiandola pineale produce serotonina, una sostanza che favorisce lo stato di veglia, mentre, di notte, la produzione di questo ormone diminuisce sensibilmente e aumenta quella di melatonina, l’ormone che prepara l’organismo al riposo notturno. Nell’uomo, i ritmi biologici sono da riferire al ritmo circadiano, che ha tempi di avvicendamento luce-buio e sonno-veglia modulati nell’arco delle 24 ore. Chi non possiede un orologio biologico efficiente e, in particolare, ha un deficit di adattamento ai ritmi biologici esterni, che cambiano con la primavera, va incontro a una serie di disturbi, noti genericamente come “mal di primavera”, che vengono accentuati bruscamente dal ripristino dell’ora legale. Nelle persone più sensibili, infatti, è sufficiente un’ora in più di esposizione alla luce solare per mandare in tilt il sistema adattativo, che non riesce a superare lo stress dovuto ai mutamenti repentini che turbano l’equilibrio biologico. Ecco perché sono consigliabili il magnesio e potassio - accoppiata vincente contro l’astenia primaverile – alla base di alcuni noti integratori. (9Colonne)

SALUTE: SU MOZZARELLA ALLARME INFONDATO

In un’intervista al Mattino il professor Francesco Contaldo, responsabile della cattedra di medicina interna e scienza dell’alimentazione al Policlinico di Napoli, sostiene che “mai come in questo periodo i controlli sulla qualità dei latticini sono tanto rigidi. E chi acquista mozzarella, formaggi, provola in genere deve solo preoccuparsi del rispetto dell’etichettatura. Se quei prodotti vengono acquistati in locali di fiducia, si può stare tranquilli sulla tracciabilità del prodotto. Cioè sulla possibilità di identificare tutte le tappe di quel particolare genere alimentare che arriva in tavola”. La mucca pazza e l’aviaria hanno già rivoluzionato in Italia il mercato alimentare “e questi sono errori da non ripetere. Per un periodo i macellai sono stati in crisi perché nessuno comprava carne di bovini, poi è stato il turno dei pollicultori che sono stati preceduti dai produttori di mascarpone. Ora sarebbe incredibile provocare un allarme tale da far crollare il mercato dei latticini”. I consumatori però pensano: sono alimenti a rischio diossina. “La mozzarella è uno dei prodotti-tipo della dieta mediterranea. Se realizzata nel rispetto delle regole, è un alimento sano che sicuramente non fa male. In questo momento è necessario un appello alla fiducia dei consumatori, senza farsi prendere dal terrore”. Altrimenti diventa a rischio anche la pizza, la margherita. “Un’escalation del genere rappresenterebbe un problema serio per l’alimentazione e la salute di chi abita in Campania. La mozzarella può essere consumata tranquillamente, in porzioni da un etto e mezzo a persona, anche per un paio di volte a settimana. La mozzarella in commercio è controllata e sicura. E anche quella, pur essendo un prodotto di qualità, non fa bene se c’è un eccesso di consumo. In caso di mozzarella adulterata dalla diossina i rischi per la salute ci sono, se il suo consumo è continuo ed eccessivo. Cosa che non si verifica se i latticini non si acquistano sempre dallo stesso venditore e dallo stesso produttore”. (9Colonne)

CAMPAGNA EUROPEA PER LA MELA

Al via la campagna europea “La mela, il frutto dei molti piaceri”, progetto co-finanziato dai produttori di mele italiani attraverso Assomela, dai produttori di Francia e Olanda, dai relativi Stati membri e dall’Unione europea, per diffondere tra i consumatori una maggiore consapevolezza sull’importanza di mangiar bene evidenziando l’importante ruolo della mela in un corretto regime alimentare. Diffondere quindi la scelta della mela quale ottimo snack di piacere e benessere per uno stile di vita sano ed equilibrato, ideale per il basso apporto calorico anche per chi è attento alla linea. Il programma prevede l’allestimento nelle maggiori città europee di un corner dedicato, un “angolo della mela”, in cui due ragazzi vestiti a tema distribuiranno delle brochure contenenti informazioni utili e curiosità tutte relative alle molteplici virtù di questo frutto. Inoltre una degustazione delle quattro varietà di mele - la Golden Delicious, la Gala, la Granny Smth, la Fuji -, soddisferà i palati più diversi. La prima iniziativa coinvolge per un periodo di due settimane le mense di circa 40 imprese di dimensione importante che hanno aderito al progetto europeo e che, oltre alla creazione di un angolo informativo e di degustazione, proporranno la mela come ingrediente principale all’interno dei loro menu. L’obiettivo è di raggiungere circa 300 mila contatti e ad oggi ha già ottenuto ottimi risultati grazie alla partecipazione di aziende importanti quali Benetton, San Benedetto, Volswagen, Gemeaz Cusin Ristorazione, Laverda, Mediaset, Mondadori, Politecnico di Milano, Magneti Marelli, Artasa, Gruppo Fiat, Iveco e Nokia/Siemens. Inoltre la campagna europea toccherà anche 14 palestre di tendenza nelle città di Roma, Firenze e Milano per un totale di circa 20 mila contatti; qui, grazie ad un Mela Point, si distribuiranno materiali informativi sulla mela e i suoi vantaggi per la salute. (9Colonne)

MAL DI TESTA, COMBATTERLO ANCHE CON I FERMENTI LATTICI

Gonfiore, pesantezza allo stomaco, cui si accompagnano spesso mal di testa, dolore alla parte alta dell’addome, sonnolenza, alito cattivo: sono i sintomi tipici della dispepsia (dal greco dys-pepsia, ossia “cattiva digestione”), un problema che colpisce un numero sempre maggiore di persone. Secondo l’Aigo, Associazione italiana gastroenterologi endoscopisti ospedalieri, ne soffrirebbe ben il 20-40 per cento della popolazione italiana e, nella maggior parte dei casi, si tratta di dispepsia funzionale, non dovuta, cioè, a malattie organiche. Le cause della dispepsia funzionale sono molteplici. Anzitutto, i pasti abbondanti e poco equilibrati o ricchi di grassi, che interferiscono con i normali processi digestivi. Ma anche emozioni negative (stress, ansia, collera…), uno stile di vita disordinato con una dieta fatta di pasti veloci, senza orari, e una masticazione frettolosa o insufficiente possono contribuire ad appesantire la digestione. E, fra i sintomi più tipici ed evidenti della cattiva digestione, vi è il meteorismo, e cioè il gonfiore e la sensazione di tensione addominale, dovuti alla presenza di un eccesso di aria intrappolata nello stomaco o, più di frequente, nell’intestino. Ad aggravare il disturbo contribuisce spesso anche un’alterazione della flora batterica intestinale (disbiosi), che causa fermentazione nell’intestino e che è responsabile della produzione di maggiori quantità di gas. Per riequilibrare la flora batterica intestinale, i fermenti lattici, termine generico con cui si indicano tutti i preparati che contengono batteri “amici” della flora intestinale, rappresentano la soluzione migliore. Tuttavia, anche se i fermenti lattici vengono assunti come integratori, i batteri benefici spesso muoiono prima di raggiungere la flora batterica a causa dell’ambiente acido dello stomaco e dell’intestino. Per risolvere il problema, Frau Alta Alimentazione ha formulato i Fermenti Lattici Tindalizzati, il primo integratore alimentare che fornisce ben 8 miliardi di fermenti lattici in forma Tindalizzata, un particolare procedimento che si ottiene sottoponendo i fermenti lattici a trattamento termico controllato (56° C per 30 minuti), senza modificarne le proprietà biologico-funzionali. Grazie a questo procedimento, sono resistenti agli acidi (succhi gastrici), agli enzimi digestivi e agli acidi biliari; inoltre, sono stabili a temperatura ambiente per un lungo periodo di tempo (tre anni). Tutto ciò li rende l’alternativa più valida ai fermenti lattici vivi, che possono subire drastiche riduzioni, sia a livello di formulazione dei preparati, sia nel tratto digerente, prima di poter raggiungere la flora batterica intestinale. (9Colonne)

ARRIVANO I NUTRICOSMETICI

Parafrasando il famoso detto “sei quello che mangi”, si arriva ad un’affermazione che oggi appare sempre più vera: “quello che mangi è ciò che si vede”. Se qualche anno fa, infatti, si pensava che potesse bastare l’antirughe giusto per neutralizzare l’azione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo, adesso si è arrivati alla consapevolezza che alle creme anti-età si devono abbinare alimenti dall’efficacia antiossidante. La linea di demarcazione, ormai labile, tra salute e bellezza ha reso sempre più popolari nuove categorie di prodotti che nei paesi anglosassoni sono identificati come Skingesticals, Nutraceuticals o più semplicemente Functional Food. Conosciuti in Italia come Nutricosmetici, sono integratori, bevande e integratori alimentari che contengono vitamine, minerali o acidi grassi essenziali. La loro caratteristica è quella non solo di avere un effetto benefico, e a lungo termine, sulla salute delle persone, ma anche di produrre miglioramenti visibili, e a breve termine, sull’aspetto estetico e in particolare su pelle, capelli e unghie. Partendo dai Nutricosmetici, quindi, il medico nutrizionista Marie Béjot, fondatrice e presidente di Oenobiol, ha sviluppato per la prima volta il concetto di “Nutribellezza”, ritenendo il termine “cosmesi” troppo direttamente legato ai trattamenti impiegati per uso esterno. Gli integratori alimentari di bellezza Oenobiol contengono principi attivi di origine naturale e vengono sottoposti a studi clinici controllati che ne dimostrano la sicurezza. Le formule sono messe a punto in collaborazione con nutrizionisti, fotobiologi, endocrinologi e dermatologi la cui competenza consente di scegliere i principi attivi naturali più performanti e di testare scientificamente la loro efficacia. (9Colonne)

L’INFLUENZA NUOCE ALLA SALUTE E AI CONTI DELLO STATO

Un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro. Il costo di un vaccino antinfluenzale comprato privatamente in farmacia oscilla tra i 10 e i 20 euro, mentre il Ssn, per i vaccini che acquista e mette a disposizione degli aventi diritto, spende circa il 50 per cento in meno. Questi pochi dati elaborati da Cergas Bocconi, dovrebbero essere sufficienti per convincere l’opinione pubblica sull’importanza di vaccinarsi contro l’influenza che, cambiando nome e pericolosità, si presenta puntuale ogni anno con l’approssimarsi delle festività natalizie. Minori costi a carico della sanità pubblica e quindi delle nostre tasche di contribuenti, minore congestione e maggiore efficienza degli ospedali presi d’assalto per le conseguenze dirette e indirette che l’influenza può causare, soprattutto nelle categorie più esposte a problemi di salute come bambini e anziani. “Si tratta di un fenomeno sul quale esistono pochi dati sistematici”, dice Paolo Tedeschi, docente del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell’Università Bocconi, “poiché estremamente variabile per numero e gravità delle persone colpite. Se si prendono in esame gli anni dal 1999 al 2007″, continua, “si può vedere come il punto minimo di casi di influenza registrati in Italia sia stato di 1,4 milioni nel 2006-2007, anno caratterizzato da un inverno poco rigido, mentre il picco più elevato sia stato toccato nel 2004-2005 con 5,5 milioni di casi”. Numeri così rilevanti hanno un impatto economico importante sui costi sanitari, sia in termini di costi diretti (farmaci, ricoveri, visite), sia in termini di costi indiretti (assenze dal lavoro e conseguente calo di produttività). “In Europa circa il 10 per cento delle assenze dal lavoro sono determinate dall’influenza", riprende Tedeschi, autore con Alberto Matteelli, dell’Università di Brescia, del volume “Pandemia influenzale”, con un costo in termini di mancata produttività compreso tra gli 8,4 e i 12,9 miliardi di euro. Poiché il costo medio del vaccino in Europa è stimato in 13,86 euro, calcolatrice alla mano si può facilmente notare che, se si vaccinassero tutti i circa 500 milioni di cittadini europei, si spenderebbero 7 miliardi di euro, cifra comunque inferiore alla perdita di produttività. Perdita che, non va trascurato, si concentra soprattutto in pochi mesi, con il rischio di mandare in tilt aziende, uffici e poli produttivi. Ma ci sono altri dati (fonte Influnet e Inps) egualmente significativi e relativi all’Italia: nel 2006, per esempio, oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza totali. Tali assenze sono costate complessivamente, a Ssn, famiglie, Inps e datori di lavoro, oltre 2.860.000.000 euro. (9Colonne)

ROMA, NUOVO POLO DI RICERCA MEDICA

Oggi pomeriggio si inaugura a Trigoria, nell’hinterland romano, la nuova sede dell’Università Campus Bio-Medico di Roma - opera apostolica della Prelatura dell’Opus Dei che conta oggi oltre 1.000 studenti - alla presenza del cardinale Tarcisio Bertone, del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di Gianni Letta, di Joaquín Navarro–Valls e del prelato dell’Opus Dei, Javier Echevarría. Tra i molti ospiti, hanno confermato la propria presenza Gianni Alemanno, Pier Ferdinando Casini, Francesco Cossiga, Maurizio Gasparri, Girolamo Sirchia e Francesco Rutelli. Su 75 ettari di terreno, immersi nel verde, aprono quindi ufficialmente le porte le nuove strutture universitarie dedicate alle attività didattiche, di ricerca e di assistenza nel settore della salute. Al centro del nuovo campus sorge, su 62.000 mq di superficie, il Policlinico Universitario, realizzato in poco più di tre anni secondo i più moderni criteri di edilizia ospedaliera. Dotata di 18 sale operatorie, capace di ospitare fino a 400 posti letto in camere singole e doppie, con la disponibilità di un eliporto, la struttura sarà in grado di offrire assistenza medica di qualità, in ambienti studiati per garantire alti livelli di comfort. Accanto al Policlinico, convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale, si estende, su 20.000 mq di superficie, il nuovo Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria. Realizzato con il contributo di fondi pubblici italiani ed europei, il Polo arriverà a ospitare fino a 300 ricercatori. È organizzato in questa fase di avvio in 10 moduli destinati a laboratori di bioingegneria e 18 moduli per laboratori di biomedicina. Sarà dedicato ad attività di ricerca fortemente finalizzate all’innovazione della pratica clinica e allo sviluppo di tecnologie bioingegneristiche.L’intero progetto ha finora comportato investimenti per 180 milioni di euro. A regime, il campus universitario darà lavoro a circa 3.000 persone. (9Colonne)

PROROGATE LE CURE TERMALI GRATUITE

E’ stato ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre l’elenco delle malattie che possono essere curate gratuitamente alle terme. Lo ricorda l’Unione Nazionale Consumatori sottolineando che lo ha deciso il ministero della Salute con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 marzo scorso anche in considerazione del fatto che le cure termali sono state ricomprese nei “livelli essenziali di assistenza” (Lea). Una buona notizia sia per gli assistiti sia per i gestori degli impianti termali, che nelle convenzioni con il Servizio sanitario trovano una garanzia di reddito. Le malattie curabili gratuitamente alle terme, cioè a carico del Servizio sanitario nazionale, erano state individuate con un decreto del 2001 “in via provvisoria e comunque non oltre il 31 dicembre 2005″. Tale termine è stato poi prorogato al 31 dicembre 2006, poi al 31 dicembre scorso ed ora al 31 dicembre prossimo. Questo quindi l’elenco delle patologie interessate: osteoartrosi e altre forme degenerative; reumatisti extra articolari; bronchiti croniche e sindromi rinosinusitiche; psoriasi, eczema e dermatite atopica, dermatite seborroica ricorrente; sclerosi dolorosa del connettivo pelvico; leucorrea persistente da vaginiti croniche; rinopatia vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche, stenosi tubariche, otiti catarrali croniche e otiti croniche purulente; calcolosi urinarie; postumi di flebopatie di tipo cronico; dispepsia gastroenterica e biliare e sindrome dell’intestino irritabile nella varietà con stipsi. (9Colonne)