12 Mar, 2008
La vitiligine è una malattia caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di zone non pigmentate, cioè zone in cui la colorazione della pelle è assente. L’origine della malattia è sconosciuta, anche se è stata riscontrata una maggiore incidenza tra componenti della stessa famiglia. In un soggetto affetto da vitiligine i melanociti (cellule situate nello strato più profondo dell’epidermide) sono inattivi. I melanociti sono le cellule responsabili della produzione della melanina, la sostanza che colora la pelle; per questo motivi si hanno zone in cui la pigmentazione della pelle non è presente. Questi melanociti, se opportunamente stimolati, possono risalire nell’epidermide portando alla guarigione delle chiazze. La ricerca medica ha individuato la lunghezza d’onda dello spettro solare che più stimola queste cellule responsabili della colorazione della pelle. Per affrontare questa malattia arriva la Microfototerapia Bioskin, una vitiligo therapy che sfrutta questa lunghezza d’onda per la cura della vitiligine: un apposita apparecchiatura emette una fascio ultravioletto di tipo B in grado di arrivare a stimolare in modo graduale le cellule inattive, curando la malattia nel minor tempo possibile ed evitando di aumentare il contrasto di colorazione tra le zone sane e quelle malate. A differenza di altri approcci terapeutici utilizzati per la cura della vitiligine Bioskin non causa il fotoinvecchiamento della pelle, ed è adattabile ad ogni singolo paziente. Tra i centri che applicano questa metodica spicca il Centro Salute di Montecatini Terme, in provincia di Pistoia che, oltre alle cure per le malattie della pelle, offre inoltre tutte le principali prestazioni nel campo della dermatologia, come consulti allergologici e dermatologici, impianto di tossina botulinica o Botox (tossina che blocca il rilascio di acetilcolina,e viene quindi utilizzato nei punti in cui le rughe sono causate dalla contrazione dei muscoli), peeling, trattamento di fotodinamica, trattamento per le smagliature, e molti altri servizi per la salute e la bellezza del corpo. Tra le terapie innovative che il centro utilizza anche Biopsorin per la cura della psoriasi, che tratta solamente le zone coperte dalle placche, irradiando la superficie cutanea interessata con una luce di lunghezza d’onda adatta a risolvere l’infiammazione cutanea. (9Colonne)
11 Mar, 2008
Le acque sulfuree sono l’ideale per il trattamento dei disturbi respiratori e delle malattie dell’orecchio. Per questo cinquemila bambini ogni anno vengono a “respirare” alle Terme di Tabiano, in provincia di Parma. Qui vengono curati grazie alle inalazioni i disturbi delle vie aeree e le malattie dell’orecchio legate alla presenza di catarro. Il tutto in una sorta di parco giochi in cui, mentre si fanno i suffumigi, il tempo scorre in modo piacevole e divertente. Un’intera area della zona termale è destinata proprio ai bambini, accolti dai due anni in su, che, negli intervalli tra una inalazione e l’altra possono disegnare e divertirsi in una sala piena di giochi e colori. Il ciclo completo delle cure termali prevede una durata di 12 giorni, e per avere i migliori benefici dovrebbe essere ripetuto un paio di volte l’anno. A ideale completamento dei cicli di cure e per mantenere i benefici è consigliabile effettuare un ciclo di richiamo a casa tramite l’acqua termale in bottiglia e l’opportuno apparecchio per aerosol: le Terme di Tabiano vendono ogni anno circa un milione di bottiglie della preziosa acqua, per le cure a domicilio. Un altro prodotto utile è il NasoClean, soluzione rinodetergente per il lavaggio nasale quotidiano, che assicura un efficace lavaggio delle fosse nasali preservando la funzionalità di tale distretto prevenendone quindi le affezioni. L’azienda termale ha ottenuto nel 2003 la certificazione ambientale Emas. Numero verde: 800.860379. (9Colonne)
10 Mar, 2008
E’ nuovamente operativo a Catania il Centro di adroterapia e applicazioni nucleari avanzate il “Catana” specializzato nel trattamento di pazienti affetti da melanoma oculare, un tumore maligno dell’occhio particolarmente aggressivo. Il centro ha ripreso a funzionare a pieno regime la scorsa settimana con il trattamento di 13 nuovi pazienti. Le attività erano state sospese lo scorso giugno per manutenzione. Da ora in avanti, ogni due mesi circa, i laboratori nazionali del Sud metteranno a disposizione dell’azienda Policlinico dell’Università degli Studi di Catania il fascio del ciclotrone superconduttore per una settimana. Catana, attivo già dal 2002, è l’unico centro clinico operativo in Italia e si avvale dell’acceleratore di particelle dei laboratori nazionali del sud dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Dal 2002 al giugno 2007 si sono sottoposti alla terapia 151 pazienti provenienti da tutta Italia con una percentuale di successo, cioè di remissione della malattia, pari al 95 per cento. L’adroterapia è una terapia oncologica per il trattamento di tumori localizzati sviluppata nell’ambito della fisica degli acceleratori che consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti. L’Istituto nazionale di fisica nucleare è all’avanguardia in Italia per la tecnologia e le competenze in questo settore. Sfruttando i fasci di adroni emessi dall’acceleratore di particelle il tessuto tumorale viene irraggiato in maniera molto più selettiva di quanto ottenibile con gli altri sistemi di radioterapia oggi disponibili. Nelle sedute di radioterapia tradizionale, infatti, le cellule tumorali sono bombardate con un fascio di raggi x che “brucia” le cellule malate ma distrugge anche quelle circostanti, con danni spesso irreversibili per la salute del paziente. Al contrario, gli adroni sparati dal fascio dell’acceleratore rilasciano la maggior densità di energia direttamente sul bersaglio, proprio lì dove si trova il tumore, risparmiando i tessuti sani che lo circondano. Per questa ragione l’adroterapia è particolarmente indicata nel trattamento di tumori che si trovano in prossimità di organi importanti: nell’occhio, alla base del cranio o lungo la spina dorsale. (9Colonne)
7 Mar, 2008
Migliorare l’efficacia dei programmi di ricerca svolti in collaborazione, al fine di sviluppare sinergie fra le rispettive competenze ed evitare duplicazioni nelle attività di ricerca svolte nei campi delle scienze della vita, della medicina e delle tecnologie biomediche. Ma soprattutto innestarsi in un processo di trasformazione del Paese, valorizzando i risultati della ricerca scientifica e l’impatto che da essi deriva sulla collettività e sul sistema socioeconomico nel suo insieme. Questo l’obiettivo dell’accordo quadro firmato fra il vicepresidente del Cnr, Federico Rossi, e il presidente dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, Giuseppe Profiti. L’accordo formalizza la pluriennale collaborazione tecnologica esistente fra le due istituzioni - svolta anche in cooperazione con altri enti di ricerca - attraverso la previsione di specifici programmi di ricerca, capaci di contribuire al conseguimento dell’efficacia/efficienza nel sistema della salute nazionale. Il Cnr e l’Ospedale Bambino Gesù ritengono che le azioni volte al perseguimento dell’efficacia/efficienza nei settori delle scienze della vita, della medicina e delle tecnologie biomediche - con particolare riferimento alle tecnologie Ict - rientrino in una più ampia strategia di sviluppo, di cui l’Italia deve dotarsi per poter essere competitiva nel processo globale. In tale prospettiva, i cambiamenti sostanziali coinvolgeranno non soltanto le strutture del sistema della salute nazionale, ma anche quelle preposte alla produzione delle conoscenze, mettendo queste ultime al centro di un nuovo modo di offrire servizi di alta qualità nel settore della salute. Di qui - afferma una nota -, l’opportunità del protocollo d’intesa che prevede l’individuazione e il successivo sviluppo di un portafoglio di programmi di ricerca, dedicati specificamente a temi di comune interesse, che saranno sviluppati dalle strutture di ricerca dei Dipartimenti del Cnr e dei Dipartimenti di Opbg. (9Colonne)
6 Mar, 2008
Si deve all’artrosi del vecchio padre ma soprattutto ai suoi disturbi gastrointestinali se Felix Hoffmann inventò l’aspirina. Aveva infatti preparato per il genitore un medicinale a base di estratto della corteccia del salice per alleviarne i dolori ma siccome era risultata mal tollerata vi aveva bollito per tre ore, insieme all’acido salicilico, dell’anidride acetica (da cui la prima lettera della sua denominazione, A). Così nacque l’aspirina (da spiraea, nome latino del salice), l’analgesico più venduto nella storia già nel 1950 entrato nel Guinness dei primati - con oltre 20 miliardi di pasticche consumate fino ad oggi e primo rimedio utilizzato su vasta scala per malesseri che vanno dal mal di testa all’influenza e al raffreddore (con esso si tentò, ad esempio, di frenare l’epidemia di Spagnola dopo la Prima guerra mondiale). Il 6 marzo 1899 il giovane chimico tedesco Felix Hoffmann brevettò quella che nei primi anni verrà commercializzata sotto forma di polvere bianca. Solo nel 1904 la Bayer deciderà di cambiare la sua forma commerciale, dandole l’aspetto con la quale la conosciamo oggi. Il principio attivo che caratterizza l’aspirina, l’acido acetilsalicilico, deriva appunto dalla corteccia del salice, pianta tipica dei terreni umidi e paludosi, confermando la tesi di Paracelso (1493-1541) secondo la quale la natura offre risanamenti ai danni che provoca. Già in un papiro egiziano di 3500 anni fa si raccomandano decotti di corteccia di salice contro i reumatismi. (9Colonne)
5 Mar, 2008
Il segreto per una lunga vita ha affascinato l’uomo sin dalla notte dei tempi. Gli avventurieri hanno cercato la Fontana della Vita e gli alchimisti hanno tentato di creare la pietra filosofale. Tuttavia, è possibile che il segreto sia più a portata di mano di quanto si sia pensato finora. I ricercatori dell´Unione europea hanno scoperto che i segreti per una lunga vita in salute possono già essere alla nostra portata. Adottare, infatti, quattro semplici strategie può aggiungere 14 anni alla nostra aspettativa di vita. Una ricerca finanziata dall’Ue, che fa parte dello Studio prospettico europeo sul cancro e la nutrizione (Epic) e che è stata condotta in 10 paesi europei e ha coinvolto oltre mezzo milione di persone, indica che le abitudini per allungare la vita di 14 anni sono: non fumare, fare esercizio fisico, moderare il consumo di alcol e mangiare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. I dati su come il fumo, la dieta e l´attività fisica influiscano sulla salute e la longevità sono già disponibili, ma sono ancora carenti le informazioni sul loro impatto combinato. In particolare piccole quantità di alcol sembrano connesse a un rischio inferiore di malattie cardiovascolari, anche se ancora non è chiaro quale sia l’impatto complessivo sulla longevità. In questa fase, i risultati dello studio devono essere confermati in altre popolazioni e si vuole analizzare il modo in cui le abitudini salutari combinate incidano sulla qualità della vita. Epic (www.iarc.fr/epic) è coordinato da Elio Riboli, direttore del gruppo per i fattori nutrizionali e ormonali presso l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc, che è parte dell’Organizzazione mondiale della sanità). Riboli è direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano. (9Colonne)
4 Mar, 2008
Sarà attivo a partire dal prossimo 10 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 su tutto il territorio nazionale, un numero verde, 800.89.69.49, completamente gratuito, a totale disposizione dei pazienti affetti da malattia rara, dei loro famigliari e assistenti, dei medici, degli operatori sanitari e di chiunque vuole saperne di più sul tema. E’ una delle iniziative che accompagnano la nascita del Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR). Dal 29 febbraio il CNMR “è una struttura autonoma all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità - ha spiegato il presidente dell’ISS, Enrico Garaci -. Si tratta del riconoscimento di oltre 10 anni di attività svolta in questo campo, sia nell’ambito della ricerca che in quello del servizio, nello spirito e nella missione di questo Istituto”. “Il CNMR - ha proseguito - si avvale del lavoro di 35 persone impegnate sia nella ricerca scientifica che in progetti di salute pubblica. Le attività sono numerose e spaziano dallo studio della patogenesi di alcune malattie rare al controllo di qualità dei test genetici, dall’aggiornamento del Registro nazionale delle MR e del Registro dei farmaci orfani alla valutazione dei bisogni dei pazienti, fino a collaborazioni internazionali, quali quella con l’Emea sui farmaci orfani, con l’Oecd sui test genetici, con i Paesi UE mediante la task force istituita dalla Commissione Europea, con gli USA attraverso l’Office for rare disease del NIH”. “Abbiamo attivato questo servizio telefonico - ha detto Domenica Taruscio, responsabile del CNMR - per venire incontro, una volta di più, a chi “raro” non è (sono milioni i pazienti con MR in tutta Europa), ma si ritrova colpito da una qualche patologia a bassa frequenza, per la quale spesso le cure e addirittura le informazioni non sono facilmente reperibili. Il nostro Telefono verde intende così accogliere e orientare le persone che chiamano, attraverso il lavoro di un team di operatori esperti, verso i centri di diagnosi e cura che fanno parte della Rete nazionale delle MR, nonché verso le relative associazioni dei pazienti”. (9Colonne)
3 Mar, 2008
Mercoledì 5 marzo alle ore 21, presso il Teatro Divina Commedia a Roma Tor Vergata, il kolossal musicale “La Divina Commedia. L’Opera” andrà in scena nell’ambito del progetto “Vita senza droga Un impegno globale” (www.vitasenzadroga.com), progetto promosso dall’Ambasciata di Colombia per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui gravi danni causati all’umanità e all’ambiente dal consumo di cocaina. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, che avranno la possibilità, grazie alla Nova Ars Arte Musica Cultura, di assistere alla serata al prezzo speciale di 16 euro grazie ai posti messi a disposizione delle scuole superiori di Roma e del Lazio, perché i ragazzi possano intervenire numerosi e possano così recepire l’importanza dell’impegno globale per questa importante causa. Ad assistere allo straordinario viaggio di Dante nell’aldilà, sottolineato dalle splendide musiche di Mons. Marco Frisina, anche un parterre diplomatico ed istituzionale in rappresentanza della comunità internazionale. Il progetto “Vita senza droga” mira a coinvolgere diversi interlocutori - giovani, genitori, opinion leader e media - attraverso una serie di eventi su scala nazionale, distribuiti nell’arco dell’anno, legati allo spettacolo, l’ambiente e lo sport, tutti mondi capaci di generare risposte emozionali di alta valenza. L’obiettivo è far capire che, oltre a causare gravi danni alla salute di chi ne fa uso, la cocaina consuma il nostro pianeta, visto che per impiantarne una coltivazione di appena un ettaro vengono distrutti tre/quattro ettari di Foresta Amazzonica, il polmone che costituisce una delle principali risorse di ossigeno della Terra. “La Divina Commedia. L’opera” sarà ancora in scena a Roma fino al 9 marzo per poi cominciare il 19 marzo, dal Palasharp di Milano, la lunga tournée attraverso l’Italia. (9Colonne)