Archive for Aprile, 2008

MAL DI TESTA, RICERCATORI TROVANO NESSO GENETICO

Una squadra internazionale di ricercatori è riuscita a trovare un collegamento genetico alla predisposizione all’emicrania in due diverse popolazioni, 210 famiglie con emicrania residenti in Finlandia e in Australia. Le scoperte di questo studio finanziato dall’Ue sono state recentemente pubblicate nel American Journal of Human Genetics. L’emicrania provoca generalmente episodi di cefalea gravi o moderati che possono durare da 4 a 72 ore. Oltre al dolore, spesso unilaterale pulsante, l’emicrania causa un aumento della sensibilità al rumore e alla luce e induce problemi gastrointestinali come nausea e vomito. Circa il 15% della popolazione mondiale soffre di emicrania. In Europa, circa 41 milioni di persone ne sono colpite, con un costo per l’Ue di quasi 10 miliardi di euro ogni anno. Una delle principali difficoltà che i ricercatori che esaminano le cause genetiche dell’emicrania si trovano ad affrontare è l’ampia gamma di sintomi presentati da chi ne soffre. Studi precedenti hanno riportato collegamenti tra l’emicrania e un numero di punti sul genoma, ma nessuno è stato mai replicato in modo costante. “Per affrontare questo problema, abbiamo sviluppato una nuova tecnica di analisi che si concentra su diversi sintomi dell´emicrania” spiega Aarno Palotie dell’Università di Helsinki e del Wellcome Trust Sanger Institute di Cambridge. Nello studio è stato identificato il locus genico sul cromosoma 10q23. I ricercatori hanno fatto osservare che questa scoperta indica con forza un collegamento genetico in entrambe le popolazioni studiate, come anche nello studio di ripetizione. Una caratteristica interessante di questo studio è che, anche se Finlandia e Australia sono geneticamente distanti, i ricercatori sono riusciti a mettere insieme la ricerca precedente che offriva prove solide per identificare la regione che viene facilmente colpita. “In una ulteriore analisi, due precedenti studi indipendenti, uno finlandese e uno australiano, avevano individuato lo stesso locus, ma in quegli studi le prove erano appena al di sotto del livello di significatività e per questo motivo la connessione era stata fino ad oggi ignorata” sottolinea Verneri Antilla, ricercatore del Wellcome Trust Sanger Institute e membro del gruppo di Palotie. I ricercatori sono riusciti a collegare questo locus all’emicrania in 4000 persone affette dal male o nei loro parenti stretti. “Tutte queste scoperte sono state possibili grazie a un aspetto della genetica dell’emicrania appena scoperto: diversi tipi di dolore, come il dolore pulsante o quello unilaterale, sono collegati in modo più stretto a loci genici specifici rispetto al dolore generale” aggiunge il prof. Palotie. I risultati di questo studio dovrebbero aiutare a stimolare ulteriore lavoro per chiarire il mistero relativo ai modelli di emicrania e per scoprire bersagli per le terapie future. (9Colonne)

FRATTURE VERTEBRALI: UN “PALLONCINO” AIUTA

Fratture vertebrali: grazie a un cemento biologico e rimodellabile,la tecnica della “cifoplastica con palloncino” permette di tornare alla propria vita quotidiana in meno di 24 ore, determinando notevoli risparmi economico sociali. A volte basta una semplice distrazione e salire le scale, andare in bicicletta, attraversare la strada o praticare uno sport, specie se estremo, può diventare un evento traumatico che mette a rischio la solidità della nostra colonna vertebrale. Le conseguenze sono dolorose fratture che costringono il paziente a un’immobilità forzata a letto, con ripercussioni sulla sua qualità di vita e sulla salute complessiva. Grazie alla tecnica della cifoplastica con palloncino, oggi molti pazienti possono tornare alla loro vita quotidiana in pochi giorni. Nella maggior parte dei casi, ovvero 9 volte su 10, le fratture vertebrali da trauma non presentano alcun deficit neurologico (cioè conseguenze per il midollo spinale). Si tratta infatti di fratture causate prevalentemente dallo schiacciamento del corpo vertebrale. Proprio queste fratture quando sono stabili, ovvero quando possono essere ridotte con delle manovre esterne, busti e corsetti, oggi possono essere trattate con la cifoplastica con palloncino che rappresenta l’alternativa ai vecchi trattamenti e a lunghe terapie farmacologiche. Si tratta di una tecnica chirurgica mininvasiva messa a punto per risolvere gli inconvenienti determinati da una frattura da compressione del corpo vertebrale come dolore intenso alla schiena e difficoltà motorie e posturali. L’intervento, della durata inferiore a un’ora, è eseguito in anestesia locale o generale, in base al quadro clinico del paziente. Proprio il palloncino, utilizzato per risollevare la vertebra fratturata, è la principale caratteristica di questa tecnica chirurgica: inserito per via percutanea, sotto continuo controllo fluoroscopico da parte dello specialista, il palloncino viene gonfiato in modo da riportare il corpo vertebrale collassato quanto più possibile vicino all’altezza originale. Solo quando la vertebra è stata sollevata al meglio, si procede con l’inserimento di uno speciale cemento osseo, biologico e rimodellabile dal corpo umano, recentemente messo a punto per i casi di frattura vertebrale di origine traumatica. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, ma risolve immediatamente i suoi sintomi dolorosi. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono molteplici e, nel caso dei crolli causati da trauma, diventano particolarmente evidenti per la rapidità con cui la cifoplastica con palloncino restituisce alla vita attiva il paziente trattato. Infatti, il ricorso a trattamenti conservativi (busto, corsetti) costringono il paziente, spesso giovane a stare per settimane o mesi, assente dal lavoro e impossibilitato a svolgere le sue normali attività. La nuova tecnica va a beneficio sia della persona, che vede ridotti i tempi di cura, di riabilitazione e di recupero, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale, che vede ridotti i costi di ospedalizzazione. (9Colonne)

DUE MEDICI SU TRE VISITANO CON IL COMPUTER

La Commissione europea ha pubblicato un sondaggio sui servizi elettronici di assistenza sanitaria (eHealth), dal quale risulta che l’87% dei medici europei usa il computer e il 48% dispone di una connessione a banda larga. Il computer viene in genere utilizzato per archiviare e inviare i dati dei pazienti, come ad esempio i referti di laboratorio. Grazie alla diffusione delle applicazioni di sanità elettronica, l’assistenza sanitaria in Europa è già migliorata, dotandosi di un’amministrazione più efficiente e riducendo i tempi di attesa per i pazienti. L’indagine evidenzia anche le aree in cui i medici potrebbero fare maggior ricorso alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni per offrire, ad esempio, servizi di telesorveglianza, ricetta elettronica e assistenza medica transfrontaliera. Secondo il sondaggio sussistono tuttavia notevoli differenze all’interno della Ue. Circa il 70% dei medici europei usa internet e il 66% si serve del computer durante le visite. Si osservano anche ampi divari da un paese all’altro: la penetrazione della banda larga tra i medici di famiglia è massima in Danimarca (91%) e minima in Romania (5% circa). I dati amministrativi dei pazienti vengono conservati in forma elettronica nell’80% degli studi medici; il 92% di questi è solito archiviare elettronicamente anche i dati relativi a diagnosi e terapie e il 35% conserva in formato elettronico le radiografie e altri dati ruguardanti la salute dei pazienti. I medici europei spesso scambiano elettronicamente dati con i laboratori (40%) e in minor misura con altri centri sanitari (10%). Dal sondaggio emerge che i paesi più avanzati dal punto di vista della connettività e dell’accesso sono tendenzialmente quelli che più utilizzano le tecnologie a scopo professionale. In Danimarca, per esempio, che è il paese d’Europa con la più alta penetrazione di internet ad alta velocità, il 60% dei medici scambia correntemente comunicazioni elettroniche con i pazienti (mentre la media dell’Ue è di appena il 4%). Il sondaggio evidenzia anche le aree che si prestano ad ulteriori progressi, come le ricette elettroniche, che sono utilizzate solo dal 6% dei medici generici dell’Ue e sono attualmente in uso in soli tre Stati membri: Danimarca (97%), Paesi Bassi (71%) e Svezia (81%). (9Colonne)

LATTE SOLARE: DA BIONIKE LA LINEA “DEFENCE SUN”

Bionike, per prendersi cura della pelle anche sotto il sole, ha messo a punto la linea di solari “Defence Sun”, declinata in quattro diverse classi di protezione, in linea con le nuove raccomandazioni europee Colipa (European Cosmetic Toiletry And Perfumery Association). Ogni classe di protezione è disponibile in una doppia veste: crema e latte. E, per chiudere la giornata in bellezza, crema e latte doposole. Prodotti solari formulati secondo la filosofia Bionike, Nickel tested, senza conservanti, senza profumo e senza glutine, per soddisfare le esigenze di tutte le pelli, dalle più resistenti al sole alle più sensibili e delicate, prima, durante e dopo l’esposizione. Inoltre l’integratore alimentare “Defence Sun”, un supplemento nutrizionale ad azione antiossidante, è stato studiato per proteggere la pelle “da dentro”. A base di beta-carotene, vitamine C ed E, licopene, L-carnosina, A-glucano e acido linoleico coniugato, oltre a zinco, selenio e rame, è un coadiuvante per la fotoprotezione di creme e latti solari. La sua assunzione va iniziata almeno 20-30 giorni prima dell’esposizione al sole e continuata per tutto il periodo. La gamma delle creme e dei latti solari Defence Sun comprende prodotti formulati in 4 diverse classi di protezione (molto alta, alta, media e bassa), tutti contenenti l’associazione brevettata “A-glucano/L-carnosina” che stimola le difese naturali contro l’azione dei radicali liberi. I prodotti a protezione bassa e adatti ad una pelle che si abbronza facilmente, potenziano l’abbronzatura del 64% grazie alla presenza di un peptide biomimetico che, stimolando la produzione di melanina, assicura un’abbronzatura intensa, uniforme e duratura. Questo stesso peptide, inoltre, protegge il Dna delle cellule dai danni da radiazioni indotti dai raggi Uva. I prodotti ad indice di protezione molto alta, alta e media sono studiati per proteggere la pelle non solo in caso di esposizione solare intensa, ma anche per prevenire fotodermatosi, cloasma gravidico e problemi di fotosensibilizzazione da farmaci. A complemento della linea “protezione alta e molto alta” anche un fondotinta compatto solare e uno stick con formula “effetto poudre” che minimizza le imperfezioni per avere un aspetto naturale e abbronzato anche se non si vuole o non ci si può esporre ai raggi del sole. Lo Stick a protezione molto alta è un prodotto in un pratico formato ideato per proteggere efficacemente dai danni del sole le zone più sensibili: labbra, naso, zigomi, nei, contorno occhi, orecchie, couperose e cicatrici. (9Colonne)

IN SLOVENIA PER DIRE “BASTA” AL FUMO

“Stavolta smetto”. Mantra di quasi tutti i fumatori, questa frase è il più delle volte disattesa perché liberarsi da una dipendenza è un percorso ad ostacoli che va affrontato un giorno alla volta e con il giusto atteggiamento mentale. Certo la volontà gioca un ruolo fondamentale, ma non si può pretendere di gettare semplicemente il pacchetto nel cestino dei rifiuti e non pensarci più; farsi aiutare diventa quindi fondamentale per non fallire. Fortunatamente oggi esistono dei programmi terapeutici di sostegno in grado di facilitare il percorso della disintossicazione e che uniscono l’utile al dilettevole grazie alla loro piacevolezza; il programma “smetto di fumare” del LifeClass Resorts & Spa di Portorose in Slovenia, ad esempio, unisce diverse tradizioni curative e medicine alternative come l’agopuntura cinese, l’ayurveda e la talassoterapia. Oltre ad un’accurata visita medica il pacchetto prevede sessioni di agopuntura per ridurre il desiderio di fumare e due massaggi ayurvedici che aiutano ad allentare la tensione: il classico Abhyangam che riscalda il corpo con movimenti particolari e oli terapeutici in modo da ristabilire l’equilibrio interiore, e il Pinda Swedana che si avvale di speciali sacchettini riempiti di erbe e riso e intrisi di oli riscaldati differenti a seconda del tipo di Dosha dominante nel corpo. Un grande aiuto a riconquistare una buona funzionalità polmonare viene invece dalla talassoterapia con le inalazioni a base di Acqua Madre: si tratta di un’acqua che ha un’alta concentrazione di bromo iodio, magnesio e zolfo e proviene dal parco naturale delle saline di Sicciole. Durante il processo di estrazione del sale, infatti, sul fondo dei bacini rimane una soluzione altamente concentrata e totalmente priva di allergeni. La sua azione antinfiammatoria è l’ideale per dare sollievo ai polmoni provati dei fumatori e rinforzarne allo stesso tempo le difese immunitarie. Le Terme & Wellness Lifeclass, utilizzano principalmente i cinque fattori curativi naturali del luogo: il fango delle saline, l’Acqua Madre, il clima, il mare e l’acqua termominerale. L’offerta benessere si avvale oggi di moderne cognizioni in campo medico nonché dell’esperienza e della professionalità del personale formato da dottori, infermiere, fisioterapeuti, balneoterapeuti, bagnini, estetiste e massaggiatori. (9Colonne)

VITAMINE NATURALI O INTEGRATORI?

Sui benefici delle vitamine ci sono stati sempre giudizi altalenanti. L’ultimo viene da uno studio inglese ed è che, se sono tante, fanno male, anzi accorciano la vita, specialmente quelle prese con gli integratori alimentari. Precedentemente si diceva che allungano la vita, specialmente se sono tante e il più convinto assertore di questa teoria è stato Linus Pauling, noto chimico americano precursore della scoperta del Dna (due premi Nobel) che prendeva un grammo di vitamina C al giorno, venti volte più di quello che serve, sostenendo che allungava la vita: e, infatti, è campato fino a 93 anni. Sotto accusa sono gli integratori alimentari, che in Italia e in Europa sono soggetti alla notifica dell’etichetta al ministero della Salute. “In base al decreto legislativo n. 169/2004, non possono contenere vitamine in quantità illimitate - si legge in una nota dell’ Unione Nazionale Consumatori -: per esempio, le quantità di vitamina C e vitamina E non possono superare il 300% della dose giornaliera consigliata e la vitamina A il 150%. Poi ci sono gli ‘alimenti arricchiti con vitamine e minerali’, ugualmente soggetti a preventiva notifica dell’etichetta al Ministero della Salute e transitoriamente sottoposti al decreto legislativo n. 111/1992 (quello sui dietetici), in attesa di una più precisa disciplina europea, in particolare per la definizione dei livelli di vitamine e minerali. La differenza con gli integratori è che questi sono vitamine e minerali artificiali in pillole, mentre gli altri sono normali alimenti addizionati con vitamine e minerali, sempre artificiali, cioè costruiti in laboratorio ricopiando la molecola naturale”. Da tempo si discute se le vitamine artificiali sono uguali a quelle naturali, contenute specialmente negli ortofrutticoli. Dal punto di vista della formula chimica sono uguali, ma questo concetto non va interpretato assolutisticamente o strumentalizzato per giungere alla conclusione che una pillola di vitamina può sostituire - nei benefici per la salute - una o più porzioni di ortofrutticoli. Un preparato farmaceutico è un prodotto di laboratorio, a composizione nota, costituito da uno o più principi attivi e da un numero variabile di sostanze chimiche –gli eccipienti- aggiunte per vari scopi: conferire forma, consistenza, conservabilità, colore, eventualmente sapore, aroma, solubilità, eccetera. Un frutto (o un ortaggio), invece, è un piccolo mondo biologico, a composizione chimica estremamente complessa (variabile da un campione all’altro, ma sempre entro certi limiti, cosicchè si possono stabilire i valori medi dei principali costituenti), in cui coesistono più vitamine e una apprezzabile quantità di preziosi flavonoidi (e altri polifenoli). Questi composti organici (che solo da pochi anni sono al centro di moderne ed entusiasmanti ricerche) sono dotati di attività antitossiche, antinfartuali e perfino antitumorali. In particolare, la triade caroteni-vitamina C-flavonoidi rappresenta un valido apparato antiossidante, ossia in grado di proteggere le strutture cellulari dall’attacco dei radicali liberi dell’ossigeno, altamente implicati nel meccanismo di comparsa delle lesioni arteriose, dei tumori e perfino della senescenza. In altre parole, negli ultimi lustri i prodotti ortofrutticoli sono stati ulteriormente valorizzati: oltre al ruolo vitaminizzante, sono stati messi in risalto i loro meriti extra-nutrizionali, dovuti appunto ai flavonoidi (pigmenti vegetali) e alle fibre vegetali (che tra l’altro contribuiscono a migliorare la peristalsi intestinale. Infine, un altro pregio è che gli ortofrutticoli contengono le giuste quantità di vitamine e non si può eccedere (non si possono mangiare 20 arance al giorno). (9Colonne)

SIDRO DI MELA PER MANTENERE IL PESO FORMA

Con Apple Cider 600 c’è oggi un nuovo modo per rimanere snelli, in modo naturale, facile, senza medicinali né effetti collaterali dannosi per la salute. Questo integratore alimentare di origine naturale della New Nordic, a base di estratti di sidro di mela ad alta concentrazione, carciofo e tarassaco, è utile a mantenere una corretta digestione, un normale equilibrio idrico del corpo e quindi ad aiutare un fisiologico drenaggio e una naturale perdita di peso. Il sidro di mela veniva usato sin dall’epoca dei greci e dei romani ed è noto per le sue proprietà di stimolare il metabolismo e bruciare le calorie, facilitare il processo digestivo e quindi favorire la perdita di peso. E’ ricco di xilo-oligosaccaridi, dalle proprietà probiotiche, che moltiplicano i batteri positivi (bifidus), all’interno del tratto intestinale, aiutando a mantenere una buona funzionalità di tutto l’apparato gastro-intestinale e dell’intero processo digestivo. Ed ha anche proprietà disintossicanti. L’estratto di carciofo (Cynara scolymus), noto già agli antichi egizi per le sue proprietà sia depurative che digestive, è utilizzato per depurare e proteggere l’apparato gastro-intestinale e il fegato, grazie alla sua azione diuretica. Nel corso degli anni, diversi studi hanno dimostrato che il carciofo presenta anche un’attività coleretica, in grado, cioè, di stimolare la produzione della bile. Il carciofo è anche noto per essere un ottimo epato-protettore e per contrastare colesterolo e trigliceridi. L’utilizzo del carciofo, ormai da tantissimo tempo, ha dimostrato un’assoluta assenza di tossicità e una totale innocuità a livello di effetti indesiderati. L’utilizzo dell’estratto di tarassaco (Taraxacum officinalis) sembra risalga dalla medicina araba, intorno all’anno mille. Stimola la digestione dei grassi ed è una delle più potenti piante ad effetto depurativo; contribuisce a depurare il fegato e l’intero apparato digestivo. E’ anche noto per aiutare a riequilibrare il processo digestivo. L’utilizzo del tarassaco risulta assolutamente sicuro e privo di effetti indesiderati o controindicazioni particolari. (9Colonne)

MUOVERSI OGNI GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

I benefici per la salute derivanti da un’attività fisica regolare sono ben conosciuti e vengono sempre presentati nelle campagne pubbliche di informazione. Ora una recente ricerca ha rivelato proprio quanto possa essere pericolosa la mancanza di attività fisica per il corpo umano. Ai nostri giorni uno dei consigli medici ripetuti più spesso è che la gente dovrebbe fare almeno 30 minuti di attività fisica moderata al giorno, per cinque giorni alla settimana. Si ritiene che questa attività regolare possa favorire il mantenimento di un fisico più sano e tenere lontano una moltitudine di malattie, tra cui il cancro, il diabete, l’artrite e persino la morte prematura. Una nuova ricerca condotta su entrambe le sponde dell´Atlantico ha confermato la validità di questo consiglio. Si è scoperto che la mancanza di attività fisica regolare è effettivamente la causa di molti dei fattori di rischio associati con malattie croniche come il diabete e le malattie cardiocircolatorie. Lo studio, in parte finanziato dall’Ue, ha messo assieme le conoscenze degli esperti dell’Università di Copenaghen e del Missouri-Columbia College of Veterinary Medicine. Prima che fosse svolta questa ricerca la gente riteneva che benché l’attività fisica portasse grandi benefici alla salute, la sua mancanza facesse semplicemente perdere questi benefici. Ma secondo Frank Booth del Mu College of Veterinary Medicine, ciò non risponde a verità: “Le nostre scoperte indicano che in mancanza di una normale attività fisica, una persona aumenta di moltissimo le sue probabilità di sviluppare una malattia cronica”. Booth e i ricercatori all’Università di Copenaghen hanno condotto due diversi studi a Copenaghen. Nel primo studio ai partecipanti veniva chiesto di ridurre per tre settimane da 6000 a 1400 il numero di passi che facevano ogni giorno. Invece di camminare o fare le scale ai partecipanti era stato detto di usare sistemi motorizzati di trasporto, come la macchina o l’ascensore, in ogni situazione possibile. I ricercatori hanno scoperto che dopo due settimane di mancanza di moto e di scarsa attività fisica, i partecipanti presentavano livelli molto più alti di glucosio e grasso e impiegavano molto più tempo a eliminare queste sostanze dal loro circolo ematico rispetto a prima. (9Colonne)

OBESITA’, SPECIALISTI DI UTTO IL MONDO A CONSULTO

Fino a domani Capri ospita la terza edizione del congresso dell’International federation for the surgery of obesity and metabolic disorders European Chapter. L’evento, ospitato dal Grand Hotel Quisisana e coordinato da Luigi Angrisani, arriva in Italia per la prima volta e vede la partecipazione di oltre cinquecento specialisti. La malattia dell’obesità e i suoi effetti sulla salute complessiva sono i temi centrali del congresso che sarà l’occasione per un importante confronto fra l’Europa e l’America attraverso il contributo di medici e studiosi provenienti da tutte le parti del mondo. Sempre più diffusa e spesso settore di una non chiara informazione, l’obesità oggi è una malattia quasi endemica nel mondo occidentale (8-10 per cento della popolazione) e ne soffrono circa un miliardo di persone. L’Europa è uno dei paesi all’avanguardia in materia, dove equipe di medici e studiosi hanno costantemente lavorato nell’ambito della ricerca e dell’innovazione per contrastare questa patologia che, attualmente, colpisce più le donne rispetto agli uomini ed è sempre più preoccupante nei bambini e negli adolescenti. La Campania è tra le regioni più colpite con l’ 11. 2 per cento di obesi in età scolare. Durante i tre giorni del Congresso i più importanti esperti del settore si incontreranno per discutere sulle nuove tecniche, trattamenti e strategie che negli ultimi anni sono stati adottati in Europa e nel resto del mondo. Molti arriveranno non solo dall’Europa ma, in particolare dall’America, dall’India e dal Giappone. Si discuterà, in particolare, di diabete e della possibilità di curarlo attraverso la chirurgia dell’obesità e di chirurgia plastica, talvolta impropriamente utilizzata per la riduzione del peso corporeo. Il congresso propone, inoltre, una grande novità: il Simposio Ortopedico sull’obesità che vede per la prima volta al mondo discutere ad a un congresso sulla interrelazione tra obesità ed ortopedia. (9Colonne)

MUCCA PAZZA, IN ITALIA PSICOSI INGIUSTIFICATA

La psicosi della “mucca pazza”, dopo l’allarme in Spagna, sta giungendo anche in Italia. “Del tutto inspiegabilmente” commenta l’Unione Nazionale Consumatori che riceve telefonate “tanto preoccupate quanto ingiustificate su come comportarsi per l’acquisto di carne bovina”. A fronte di questi timori “infondati” l’Unione Nazionale Consumatori ricorda tuttavia alcune regole: i vitelli (per legge sono quelli fino a 8 mesi di età) sono indenni dalla malattia, per cui il consumo delle loro carni non comporta alcun problema per la salute; ugualmente privo di rischio è il consumo di tagli di carne magra di bovini adulti, come rosa, pezza, noce, girello, eccetera, perché ormai da tempo si è potuto verificare che non contengono i microbi responsabili del morbo; per la carne macinata, scegliere un pezzo magro e farlo tritare, evitando quella di cui non si conosce l’origine; l’origine della carne bovina è obbligatoria ed è indicata in etichetta. Nelle macellerie dovrebbe esserci un cartello esposto al pubblico, ma spesso non c’è e in questo caso l’origine si riconosce dal bollo sanitario sulla carcassa: se riporta la sigla “ES” significa che proviene dalla Spagna; evitare assolutamente di comprare carne bovina da “corrieri” e fornitori rurali improvvisati: si tratta quasi sempre di bovini macellati clandestinamente. Anche quando il venditore giura che si tratta di purissima “carne argentina”. (9Colonne)