Archive for Aprile, 2008

GAMBE PESANTI, SOLUZIONE SOMATOLINE

Una crema efficace nel combattere l’insorgenza del gonfiore, il senso di pesantezza e quelle fastidiose sensazioni di stanchezza, che possono essere causate dal caldo, dalle abitudini quotidiane, come ad esempio, rimanere a lungo seduti o al contrario una prolungata posizione eretta o all’eccesso di peso. “Somatoline Cosmetic - Trattamento gambe pesanti”, che arriva anche ridurre del 40 per cento il gonfiore delle gambe a partire dalla prima applicazione, favorisce il riassorbimento dei liquidi in eccesso e aiuta la riattivazione del microcircolo. Crema in gel viene assorbita rapidamente dalla pelle e grazie all’azione dell’esclusivo Biodrè-complextm, un complesso di componenti naturali, assicura un sensazione duratura di sollievo e un’azione defaticante per le gambe. Biodrè-complextm è a base di frazioni attive di ippocastano, in grado di favorire il riassorbimento dei liquidi in eccesso e aiutare a rigenerare il microcircolo cutaneo; vitamina Pp; “carrier” glicolico che migliora la biodisponibilità dei principi attivi cosmetici e ne favorisce l’assorbimento nell’epidermide. Si consiglia una applicazione una o più volte al giorno, in base alle necessità, con una dose abbondante di prodotto che va massaggiata delicatamente dal basso verso l’alto, partendo dalla punta del piede, per favorirne la penetrazione dei principi attivi. Si consiglia, inoltre, di mantenere il prodotto in frigorifero, tra un’applicazione e l’altra; suggerimento che intensifica la sensazione di freschezza e salute durante il trattamento. La crema è disponibile in farmacia, nel tubo da 75 ml, ad un prezzo indicativo di 15,75 euro. (9Colonne)

DIETA, ATTENZIONE AL GRISSINO…

E’ l’eterno dilemma di chi vuole dimagrire senza rinunciare ai prodotti da forno: è corretto sostituire il pane con grissini, crakers e gallette, che sembrano apparentemente più magri? La conta delle calorie non mente: un etto di pane comune, senza grassi o strutto (corrispondente ad un panino abbondante o due piccoli), apporta circa 290 calorie; 100 grammi di cracker valgono invece 450/460 Kcal e un etto di grissini poco meno: 430 Kcal. A parità di peso dunque, il pane è più dietetico. Ma è anche vero che per arrivare a mangiare un etto di crakers – come sottolinea l’Unione nazionale consumatori - se ne dovrebbero mangiare ben 4 pacchetti… Un altro aspetto da non sottovalutare è dato dai grassi, spesso dannosi, contenuti in questi prodotti alternativi: 10-13 per cento (sotto forma di grassi vegetali, oli vegetali, oli vegetali idrogenati, margarina, strutto), contro lo 0,04 del pane comune. Meglio scegliere i prodotti che contengono olio d’oliva, ricco di grassi benefici per il cuore. Senza contare che il pane contiene acqua, un elemento che contribuisce a dare un senso di sazietà. Su un punto i dietologi sono d’accordo: è sbagliato eliminare il pane dalla dieta, perchè è ricco di carboidrati complessi che dovrebbero costituire il 55-60 per cento delle calorie consumate ogni giorno. Una carenza di carboidrati alimentari porta l’organismo a doverseli procurare utilizzando altre sostanze che vengono reperite dai depositi (e non sempre dai depositi di grasso), comportando squilibri dannosi per l’organismo. Ma è chiaro che se si esagera con il consumo di pane (ma anche di pasta, riso…), c’è il reale rischio di ingrassare. Soprattutto se non si tratta di pane comune, ma di pani speciali che contengono latte, olio o altri ingredienti come olive ed uvetta. Un accorgimento, in caso di dieta, suggerisce l’Unione nazionale consumatori, è quello di non associarlo ad altri carboidrati: se mangiamo la pasta al pomodoro, rinunciamo alla tradizionale “scarpetta” con il pane! Dal punto di vista calorico, invece, non c’è molta differenza tra il pane bianco e quello integrale, anche se, rilasciando più lentamente gli zuccheri (in virtù delle fibre), il secondo fa alzare di meno i livelli di glicemia. (9Colonne)

TECNICHE DI COTTURA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

La metodologia con cui gli alimenti vengono cucinati è cruciale per limitare l’apporto energetico, per mantenere una dieta equilibrata ma appetitosa e per preservare gli oligoelementi, quali le vitamine e i sali minerali. La scelta del metodo di cottura risulta fondamentale in quanto in funzione di esso il valore nutrizionale degli alimenti può variare significativamente. Oltre alla loro influenza sulle qualità nutrizionali, la preparazione e la cottura hanno anche un notevole impatto sul gusto. Tra le ultime indicazioni dei nutrizionisti si sottolinea quindi il legame esistente tra un’alimentazione corretta ed equilibrata –alla base del benessere e della forma fisica - e i metodi di cottura utilizzati, che permettono di ridurre i rischi di una scorretta alimentazione: dall’equilibrata ripartizione del fabbisogno nutrizionale tra i diversi pasti della giornata, all’attenzione nei confronti degli ingredienti selezionati, fino al controllo delle modalità con cui tali ingredienti vengono cucinati. Le innovazioni tecnologiche arrivano in aiuto in questo senso. Tefal presenta, nella gamma Nutritious & Delicious, Actifry e Vitacuisine che permettono, impostando il timer, di cucinare gli alimenti senza bisogno di alcun intervento. Il rapido preriscaldamento, la regolazione della temperatura che non supera i 100°C e la funzione Vitamin Plus, preservano al meglio il contenuto vitaminico di tutti gli alimenti. In particolare Vitacuisine permette di cucinare al vapore un intero pasto grazie alla presenza di tre scomparti di cottura indipendenti. Attualmente cucinare a vapore è considerata una delle tecniche culinarie più salutari, in quanto i cibi così preparati perdono solo una minima parte di vitamine e antiossidanti, elementi fondamentali per la salute dell’organismo. Difatti le pietanze non entrano in contatto diretto con il liquido di cottura e pertanto i nutrienti idrosolubili permangono all’interno del cibo. Un’altra caratteristica che rende la cottura a vapore equilibrata è che non necessita di grassi aggiunti, limitando così l’apporto lipidico dei piatti preparati con questa tecnica. Inoltre la temperatura a cui i cibi sono sottoposti è costante, oscillando tra 95° e 100°C. Ciò previene la degradazione dei nutrienti e la perdita del sapore e dell’aroma degli alimenti. Un aiuto quindi per proteggere dalle malattie cardiovascolari e dall’invecchiamento cellulare. Tefal ha messo a disposizione dei consumatori un servizio di consulenza nutrizionale presso numerosi punti vendita della grande distribuzione, allo scopo di presentare i prodotti attraverso personale specializzato in alimentazione e nutrizione. (9Colonne)

VIRTU’ DELL’ACIDO FOLICO

L’acido folico, o folato, è la vitamina B9 che regola la formazione dei globuli rossi e delle cellule nervose ed è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine, agendo anche sui tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come quelli embrionali. In Gran Bretagna si discute se aggiungere questa vitamina al pane, informa l’Unione nazionale consumatori, anche se il Governo inglese ha rimandato di un anno ogni decisione per approfondire gli studi. L’acido folico nel pane - riferisce “L’Arte bianca”, la rivista della Federpanificatori - viene già aggiunto in Canada, Usa e Cile ed è allo studio in altri Paesi ove questa vitamina, chiamata anche B9, scarseggia nel regime alimentare. Sta soprattutto nelle frattaglie, nelle verdure a foglia, nei fagioli, nelle arance e nei pomodori, alimenti che hanno scarso peso nella dieta di molti popoli. Negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Ma la sua presenza abbassa anche i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti, anche se non si può al momento stabilire una associazione diretta tra assunzione di folati e riduzione del rischio cardiaco. Inoltre, sembra giocare altri ruoli nella difesa della salute e in particolare nella prevenzione di altri difetti e malformazioni congenite, come la labiopalatoschisi e alcuni difetti cardiaci. Per questo, oltre all’integrazione dell’acido folico tramite gli alimenti - si trova in abbondanza nelle verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e nel fegato - esistono anche gli integratori di acido folico che aiutano ad apportare tale vitamina all’organismo nella giusta quantità (se ne consigliano 200 microgrammi al giorno, di più per le donne in gravidanza). (9Colonne)

QUANDO IL CARBONE FA FIORIRE…L’INTESTINO

E’ noto che per riequilibrare la flora batterica intestinale, l’insieme di diverse centinaia di specie microbiche che garantiscono il benessere dell’organismo ma che può venire squilibrata da stress, dieta non equilibrata, trattamenti con antibiotici, epatopatie e infezioni, i fermenti lattici rappresentano la soluzione migliore. Ma importante è anche la funzione del carbone vegetale che possiede la caratteristica di legarsi fisicamente a numerose sostanze e gas. Questo potere, definito adsorbente, fa sì che esso venga utilizzato nel trattamento del meteorismo, delle dispepsie con fermentazioni gastriche o intestinali, dei disturbi intestinali (diarrea, dissenteria) e delle intossicazioni alimentari o da farmaci, sintomi che normalmente si associano agli effetti degli squilibri quali-quantitativi delle specie microbiche intestinali. Sul mercato arriva Carbone Digest di Frau Alta Alimentazione, a base di carbone vegetale ottenuto dalla combustione di vari tipi pregiati di legno dolce (tiglio, pioppo, salice), le cui proprietà terapeutiche sono note da tempo. Inoltre il preparato unisce alle proprietà adsorbenti del carbone vegetale quelle di altre sostanze atte a favorire la digestione e a migliorare la flora batterica intestinale. In particolare: finocchio e anice, piante carminative che migliorano la digestione, riducendo gonfiori e pesantezza addominale e lievito e fermenti lattici vivi (Lactobacillus Acidophilus) che riequilibrano la flora batterica intestinale, rendendola capace di formare una barriera contro i batteri nocivi. Carbone Digest di Frau Alta Alimentazione, che è senza lattosio, è in confezione da 40 tavolette da 0,4 g, da deglutire o da masticare, nella misura di 2 tavolette, ogni volta che occorre (prezzo indicativo: 2,90 euro). (9Colonne)

FERMIAMO LA STRAGE DELLE API

Oltre un terzo delle coltivazioni sono impollinate attraverso il lavoro di insetti, al quale le api concorrono per l’80 per cento. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che occorre fare al più presto chiarezza sulle cause che stanno provocando una vera strage delle api, che ha ridotto dal 30 al 50 per cento del patrimonio apistico nazionale mettendo a rischio oltre al miele l’equilibrio naturale globale con effetti sulla salute e l’alimentazione. Mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole e, colza - spiega la Coldiretti - dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti, come pure la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla, si può riprodurre grazie alle api. Ma le api sono utili anche per la produzione di carne con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica ed il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento. Nel 2007 - precisa la Coldiretti - la perdita in Italia di 200mila alveari ha provocato un danno economico per la mancata impollinazione pari a 250 milioni di euro. Secondo stime, la produzione totale di miele in Italia nel 2007 è stata - conclude la Coldiretti - attorno alle 10mila tonnellate grazie a circa un milione di alveari, gestiti dai 7.500 apicoltori “professionisti” e moltissimi hobbisti. che hanno totalizzato un fatturato stimato in circa 25 milioni di euro. Gli italiani ne consumano circa 400 grammi all’anno a testa. (9Colonne)

SCLEROSI MULTIPLA, DECISIVO IL TRATTAMENTO PRECOCE

La sclerosi multipla arriva e nemmeno te ne accorgi. Il primo evento rischia infatti di passare inosservato o di essere sottostimato, invece è proprio da qui che deve scattare l’allarme rivolgendosi allo specialista per iniziare la terapia. “Le nuove evidenze dimostrano che un trattamento precoce con interferone beta-1b, rallenta del 40 per cento la progressione della malattia e della disabilità. Questo nuovo approccio - afferma il prof. Giancarlo Comi, presidente della Società Europea di Neurologia, direttore della Neurologia e del Servizio di Neurofisiologia Clinica e direttore dell’unità di Neuroriabilatazione del San Raffaele di Milano - è indicato per i due terzi dei pazienti: in Italia sono oltre 2000 l’anno”. Ma come rapportarsi con un malato che non si sente tale? Come favorire l’adesione alla terapia? Come comunicare con il paziente e la sua famiglia? Questi i nodi del progetto “Question Time in sclerosi multipla. Contro la progressione della disabilità: il trattamento precoce è la nuova opportunità?”, che ha al San Raffaele di Milano ha visto riuniti oltre 100 esperti fra neurologi, infermieri, psicologi e farmacisti ospedalieri. Il trattamento precoce con interferone beta-1b rappresenta attualmente un’alternativa unica per i pazienti: nessun’altra molecola per la sclerosi multipla ha infatti dimostrato questi risultati. “Quando si presentano i primi sintomi della malattia alcuni pazienti hanno già sviluppato danni neurologici significativi che possono condurre a gravi disabilità - spiega il prof. Comi -. La sfida, per noi clinici, è riuscire a identificare fin da subito i sintomi e a trasmettere ai pazienti fiducia nei trattamenti”. L’incontro di Milano è il primo di una serie che coinvolgerà alcune fra le principali città italiane, fra cui Roma, Bari, Firenze, Genova, Padova entro l’estate. (9Colonne)