Archive for Maggio, 2008

LA GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO

Anche quest’anno il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, iniziativa voluta nel 1988, trenta anni fa, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che vuole essere un importante momento di riflessione sull’impatto nocivo del fumo sulla salute. Il tema di quest’anno è “Tobacco-Free Youth” (Gioventù senza tabacco) laddove, nel mondo, ci sono oggi approssimativamente 1,8 miliardi di giovani tra i 10 e i 24 anni dei quali più dell’85% vive nei paesi in via di sviluppo. Poiché l’industria del tabacco intensifica i suoi sforzi per “agganciare” nuovi consumatori – denuncia l’Oms -, la salute di una significativa percentuale dei giovani nel mondo è seriamente minacciata dai prodotti mortali del tabacco. La nicotina, inalata con il fumo delle sigarette da bambini e adolescenti può facilmente esporli a una vita di dipendenza dal tabacco. Come risposta a questa minaccia per i giovani, per la campagna della Giornata è stato scelto questo messaggio: “L’Oms ritiene che uno dei modi più efficaci con cui i governi possono proteggere i giovani dall’iniziazione al fumo e dal diventare consumatori abituali sia la proibizione dei prodotti del tabacco e della sponsorizzazione di qualsiasi evento da parte dell’industria del tabacco”. Il tabagismo è la principale causa di morte prevenibile nel mondo. Il tabacco è l’unico prodotto di libera vendita che uccide da un terzo a metà di quelli che ne fanno uso, laddove i fumatori muoiono in media 15 anni prima dei non fumatori. (9Colonne)

A MILANO LA PRIMA EMICRANIA CRONICA TRATTATA CON VNS

Al congresso che l’Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee (Anicerf) tiene a Taormina fino a sabato viene presentato il primo caso europeo di emicrania cronica quotidiana trattata con stimolazione del nervo vagale (Vns). Dopo due soli precedenti (uno in Canada e uno in Usa, rispettivamente con i neurochirurghi Mark Sandler ed Alexader Mauskop), il neurochirurgo Angelo Franzini del Besta di Milano ha ottenuto una risposta efficace in una 40enne colpita da emicrania cronica quotidiana e depressione farmacoresistente. I neurologi canadesi avevano usato la Vns in un paziente affetto anche da epilessia farmacoresistente (accade nel 30% circa dei casi) e l’epilessia non migliorò quanto l’emicrania, passata da 3 attacchi al mese a 3 ogni 13 mesi. Al Besta il trattamento con Vns ha anche migliorato sia la depressione sia il mal di testa che, a distanza ormai di 6 mesi dall’impianto non si è più ripresentato con la precedente frequenza che da anni condannava la paziente ad attacchi non controllabili dai farmaci ogni giorno. Il caso di cui riferiranno a Taormina i medici del Besta è forse quello che meglio rispecchia lo spirito dell’intero congresso siciliano (intitolato infatti “La farmaco resistenza nelle cefalee”) perché racchiude in un’unica situazione sia il presentarsi di due patologie nello stesso paziente (si parlerà ad esempio anche di emicrania e ictus, emicrania e pervietà del setto interatriale cardiaco, emicrania e disturbi del sonno, emicrania e dieta, eccetera), sia del grave problema della farmacoresistenza, in continua crescita a causa dell’abuso e/o dell’errato uso dei farmaci, soprattutto da banco. Per spiegare il risultato dei canadesi non va dimenticato che epilessia ed emicrania potrebbero risentire di frequenze simili così come risentono dei farmaci neuromodulatori valproato o topiramato, che agiscono, a dosaggi diversi, su entrambe. La comune radice delle due malattie è peraltro nota da tempo. L’esperienza di Sandler ha suscitato interesse in tutto il mondo, tantìè che nel 2005 Alexader Mauskop della State University di New York ha utilizzato “off label” la Vns direttamente nell’emicrania cronica farmacoresistente, restituendo a un 45enne e a una 26enne una vita normale con l’aiuto di farmaci antiemicranici tornati finalmente a funzionare. Forse, senza saperlo, Sandler, Bussone e Mauskop, pur usando la Vns in malattie diverse (epilessia il primo, depressione il secondo e direttamente emicrania il terzo), possono aver utilizzato la frequenza di stimolazione che va bene per l’emicrania. Al Besta stanno già selezionato pazienti depressi affetti anche da emicrania che, alla luce dei recenti risultati, potrebbero ottenere il doppio vantaggio di veder migliorare contemporaneamente il disturbo dell’umore e il mal di testa dopo trattamento con Vns. (9Colonne)

SCLEROSI MULTIPLA, CONFERMATA UTILITA’ TERAPIA PRECOCE

La sclerosi multipla, malattia cronica progressiva, può provocare nel tempo una pesante riduzione della qualità della vita. Per fortuna, se si interviene subito, la patologia può essere “congelata”: l’intervento precoce infatti è in grado di ridurne radicalmente l’aggressività, con un effetto che dura nel tempo. La conferma viene da vari studi - tra i quali uno di recente pubblicato sulla rivista americana The Annals of Neurology - condotti da Maria Trojano, ordinario di Neurologia e Direttore dell’Unità di Neurofisiopatologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’ Università di Bari, nel quale opera un centro di eccellenza su questa malattia, il più grande d’Italia per numero di pazienti seguiti, oltre 3.500. La ricercatrice - considerata una delle massime esperte internazionali sugli studi post-marketing volti a valutare i benefici dei trattamenti nel lungo termine - ha seguito 1. 500 pazienti per 7 anni per valutare l’impatto nel tempo di una terapia con Interferone beta. “La sclerosi multipla è una malattia cronica con una durata di oltre 30 anni, tuttavia la maggior parte degli studi clinici di fase III possono essere condotti, per problemi etici e per i costi elevati, per periodi non più lunghi di 3 anni - spiega Trojano -. Per i malati invece l’attesa più importante da un trattamento è senza dubbio poter mantenere la propria autonomia, qualità di vita e prevenire la disabilità a lungo termine. Il nostro studio ha dimostrato che una terapia con interferone beta, iniziata precocemente e prolungata nel tempo, consente una riduzione significativa dell’incidenza della disabilità ed un rallentamento del tempo al raggiungimento di gradi severi di perdita d’autonomia ed allo sviluppo di una forma progressiva di malattia”. La sclerosi multipla rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto. È più frequente nelle donne rispetto agli uomini e si manifesta prevalentemente fra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 20-30. Nel nostro Paese ne sono affette circa 57.000 persone. (9Colonne)

PER I BIMBI LA CREMA CHE PROTEGGE DALLE MEDUSE

Negli ultimi anni, a causa di inquinamento e innalzamento delle temperature, il fenomeno delle meduse è aumentato nei mari italian e sempre più bambini e adulti vengono colpiti dalle aggressioni di questi sgraditi ospiti. Mister Baby, da oltre 40 anni specialista dell’infanzia, per quest’estate propone la “Crema Protettiva Anti-medusa Fp 50+” che unisce l’innovazione di una speciale formula antimedusa ad una protezione solare molto alta in modo da garantire ai più piccoli una maggiore sicurezza. Grazie alla formulazione del tutto innovativa a base di estratto di plancton, la crema riduce l’effetto causato dalle urticazioni derivanti dal contatto con meduse, pidocchi di mare e coralli, e neutralizza il loro meccanismo irritante. Il complesso di glucosaminoglicani (Gag) contenuto nella crema garantisce inoltre un’azione emolliente e idratante perché trattiene il livello ottimale di acqua e di elettroliti nei tessuti. La “Crema Protettiva Anti-medusa Fp 50+” - oltre a proteggere i bambini dalle meduse -, è anche una crema con fattore di protezione solare molto alta (Fp 50+) e che viene mantenuta più a lungo sulla pelle. Resiste all’acqua ed utilizza dei filtri “fisici” - biossido di titanio e ossido di zinco - che assicurano alla pelle protezione dalla maggior parte dei raggi Uva e Uvb. La crema è disponibile in farmacia in un unico formato da 100 ml al prezzo indicativo di 17 euro. (9Colonne)

SOLARE, DA SISLEY 8 PRODOTTI PER UNO SCUDO VISO E CORPO

L’esposizione al sole rappresenta tuttora, per la maggior parte delle persone, un piacere di cui non ci si vuole privare. La ricerca dei Laboratori Sisley presenta una nuova linea per proteggere nel modo migliore la pelle dai danni dei raggi Uva e Uvb, al fine di preservarne al meglio la giovinezza. Per abbronzarsi delicatamente, proteggendo la giovinezza della pelle. La nuova gamma propone, accanto al trattamento solare anti-età Sunleya, sette diversi trattamenti solari per il viso e il corpo agendo come un vero scudo a difesa del Dna cellulare. Perfettamente in linea con le raccomandazioni europee, poiché ciascun prodotto associa una protezione Uva e Uvb idealmente proporzionata, per una sicurezza ottimale al sole. Due sono le aree principali a cui si applicano le caratteristiche di questi prodotti Sisley: 1. Rinforzare all’interno delle formule l’efficacia protettiva dei filtri Uva, la cui pericolosità per la salute è oggi dimostrata. Anche gli Uva sono responsabili dell’invecchiamento prematuro della pelle e aggravano gli effetti negativi degli Uvb, ossia le scottature cutanee. 2. Ottimizzare la protezione delle cellule cutanee, in modo particolare del Dna cellulare - nostro capitale genetico - contro i radicali liberi causati dai raggi Uv. Inoltre, questa linea tiene conto dei differenti fototipi esistenti, si adatta a tutti i tipi di pelle ed è stata testata sotto controllo dermatologico. Per il corpo, in particolare, sono disponibili: Super Crème Solaire Corps Spf 15 (200 ml - 93 euro) e Super Huile Solaire Corps Spf 6 spray (125 ml – 72 euro). Prodotti specifici per il viso sono: Super Crème Solaire Visage Spf 10 (60 ml – 128 euro), Grand Ecran Solaire Visage Spf 30 (40 ml – 99 euro) e Sunleya Spf 15 (50 ml – 147 euro). In particolare quest’ultimo prodotto, indicato anche per collo e dècolletè, minimizza l’invecchiamento cutaneo foto-indotto grazie a una sinergia esclusiva di attivi per un triplo scudo anti-età durante l’esposizione al sole: un sistema di filtri che assorbe il 90 per cento di Uva-Uvb, unito ad un’associazione di anti-ossidanti e ad agenti che proteggono il dna cellulare, aiutano quindi a prevenire rughe, macchie, rilassamento cutaneo e ad assicurare un’abbronzatura luminosa e duratura. Tutti i prodotti della linea viso sono inoltre presentati in quattro referenze: incolore, naturel, doré e ambré. (9Colonne)

DAL LAZIO UNA NUOVA TERAPIA ANTIDOLORE

Si è aperta ieri a Roma al Radisson SAS Hotel la seconda edizione del Pharma Finance, l’appuntamento dedicato all’incontro tra ricerca, finanza privata e imprese che operano nell’ambito della salute, promosso da Regione Lazio e Sviluppo Lazio in collaborazione con Filas, Ministero dello Sviluppo Economico, Ice e Zangani Investor Community. Presenti oltre 300 ricercatori, 20 Fondi di investimento extra Ue e sei europei. Obiettivo del Pharma Finance è far conoscere a finanziatori internazionali idee e brevetti dei tanti ricercatori rimasti finora nel cassetto. Dopo il grande successo della passata edizione, quest’anno il Pharma Finance oltre agli Stati Uniti si è aperto anche a investitori provenienti da Canada, Israele ed Europa. Aziende e ricercatori laziali hanno la possibilità di avviare partnership con importanti operatori esteri del settore farmaceutico e delle biotecnologie. Inoltre, è stato allestito un forum espositivo permanente che ospita aziende, istituti di ricerca e gruppi finanziari per incontri tra le diverse realtà internazionali. Durante il convegno il professor Giuseppe Marineo ha presentato la “Scrambler Therapy”, la macchina che permette di applicare la rivoluzionaria terapia antidolore da lui ideata. La tecnologia è stata brevettata, finanziata e commercializzata proprio grazie all’incontro avvenuto l’anno scorso al Pharma Finance tra Marineo e la CTT, Competitive Tecnologies Inc di John Nano, una società internazionale specializzata nel trasferimento e riconoscimento di brevetti tecnologici. La “Scrambler Therapy” era rimasta per anni chiusa nel laboratorio di ricerca di Marineo. Il professore aveva presentato la sua scoperta a ospedali e case farmaceutiche, ma senza grandi risultati. Poi al Pharma Finance 2007 l’incontro con Leonardo Zangani della Zangani Investor Community e quindi con John Nano. Marineo pochi mesi fa ha firmato un accordo di commercializzazione della sua ricerca con la CTT, valutato con un potenziale commerciale di 3,5 miliardi di dollari. La Scrambler Therapy è stata messa in produzione dalla Deyang, società della Corea del sud specializzata nella produzione di macchinari per il settore sanitario. Adesso avverrà la distribuzione a livello internazionale e così la terapia sarà finalmente a disposizione di tanti pazienti che soffrono di dolore cronico. L’esperienza di Marineo, ha detto il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti “è l’esempio di una triangolazione virtuosa tra ricerca, struttura pubblica e investimento privato: un caso emblematico di come pubblico e privato possono agire insieme per il bene del territorio e della comunità tutta”. Per John Nano, è un esempio importante di cooperazione tra Europa, Stati Uniti e Asia nel nome della ricerca. (9Colonne)

FUMATE? ECCO COSA VI SUCCEDE

Il 31 maggio è la Giornata Mondiale della lotta contro il fumo, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quale prima causa di morte evitabile nel mondo. La giornata è stata istituita nel 2001 con l’obiettivo di riflettere sull’unico prodotto di largo consumo legale capace di influire direttamente sulla morte da un terzo alla metà dei suoi consumatori o diminuirne la vita media di circa 15 anni. E, considerando che i danni dipendono dall’età iniziale di assunzione, preoccupante è l’incidenza di questo fenomeno nella popolazione giovane; si calcola, infatti, che siano 1,8 miliardi nel mondo i fumatori di età compresa tra i 10 e i 24 anni (Fonte: World Health Organization). Il fumo che origina dalla combustione incompleta del tabacco e della carta che lo avvolge è costituito da almeno 4000 sostanze. Tra queste: sostanze irritanti, catrame (contiene benzopirene e idrocarburi aromatici, tutte sostanze cancerogene; irrita le vie respiratorie, ingiallisce i denti, contribuisce all’alito cattivo e alla sensazione di amaro in bocca), monossido di carbonio (legandosi all’emoglobina, riduce la sua capacità di trasportare l’ossigeno, comportando un minore nutrimento per i tessuti), nicotina (alcaloide naturale responsabile della dipendenza). Oltre alla dipendenza farmacologica da nicotina, nel fumatore si crea anche una dipendenza psicologica. Quando si smette di fumare si manifesta una vera e propria sindrome da astinenza, caratterizzata da: irritabilità, collera, ansia, voglia irrefrenabile di fumare, difficoltà di concentrazione, insonnia. I filtri riducono la quantità di queste sostanze che arrivano nelle vie respiratorie, ma non le eliminano. Le sostanze irritanti presenti (acido cianidrico, acroleina, formaldeide, ammoniaca) causano danni immediati alla mucosa delle vie respiratorie. L’azione irritante provoca inoltre tosse, eccesso di muco, bronchite cronica, enfisema polmonare. I danni riguardano anche il cuore e il circolo: il fumo, infatti, fa aumentare la pressione arteriosa, accelera l’aterosclerosi, ostacolando la circolazione del sangue nei vasi e aumentando il rischio di infarto e di ictus. I problemi circolatori causati dal fumo possono determinare impotenza nell’uomo, invecchiamento precoce della pelle, aumenta il rischio di molti tipi di tumore (nei fumatori il carcinoma polmonare ha una frequenza 20 volte superiore a quella riscontrata nei non fumatori; alto è anche il rischio di tumore al rene e alla vescica, in quanto le sostanze cancerogene del tabacco sono eliminate attraverso i reni e ristagnano con l’urina nella vescica). Il fumo riduce notevolmente le prestazioni atletiche, aumenta lo stress ossidativo, aumenta il rischio di gengiviti, incrementa l’incidenza di ulcere gastriche. Insomma: chi tiene alla propria salute smetta di fumare. (9Colonne)

TUMORI, A GENOVA IL SUMMIT DEGLI ISTITUTI EUROPEI

L’Organizzazione europea degli istituti per il cancro (Oeci) organizza fino a sabato, a Genova, una settimana scientifica dedicata allo studio contro i tumori con una serie di iniziative come il simposio dedicato al progetto finanziato dall’Ue Transfog. Uno degli obiettivi del progetto - il cui coordinamento scientifico è stato affidato a Paolo Comoglio ed Enzo Medico, rispettivamente direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candolo, nel Torinese - è di individuare i geni che si accendono quando un tumore benigno diventa maligno, cioè acquisisce la capacità di colonizzare organi e tessuti lontani dal sito di origine (metastatizzazione). Un altro filone della ricerca si occupa dei geni che determinano la risposta ai farmaci, per svelare i meccanismi che rendono una cellula tumorale resistente alla terapia. Lo scopo è di definire un “profilo molecolare” che stabilisca in anticipo se un tumore ha la tendenza a diventare metastatico e se risponde a un determinato farmaco. Poiché il comportamento finale della cellula dipende dal complesso dell’attività genica è necessario analizzare simultaneamente una mole enorme di dati. Proprio per questo, dall’abbinamento di informatica e biologia molecolare, nasce la post-genomica. Con il motto “Scoprire nuovi mondi nella medicina verso le nano-applicazioni nella prevenzione e nel trattamento del cancro”, la conferenza scientifica genovese esplorerà nuove forme di medicina personalizzata in cui la precoce e migliore comprensione della malattia definisca una più indicata ed efficace cura del cancro. Oeci è un gruppo di interesse per la ricerca sul cancro e per gli istituti di cura dell’Ue e rappresenta attualmente 50 organizzazioni ed enti attivi nel settore della salute in tutta Europa. È stata fondata con lo scopo di creare una quantità di esperienza e competenza nell’ottica di costruire e mantenere un consenso sui modelli dell’oncologia, sviluppare soluzioni possibili e realistiche per combattere efficacemente il cancro e tutelare quanto più possibile la diffusione di modelli e soluzioni oncologiche nell’Ue. (9Colonne)

SOLARE, BIOFORMULA PER TINTARELLE SENZA RISCHI

Bioformula, l’azienda cosmetica nata dalla ventennale esperienza dell’Istituto Ricerche Applicate, presenta Bio Solar, una nuova linea di prodotti solari che utilizza principi attivi all’avanguardia e si caratterizza per il bilanciamento e fotostabilità dei filtri solari Uva/Uvb e la tollerabilità cutanea. Disponibili con tre differenti fattori di protezione (30 alta protezione - 20 media protezione - 10 bassa protezione), i solari Bio Solar garantiscono un’efficace azione di difesa per qualsiasi tipo di pelle, grazie alla nuova struttura dei filtri (Sun San Liposystem Complex Plus) resi fotostabili e perfettamente tollerati dalla cute. I principi attivi utilizzati assicurano un´azione lenitiva, idratante e decongestionante senza ungere. Proteggono efficacemente la pelle dai raggi Uv, in particolare dagli Uva corti (i maggiori responsabili dei tumori cutanei) trattenuti per oltre il 90%. I solari Bio Solar – in vendita in farmacia - sono indicati anche per la delicata pelle dei bambini e per chi esercita sport all’aperto e, naturalmente per chi vuole regalarsi un’abbronzatura perfetta e senza rischi. Nella linea spicca il Bio Solar doposole, una emulsione rinfrescante che offre alla pelle scaldata dal sole un reale trattamento rigenerante. Ideale per svolgere un’efficace azione lenitiva degli arrossamenti grazie alla presenza di bisabololo, estratto dalla camomilla, di acido beta-glicirretico e di olio di Tamanu, permette un corretto riequilibrio dell’idratazione cutanea in seguito all’esposizione ai raggi Uva, insieme a principi attivi emollienti ed idratanti, quali glicerina, pantenolo e xylitylglucoside. (9Colonne)

SCLEROSI MULTIPLA INFANTILE COLPISCE FUNZIONI INTELLETTIVE

La sclerosi multipla, quando si manifesta in età infantile, può colpire oltre alle funzioni motorie anche le funzioni intellettive, in particolare il linguaggio. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su “Neurology”, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali. Il lavoro - realizzato dal gruppo di ricerca di Maria Pia Amato, professore associato di Neurologia presso l’Università di Firenze e responsabile del settore Sclerosi Multipla della Sod Neurologia presso il dipartimento di Neurologia - mette in luce un aspetto finora non conosciuto della sclerosi multipla infantile, mentre sono già noti i deficit causati da questa malattia sulle funzioni cognitive di adulti (attenzione, concentrazione, velocità di elaborazione delle informazioni e memoria). La sclerosi multipla - malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale, a causa sconosciuta e patogenesi autoimmune - colpisce bambini e adolescenti nel 5% dei casi (sui 50.000 stimati in Italia); generalmente esordisce in età giovanile-adulta, tra i 20 e i 40 anni. Sono, dunque, molto pochi gli studi sistematici nella fascia di età infantile e quasi nulla è noto sulla relazione tra la malattia e lo sviluppo psico-intellettivo del bambino. La ricerca dell’ateneo fiorentino ha coinvolto 11 dei maggiori centri italiani per la sclerosi multipla, sottoponendo a test 63 bambini e adolescenti malati confrontati con 57 individui sani. La ricerca ha evidenziato che il 31% dei bambini e adolescenti malati ha significativi problemi cognitivi con impatto negativo sul rendimento scolastico, sull’inserimento sociale, sulle attività sportive, quindi, globalmente sulle attività quotidiane e sulla qualità della vita (per il 53% si ha invece una lieve riduzione delle funzioni cognitive). Inoltre, soprattutto nei casi in cui la malattia ha avuto un esordio in età precoce (prima dei 10 anni) si è osservato un quoziente d’intelligenza inferiore alla media dei controlli normali, e, in taluni casi, nel range dell’insufficienza mentale. “E’ necessario capire - spiega la prof.ssa Amato - come la malattia colpisca i bambini e gli adolescenti per poter elaborare una strategia terapeutica che fornisca ai pazienti, agli operatori scolastici e alle famiglie supporto nell’affrontare le difficoltà nel percorso scolastico e, più in generale, nel processo di adattamento complessivo ai molteplici problemi generati dalla malattia. Tra l’altro dobbiamo sottolineare come il cervello in questa fascia di età sembra dotato di una maggiore plasticità, e quindi di maggiori capacità di adattamento e recupero. Questo farebbe supporre la possibilità di maggior successo delle strategie terapeutiche, sia di tipo riabilitativo che farmacologico. E’ per questo che stiamo ora sviluppando uno studio longitudinale sullo stesso gruppo di bambini e adolescenti”. (9Colonne)