ORMONI IN MENOPAUSA: PRO E CONTRO
Efficacia e rischi della Terapia ormonale sostitutiva (Tos) per informare al meglio le donne in menopausa. E’ questo lo scopo della Consensus Conference organizzata dal Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg) dell’Istituto Superiore di Sanità, insieme con Partecipasalute, che si svolge a Torino oggi e domani. L’obiettivo dell’incontro è quello di raggiungere un accordo su temi controversi che riguardano la Tos. L’ iniziativa, che vuole tutelare il diritto della donna a compiere scelte consapevoli per la propria salute, è mirata a definire una linea di condotta condivisa tra rappresentanti di società scientifiche, associazioni sanitarie e di pazienti e coerente con gli studi scientifici sulla Terapia ormonale sostitutiva in menopausa. La Conferenza di Consenso è un metodo che consente di raggiungere un accordo in presenza di aree controverse nelle conoscenze mediche. Raccolti i dati da gruppi di lavoro che provengono da ambiti diversi, una giuria li valuta ed emette alcune raccomandazioni che nascono dal consenso dei membri della giuria stessa.
I risultati della Giuria saranno resi noti domani e divulgati on line. Milioni di donne nel mondo dopo la menopausa assumono ormoni (estrogeni e progestinici) per contrastare gli effetti della cessazione dell’attività delle ovaie. Si tratta di un trattamento che mira a ridurre sia la sintomatologia a breve termine (vampate di calore, problemi vaginali e urinari, variazioni di umore, disturbi del sonno e calo del desiderio sessuale), sia gli effetti a lungo termine (aumento del rischio cardiovascolare e insorgere dell’osteoporosi). Ma qual è la reale efficacia di questa terapia? E quali sono i rischi che comporta? Fin dalla fine degli anni Novanta la Tos, dopo essere stata esaltata per oltre un trentennio come panacea di tutti i mali derivanti dalla menopausa è stata fortemente ridimensionata. Anzi, numerosi studi clinici e d’osservazione, ne hanno addirittura messo in evidenza i rischi. Lo studio Whi (Women’s Health Initiative), in particolare, scaturito da un ampio progetto di ricerca di lungo termine sponsorizzato dagli americani National Institutes of Health e National Heart, Lung, and Blood Institute, ha capovolto molte delle aspettative sull’efficacia della Tos. Se fino al 2002, l’anno di pubblicazione dei primi risultati della ricerca, la Tos era stata prescritta a milioni di donne perché si era supposto che riducesse, oltre alla sintomatologia di breve periodo, anche il rischio di fratture e quello cardiovascolare nonché l’incedere del declino cognitivo, dal momento in cui lo studio è apparso sul Journal of the American Medical Association è diventato immediatamente evidente che gli ormoni in menopausa sono responsabili di un aumento del rischio di insorgenza di cardiopatie coronariche, tumori del seno, ictus cerebrale e tromboembolie polmonari. Danni che vanificano la sua capacità di ridurre il rischio di fratture dell’anca e dei tumori del colon. Studi successivi, inoltre, hanno dimostrato che la Tos non previene neanche il declino cognitivo. Queste nuove prove hanno notevolmente influito sui comportamenti clinici, tanto che in un quinquennio in Europa e negli Stati Uniti il consumo di farmaci indicati per la terapia ormonale sostitutiva risultava dimezzato. Tuttavia, a tutt’oggi non mancano, sia nella comunità medica, sia tra le associazioni e i gruppi organizzati per promuovere la salute femminile, i casi di diffusione di informazioni discordanti e spesso in contrasto rispetto alle conoscenze scientifiche disponibili.
Questa situazione di grande incertezza espone molte donne al rischio di ricevere, sia dal proprio medico di famiglia e dai vari specialisti, sia dall’informazione veicolata dai media informazioni, informazioni contrastanti sui benefici e sui rischi della Tos, che di fatto non consentono loro di compiere scelte consapevoli per la salute. Per fare chiarezza su questo tema controverso e per tutelare il diritto della donna a compiere scelte consapevoli per la propria salute il Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità e il progetto PartecipaSalute hanno promosso l’iniziativa torinese. (9Colonne)

