30 Giu, 2008
Recoaro Terme offre un ambiente naturale e un patrimonio idrologico che, per le caratteristiche particolari del terreno e del sottosuolo, presentano una varietà ed una quantità di aspetti del tutto singolari. Presso lo stabilimento delle Fonti Centrali sono disponibili, oltre alle cure idropiniche, balneoterapia, fangoterapia, aerosol e inalazioni, trattamenti fisioterapici e assistenza medica, attività ludiche di intrattenimento, dal ballo alle feste, dalle mostre di artisti agli eventi culturali. Nei week-end c’è la possibilità di effettuare le visite guidate a Vicenza nella città del Palladio e la domenica una guida organizza delle escursioni per tutti i livelli, per scoprire una valle bellissima, assaporando i gusti di una cucina che unisce tradizione e innovazione. Per divulgare meglio le proposte benessere della località termale veneta è nato il nuovo portale turistico su Recoaro Terme con foto, offerte, strutture, attività e proposte per tutti i gusti. All’indirizzo www.vivirecoaroterme.it si trova, in particolare, la lista completa degli alberghi, degli appartamenti, dei bed & breakfast e dei rifugi oltre che delle diverse offerte, come la classica settimana termale all’insegna del benessere, con cure e coccole per il corpo, per ritrovare la forma fisica o solo per volersi un po’ più bene. Le Terme curano diverse patologie e le acque oligominerali sono utili per riattivare le funzioni dell’organismo, troppo spesso messo a dura prova dallo stress e dalla vita caotica dei nostri giorni. L’offerta si arricchisce inoltre con i trattamenti benessere, inalazioni e aerosol, balneoterapia e fangoterapia, massoterapia. Un ciclo di cure alle Terme aiuta a ritrovare il giusto equilibrio per vivere pienamente la propria vacanza, tra wellness, natura e buon cibo, grazie anche alla felice combinazione fra enogastronomia recoarese e vicentina. La fama secolare delle Terme di Recoaro e delle sue acque benefiche si specchia nella cristallina freschezza delle sorgenti salutari, che sgorgano a riempire i bicchieri degli ospiti. Nell’alta valle sono ben nove le fonti minerali con caratteristiche curative, cinque di queste sono a disposizione degli ospiti all’interno delle Fonti Centrali. (9Colonne)
27 Giu, 2008
Ritorna il 28 giugno la giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza urinaria promossa dagli stessi pazienti la Federazione Italiana Incontinenti (Finco) - e dal ministero della Salute. Il 28 giugno 200 ospedali italiani aprono le porte ai cittadini per informare e diagnosticare gratuitamente il grave disturbo che colpisce nel nostro paese circa 8 milioni di persone uomini e donne anche in giovane età senza risparmiare i più piccoli- l’enuresi riguarda 1 bambino su 10 a 7 anni. Per informazioni è attivo il numero verde Finco 800.050415 ed il sito internet www.giornataincontinenza.com. Una Giornata che oltre a sensibilizzare sul problema medico, sollecita a riconoscerlo come malattia sociale vista la sua diffusione. "L´incontinenza urinaria - spiega il professor Lucio Miano, presidente della Federazione Italiana Società Urologiche e direttore della Clinica Urologica della seconda facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma - si distingue in due forme: da sforzo (Ius) - dove un colpo di tosse, una risata o il semplice sollevamento di una borsa causano fughe di urina - che interessa maggiormente le donne ed è causata da gravidanze, parti e menopausa e l’incontinenza da urgenza o sindrome della vescica iperattiva dovuta a contrazioni involontarie della vescica e caratterizzata dall´improvviso e irrefrenabile bisogno di urinare più volte durante il giorno e la notte che colpisce invece entrambi sessi senza distinzioni. Altra forma è l´incontinenza urinaria di origine neurogena (legata a sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer, lesioni, midollari da trauma, ecc.). Nonostante la diffusione del problema che, con ansia, depressione e isolamento legati al timore di non riuscire a controllare la vescica, incide pesantemente sulla qualità della vita, i rapporti sociali, la sessualità, solo una minoranza, circa il 25% -, vincendo imbarazzo e vergogna - si rivolge al medico. La malattia può invece essere curata con successo con la rieducazione perineale, i farmaci, infiltrazioni locali di acido ialuronico, la nuova chirurgia mininvasiva ora estesa anche all’uomo, pacemaker vescicali e sfinteri artificiali. Per le forme neurogene, c’è la neuromodulazione sacrale che si avvale di un una sorta di ´pacemaker´ applicato sull´osso sacro". (9Colonne)
25 Giu, 2008
La sclerosi multipla va bloccata sul nascere: con un intervento tempestivo oggi è infatti possibile ridurre radicalmente l’aggressività della malattia ed intervenire prima che rssa assuma percorsi imprevedibili. "Il nostro obiettivo spiega la prof.ssa Maria Pia Amato, responsabile del Settore Sclerosi Multipla della Neurologia I del Careggi di Firenze - è riuscire a identificare fin da subito i sintomi per intervenire al più presto e trasmettere ai pazienti fiducia nei trattamenti. Questo richiede un inteso lavoro d’équipe che solo le strutture di eccellenza come la nostra riescono a garantire al meglio. Attualmente seguiamo 1.480 pazienti, di cui il 73% donne: oltre la metà (51%) provengono dalla provincia di Firenze, il 39% da altre province toscane e il 10% dal resto d’Italia. L’età media è di 43,4 anni, la durata media di malattia 14,8 anni e il grado di disabilità è lieve nel 55% dei casi: segno che un intervento terapeutico immediato ed appropriato è in grado di tenere sotto controllo la progressione della sclerosi multipla". Le nuove evidenze dimostrano infatti che un trattamento precoce con Interferone beta-1b, dopo il primo episodio, rallenta del 40% la progressione della malattia e della disabilità. Ma altrettanto importante per poter garantire la migliore assistenza è la presenza di un team multispecialistico che preveda neurologi, infermieri e psicologi, figure che sono state coinvolte, insieme ai farmacisti ospedalieri, nel talk Show "Question Time in sclerosi multipla. Contro la progressione della disabilità: il trattamento precoce è la nuova opportunità?", un progetto nazionale itinerante di sensibilizzazione e di formazione che si è svolto nei giorni scorsi a Firenze e che in seguito toccherà Genova e Padova. La sclerosi multipla rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto. È più frequente nelle donne rispetto agli uomini e si manifesta prevalentemente fra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 20-30. "La malattia può comportare deficit delle funzioni cognitive nel 40-65% dei casi, con un notevole impatto sulle attività lavorative e quotidiane spiega la prof.ssa Amato -. Nell’adulto i problemi cognitivi riguardano più spesso l’attenzione e la concentrazione, la velocità di elaborazione delle informazioni e la memoria mentre altri aspetti, come l’intelligenza generale o il linguaggio, sono fortunatamente di solito risparmiati. Oggi sappiamo che la disabilità si riduce quanto più precocemente si interviene per curare la malattia, impedendole di distruggere altre parti del cervello". I dati più recenti di un importante trial internazionale sul trattamento con interferone beta-1b, lo studio Benefit, dimostrano infatti come un inizio tempestivo, subito dopo il primo sintomo, riduca del 40% il rischio di sviluppare un danno neurologico permanente. "La sfida per noi clinici continua la prof.ssa Amato è quindi riuscire a rapportarsi con un malato che ancora non si sente tale per favorire fin dal primo episodio l’adesione alla terapia. È fondamentale porre la giusta attenzione alla relazione con il paziente e alla comunicazione della diagnosi, oltre che impegnarsi per accrescere la cultura della malattia".
I sintomi iniziali della sclerosi multipla possono infatti essere piuttosto blandi, come debolezza e affaticamento, disturbi della vista, della sensibilità o motori, e per questo spesso i pazienti attendono troppo, prima di rivolgersi al medico. Una grande attività di informazione per diffondere una corretta informazione sulla sclerosi multipla e per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutti coloro che sono coinvolti è quella svolta dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla che dal 1968, interviene nel nostro paese per promuovere ed erogare servizi sociali e sanitari, per promuovere e sostenere la ricerca scientifica e per affermare i diritti delle persone con sclerosi multipla. "La nostra associazione richiama l’attenzione già da molti anni sull’importanza della terapia precoce, così come dimostrato da numerosi studi scientifici ha affermato Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla - . La scelta terapeutica più opportuna deve essere concordata tra il neurologo curante e la persona con sclerosi multipla, che deve poter scegliere il trattamento precoce senza ostacoli, per questo l’associazione chiede la rimborsabilità del farmaco a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la terapia precoce e garantisce l’informazione attraverso, il proprio sito, le riviste e tutti gli altri canali". (9Colonne)
23 Giu, 2008
Sono sufficienti 55 grammi di yogurt al giorno tutti i giorni (ricco di lactobacilli) per veder salire drastticamente le chance di non avere problemi a denti e gengive anche in età avanzata. L’effetto benefico sulle patologie periodontali viene infatti anche dai batteri contenuti nei probiotici. Ora un recente studio a cura di ricercatori belgi apre una strada interessante all’uso della "terapia sostitutiva" per la cura delle parodontiti: sostituire batteri "cattivi" con batteri probiotici del cavo orale porterebbe ad un decisivo progresso nella cura delle parodontiti. Ma è fin dal 2006 che studi pubblicati in Scandinavia e Svezia dimostrano come il Lactobacillus Reuteri sia efficace nel ridurre le infezioni e nell’aumentare le difese immunitarie dell’organismo di adulti e bambini, agendo a favore della salute a vari livelli. Ottima la sua azione a livello del cavo orale: il Lactobacillus Reuteri si è dimostrato in grado di ridurre il sanguinamento e la placca dentale in pazienti affetti da gengiviti anche gravi, andando a ripristinare l’equilibrio della flora batterica orale, composta da oltre 600 tipi diversi di batteri. E arriva anche in Italia il primo e - per ora anche unico - “probiotico per la bocca”: Gum Periobalance. Per lo sviluppo del quale è stato utilizzato un probiotico di consolidata efficacia e sicurezza: il Lactobacillus reuteri di cui sono stati individuati 2 ceppi, ad azione complementare, che miscelati insieme costituiscono il Lactobacillus reuteri Prodentis, oggetto di brevetto, e che, in comune con altri probiotici, possiede anche la capacità di aumentare le difese immunitarie. Così, con un semplice gesto quotidiano (l’assunzione di una compressa o di un chewing gum Periobalance) si contribuisce al buon funzionamento della flora batterica orale e, insieme alle consuete e sempre valide norme di igiene orale ( l’uso corretto di spazzolino e filo interdentale e di prodotti specifici dopo ogni pasto) ci possono prevenire non solo problemi a denti e gengive ma anche infiammazioni all’intero organismo. (9Colonne)
20 Giu, 2008
I filler antirughe iniettabili contenenti polialchilammide possono provocare reazioni avverse anche dopo mesi dall’utilizzo. La raccomandazione, come informa la newsletter del sito Dica33, arriva dai ricercatori della Vall d’Hebron University Hospital e dall’ateneo autonomo di Barcellona, che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista Jama. “Secondo quanto riportato dalle aziende produttrici di polialchilammide - affermano gli esperti - la struttura del prodotto non dovrebbe cambiare nel tempo né consentire migrazioni o movimenti dal sito di iniezione. E nei primi report sulla sicurezza dell’uso cosmetico di questa sostanza non sono mai apparsi segni di bioincompatibilità, cioè di rigetto o effetti collaterali legati all’impianto del gel. Eppure, evidenze più recenti mettono in dubbio la sicurezza di questo prodotto”. "Per comprendere il fenomeno - si legge nella notizia - sono stati esaminati 25 pazienti che avevano sviluppato reazioni avverse, circa 13 mesi e mezzo dopo l’applicazione e che avevano manifestato febbre, artrite, secchezza della bocca e gonfiori nei siti di impianto. Dopo 21 mesi, in 11 pazienti questi sintomi erano scomparsi, altri 10, invece, continuavano a soffrirne. L’esatta prevalenza di questo tipo di reazioni a lungo termine non è chiara - precisano gli esperti - soprattutto perché molti medici non le riportano e i ricercatori non hanno abbastanza informazioni per analizzare la situazione. Considerando l’uso crescente dei filler in Europa e negli Stati Uniti, occorrerebbero però degli approfondimenti”. (9Colonne)
19 Giu, 2008
“Il rispetto integrale del patto per la salute è chiesto all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e rappresenta un punto cardine nelle relazioni con il governo”. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni. Vasco Errani. “La situazione che va delineandosi per la sanità a seguito della manovra è molto seria. Il mancato rispetto del patto per la salute è inaccettabile. Siamo pronti - ha proseguito Errani - a fare la nostra parte per il contenimento della spesa pubblica, ma nell’ambito di un’azione condivisa. Siamo anche pronti a discutere un nuovo patto triennale per la salute, per gli anni 2010-2012, ma vogliamo farlo concordando con il Governo sia le risorse che le disposizioni normative. Non ci possiamo trovare di fronte ad atti unilaterali e a soluzioni precostituite”. “Il patto prevedeva, oltre al Fondo sanitario nazionale, 2 miliardi aggiuntivi garantiti dal governo, derivanti in parte da un intervento sulla spesa farmaceutica, e questa manovra si è realizzata, e in parte destinati alla compartecipazione: 834 milioni di euro. Quest’ultima cifra prosegue Errani - va coperta integralmente, evitando ticket sbagliati e non in grado di produrre un pari gettito. Se tali fondi non saranno garantiti dal governo, come prevede il patto, avremo conseguenze negative per la qualità del servizio sanitario e per cittadini. Voglio sottolineare che proprio il patto per la salute ha avviato concretamente e per la prima volta un serio controllo della spesa sanitaria. Mettere oggi in discussione i contenuti di quel patto da parte del governo sarebbe un grave errore. Del resto - ha concluso Errani - l’ipotesi di introdurre ticket, come abbiamo già visto in passato, non è sostenibile né sul piano sociale, né su quello finanziario. Partendo da questi punti le Regioni confermano la loro disponibilità a qualunque confronto di merito”. (9Colonne)
18 Giu, 2008
Il cioccolato è in grado di migliorare la funzionalità vascolare e ridurre l’aggregazione piastrinica e lo stress ossidativo plasmatico in soggetti che hanno subito un trapianto di cuore. A dimostrarlo uno studio italo-svizzero presentato nei giorni scorsi a Vicenza in occasione del decimo congresso nazionale dell’Ansisa (Associazione Nazionale Specialisti Scienza Alimentazione) dal titolo “Cibo del futuro, futuro del cibo” . “Alla luce delle recenti evidenze sperimentali - commenta Mauro Serafini, tra gli autori del lavoro e responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Antiossidanti dell’Inran - il cioccolato si propone come un alimento potenzialmente in grado di esercitare un effetto protettivo sulla salute dell’uomo attraverso una serie di meccanismi non ancora perfettamente delineati che coinvolgono la prevenzione dello stress ossidativo e il miglioramento delle funzionalità vascolari”. “E’ importante però sottolineare - aggiunge Roberto Ostuzzi, presidente Ansisa e responsabile del Centro Disturbi Alimentari della casa di cura Villa Margherita, Arcugnano, nel Vicentino - che, malgrado il suo alto contenuto in antiossidanti biodisponibili, il cioccolato non può e non deve essere considerato un’alternativa al consumo di frutta e verdura, alimenti ricchi in vitamine, fibra e fitocomposti, che devono essere presenti in quantità elevate nella dieta data la loro azione centrale nella prevenzione cardiovascolare”. La ricerca scientifica ha preso in considerazione da diverso tempo anche il cioccolato e il suo principale ingrediente, il cacao, sulla base del suo elevato contenuto in molecole antiossidanti. I semi di cacao sono caratterizzati da un elevato contenuto in molecole bioattive come catechine, procianidine e antocianine che rendono il cioccolato uno degli alimenti con maggiori potenzialità antiossidanti della dieta. Risulta inoltre che il cioccolato fondente è in grado di inibire l’ossidazione delle Ldl, primo passaggio verso l’insorgere dell’aterosclerosi e potenzia le difese antiossidanti endogene. “Il consumo di cioccolato fondente - specifica Serafini - è stato di frequente associato a un effetto protettivo nei confronti della funzionalità cardiovascolare ed endoteliale. Studi sull’uomo hanno rilevato un’azione del cioccolato nella riduzione della pressione sanguigna e dell’aggregazione piastrinica, un miglioramento della funzione endoteliale tramite un’aumentata vasodilatazione arteriosa e un effetto stimolante la produzione di ossido nitrico; una diminuzione dei livelli di mediatori infiammatori e un aumento dei livelli di Hdl colesterolo e una riduzione della risposta insulinica”. (9Colonne)
17 Giu, 2008
Via libera in tavola a piatti a base di pasta, riso, frutta e verdura, uova bollite e latte caldo, mentre vanno abolite le sostanze eccitanti come il caffè che tradizionalmente accompagna le notti prima degli esami. E’ quanto emerge dalla dieta antistress elaborata dalla Coldiretti in occasione degli esami di maturità che provocano ansia e insonnia nel circa mezzo milione di studenti che dovranno affrontarli. Preoccupazioni che è possibile contribuire a vincere con alimenti ricchi di sostanze rilassanti a tavola dove - sottolinea la Coldiretti - non devono mancare pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo, frutta dolce e infusi al miele che favoriscono il sonno e aiutano l’organismo a rilassarsi per affrontare con la necessaria energia e concentrazione la sfida scolastica. Da evitare perché possono provocare insonnia sono invece caffè, patatine in sacchetto, salatini e cioccolata che sono invece spesso presenti tra le scorte di emergenza delle ansiose vigilie. E’ necessario cercare di riposare adeguatamente facendo attenzione anche all’alimentazione, evitando sia il digiuno che gli eccessi, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. Vanno quindi evitati alimenti troppo conditi che rendono più difficile addormentarsi come pure cacao, the e caffè per la presenza della caffeina, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con un difficile risveglio. Tra i condimenti out per i maturandi sono da evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Anche gli alimenti in scatola per l’eccesso di sodio e di conservanti sono da tenere lontani. Esistono invece cibi che - evidenzia la Coldiretti - aiutano a rilassarsi per la presenza di un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione ma effetti positivi nella dieta serale si hanno con legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi.
Tra le verdure al primo posto la lattuga, seguita da cipolla e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno. Bene anche un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto, che oltre a diminuire l’acidità gastrica che può interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita per via di sostanze, presenti anche in formaggi freschi e yogurt, che sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Infine - conclude la Coldiretti - un buon dolcetto di incoraggiamento ricco di carboidrati semplici ha una positiva azione antistress, così come infusi e tisane dolcificati con miele che creano un’atmosfera di relax e di piacere che distende la mente e la rende più pronta a rispondere alle sollecitazioni degli esaminatori. (9Colonne)
16 Giu, 2008
Chi non fa una buona colazione mangia poi durante la giornata in modo meno corretto, con un eccesso di grassi e di zuccheri e con un ridotto consumo di frutta. Saltare la prima colazione causa quindi un deficit, un buco, nell’ equilibrio nutrizionale. Attenzione, dunque, a tale “spazio vuoto” per le conseguenze negative che può avere sulla nostra salute. Lo confermano i nutrizionisti dell’Associazione Nazionale Specialisti Scienze dell’Alimentazione (Ansisa) che, riuniti a congresso, hanno analizzato anche una indagine inglese sul consumo della prima colazione dal titolo “Mind The Gap”. Una frase che in questo caso non si riferisce al celebre annuncio della metro di Londra che indica il vuoto tra convoglio e piattaforma, ma agli effetti appunto del “salto” della prima colazione e delle sue dannose conseguenze.
“Una prima buona prima colazione - spiega Roberto Ostuzzi, presidente Ansisa e responsabile del Centro Disturbi Alimentari Villa Margherita di Vicenza - consumata con del latte o caffè e yogurt e accompagnata da cereali pronti, frutta o pane aiuta a iniziare bene un giornata, fisicamente e psicologicamente”. In particolare, l’introduzione dei cereali pronti per la prima colazione può essere considerata corretta dal punto di vista nutrizionale. Tali prodotti, associati al consumo di latte, consentono un apporto di carboidrati e di fibre, garantendo al tempo stesso l’introito di micronutrienti importanti come ferro, calcio, vitamina B6, B12 etc. E’ recente uno studio australiano che ha visto una minore incidenza di depressione, ansia e tensione negli adolescenti che consumano una buona colazione mattutina. Altri studi hanno visto che le adolescenti che non fanno colazione al mattino sono più preoccupate per il loro peso, sono più in ansia e pesano di più. Si tratta di ragazze che spesso hanno anche una maggiore incidenza di disturbi comportamenti alimentari. “Ma non solo - aggiunge Ostuzzi -. Fare una buona colazione in famiglia con i genitori riduce il rischio di comportamenti alimentari problematici, favorisce l’armonia e diminuisce la tensione familiare. Per ottenere questo è necessario dedicare alla prima colazione un giusto tempo, almeno 10 minuti. Pasti regolari consumati in famiglia, colazione in primis, giocano un ruolo importante nella prevenzione dei comportamenti problematici per il controllo del peso. Il livello di coesione familiare sembra significativamente associato all’abitudine di consumare in tranquillità i pasti, prima colazione compresa, in famiglia”.
Rinforzare la coesione familiare attraverso il consumo della prima colazione può essere un obiettivo significativo attraverso cui promuovere comportamenti salutari nei bambini e adolescenti. Sono questi gli obiettivi del progetto “Prima la colazione! 10 minuti mangiando sano”, promosso da Kellogg’s in collaborazione con Sio (Società Italiana di Obesità). Esperti di nutrizione insegnano alle famiglie invitate negli appuntamenti organizzati a fare colazione insieme: per 10 minuti, mangiando sano. In programma appuntamenti a luglio su tre spiagge toscane: l’1 luglio a Marina di Castagneto, il 2 a Viareggio e il 3 a Marina di Pietrasanta. La manifestazione approderà poi da settembre nei musei italiani dei bambini. (9Colonne)
13 Giu, 2008
Esiste anche l’allergia al liquido seminale, che si manifesta durante il rapporto sessuale o subito dopo con sintomi locali (bruciore, gonfiore) ma anche generali (orticaria, difficoltà respiratorie, angioedema). Una sorta di “allergia agli uomini” che colpisce soprattutto tra i 20 e i 30 anni. Nel 40% dei casi, secondo gli studi, il disturbo si manifesta già dal primo rapporto sessuale. E’ uno degli argomenti del corso di aggiornamento in Dermatologia Plastica, organizzato da Adoi (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani) e Isplad (International-italian Society of Plastic-aesthetic and Oncologic Dermatology), che si tiene a Maratea, nel Potentino, oggi e domani. “Si tratta di una rara forma di allergia che però, come le altre, sta aumentando nella popolazione - anticipa Patrizio Mulas, presidente Adoi -; la difficoltà di determinarne il numero con precisione nasce dall’imbarazzo delle donne nel raccontare il problema al medico di famiglia o allo specialista. Secondo una ricerca statunitense, il 12% di quante hanno reazioni allergiche durante un rapporto sessuale soffrono di questa ‘allergia agli uomini’. E il rimedio, erroneo, spesso è l’astinenza". Sul banco degli imputati ci sono frazioni glicoproteiche del liquido seminale, in particolare l’antigene ‘Psa’ della prostata. “Negli anno gli studi hanno dimostrato una reazione di primo tipo, mediata dalle Ige, e quindi locale - aggiunge Antonino Di Pietro, presidente Isplad -. Adesso però si segnalano casi di reazioni generalizzate anche gravi. Si possono avere infatti delle semplici rinocongiuntiviti ma anche orticarie generalizzate, sintomi gastrointestinali, angioedemi. Tuttavia l’allergia al liquido seminale permette ugualmente di aver figli, ricorrendo alla tecnica del lavaggio dello sperma”. La diagnosi avviene con una reazione positiva allo skin-prick test mentre per la terapia a lungo termine si può ricorrere alla desensibilizzazione del sistema immunitario. “Poiché la coppia non associa questa forma di allergia al liquido seminale ma a problemi diversi anche di natura psicologica, molti smettono di avere rapporti sessuali - evidenzia Federico Ricciuti, presidente del corso di Maratea -, invece basta ricorrere a rapporti protetti, tenendo però conto che esiste anche l’allergia al lattice”. (9Colonne)