17 Lug, 2008
La Regione Veneto sarà relatrice ufficiale della Conferenza internazionale sull’Alzheimer che si terrà a Parigi il 30 e 31 ottobre, promossa dal Governo francese in qualità di Presidente di turno dell’Unione Europea, e alla quale interverrà anche il Presidente Sarkozy. Ne dà notizia l’Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Stefano Valdegamberi informando della scelta avvenuta al termine dell’incontro del Board Elisan, il consiglio ristretto della Rete europea Elisan (European local inclusion & social action network) che dà voce alle realtà locali e regionali rappresentando 1011 città tra città e regioni e 28 milioni d’abitanti del Vecchio Continente e che si è tenuto nella sede della Regione Veneto a Bruxelles . "Scegliere il Veneto - spiega Valdegamberi - è un riconoscimento evidente della stima e dell’apprezzamento che l’Europa nutre nei confronti delle politiche sociali da noi espresse in questi anni, in particolare nel settore dei servizi per la non autosufficienza che sono incentrati sulla dignità della persona. Inoltre, è un risultato delle relazioni positive svolte dal Veneto a livello internazionale, non solo di Unione Europea, che hanno fatto diventare la nostra regione un riferimento importante per chiunque voglia operare nel campo del sociale. Ricordo che io stesso partecipo, come Assessore veneto alle politiche sociali coordinatore delle Regioni al Consiglio europeo dei Ministri per le Politiche sociali in rappresentanza di tutte le Regioni italiane. Porterò a Parigi in ottobre l’esperienza veneta in particolare che è all’avanguardia ma anche quella italiana sui temi della salute dei cittadini e del sostegno alle famiglie interessate da patologie come l’Alzheimer che sono in aumento e coinvolgono, molto più di altre, non solo l’ammalato ma tutto l’ambiente familiare mettendolo fortemente a rischio".
La demenza e le altre forme di decadimento cognitivo sono la quarta causa di morte nei soggetti con più di 65 anni nei paesi occidentali. Il numero di casi di patologia cognitiva nel Veneto nel 2000 è di 70.238 di cui almeno 30.000 imputabili all’Alzheimer. Oggetto della Conferenza di Parigi, sarà precisamente il "modo di far fronte ai cambiamenti nella società: l’invecchiamento della popolazione, la sfida demografica e l’approccio per affrontare la malattia dell’Alzheimer". "La Regione Veneto - precisa l’Assessore - presenterà in particolare le strategie regionali di prevenzione con il modello veneto di integrazione socio sanitario, elementi chiave sui quali il Veneto vuole approfondire il dialogo e il confronto internazionali. Ricordo che, recentemente, la Regione ha disposto un riassetto dei servizi per le persone affette da decadimento cognitivo". Il Veneto è partner della rete Elisan dal maggio 2007 e dal 1999 partecipa ad altre reti europee: ospita a Venezia l’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS sui "Determinanti socioeconomici della salute", e fa parte di European Social Network e di Ensa (European Network of Social Authorities) network pubblici europei che puntano a rafforzare il ruolo delle politiche sociali nel continente in un continuo scambio di esperienze istituzionali.(9Colonne)
16 Lug, 2008
Una malattia autoimmune è quella in cui gli anticorpi che dovrebbero proteggere dagli invasori esterni il corpo umano ne attaccano invece le cellule e i tessuti. Nella sclerosi multipla, gli anticorpi cominciano ad attaccare le cellule nervose, e questo porta alla degenerazione delle fibre di mielina, la guaina che riveste i neuroni. Si sa ben poco dell’origine di questi anticorpi, ma adesso gli scienziati hanno trovato il modo di risalire alle loro cellule sorgente, consentendo così di seguire le tracce di queste molecole maligne. In un individuo sano, il sistema immunitario difende strenuamente il corpo dagli invasori, come batteri e virus. Il sistema produce milioni di anticorpi che ci difendono da questi patogeni, ma nella malattia autoimmune gli anticorpi non riconoscono più le loro stesse cellule e le scambiano per intrusi, che devono quindi essere attaccati. Nella sclerosi multipla, quando le cellule attaccano la mielina, una sostanza grassa che riveste le fibre nervose, gli anticorpi causano infiammazione nel sistema nervoso centrale. La conseguente degenerazione e le lesioni inflitte alla mielina modificano il funzionamento degli impulsi neurologici del cervello. I malati di sclerosi multipla (sclerosi in greco significa indurimento) presentano svariati sintomi, tra cui intorpidimento e formicolio nelle dita, visione confusa e perdita di memoria. Scoprire da dove provengono gli anticorpi aggressivi che attaccano la guaina di mielina è un passo importante per comprendere la sclerosi multipla. Se, come gli altri anticorpi, le molecole della Ms hanno origine nel sangue o in organi linfatici come milza, midollo osseo o linfonodi, sono veicolate dal sangue per raggiungere il liquido che circonda le cellule nervose. Presso gli Istituti Max-Planck di Neurobiologia e Biochimica e l´Ospedale universitario di Grobhadern, a Monaco, in Germania, gli scienziati hanno sviluppato un metodo per monitorare questi anticorpi e risalire fino alle loro cellule originali. Per farlo, i linfociti B sono stati isolati dal liquido dei neuroni e il codice genetico della regione del Dna responsabile della produzione di anticorpi è stato analizzato. Questo ha permesso di calcolare peso e dimensioni dei frammenti d´anticorpi prodotti da ciascun linfocita B analizzato. Anche gli anticorpi trovati nel liquido dei neuroni sono stati analizzati, e le due serie di dati sono state comparate. I risultati sono stati conclusivi: gli anticorpi trovati nel liquido dei neuroni sono prodotti dai linfociti B presenti. Un elevato livello di variabilità genetica in certe aree del Dna ha mostrato che i linfociti B nel liquido erano già entrati in contatto con le strutture bersaglio nel sistema nervoso. "Adesso il passo successivo sarà assemblare i frammenti per farne anticorpi completi, cosa che dovrebbe permetterci di identificare le loro strutture bersaglio nel sistema nervoso. Un vantaggio supplementare di questa nuova procedura è che non si limita alle analisi della sclerosi multipla", ha osservato Klaus Dornmair, che ha diretto lo studio. Lo scopo ultimo della ricerca è identificare le strutture bersaglio che potrebbero condurre alla rimozione degli anticorpi più distruttivi, attenuando in tal modo i sintomi della sclerosi multipla. (9Colonne)
15 Lug, 2008
Il calo del 4 per cento degli infortuni sul lavoro in agricoltura nel primo quadrimestre del 2008 conferma un trend positivo in atto da tempo con gli incidenti nelle campagne che si sono ridotti di quasi un terzo (-29 per cento) a partire dal 2001, la più alta percentuale tra tutti i settori. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati divulgati dall’Inail, sottolineando che molto resta tuttavia ancora da fare e per questo è necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l’innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto. "Il trend registrato conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni - precisa la Coldiretti - per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro come dimostra il progressivo e costante calo degli infortuni con tassi nettamente superiori a quelli degli altri settori. Un risultato che è frutto dell’impegno degli imprenditori e dei lavoratori per lo sviluppo di un’agricoltura al servizio della sicurezza della salute, dell’ambiente e dell’alimentazione, che - conclude la Coldiretti - vuole conciliare gli interessi delle imprese, degli occupati e dei consumatori". Con riferimento al Testo unico sulla sicurezza, la Coldiretti rileva che le imprese agricole hanno bisogno di un ulteriore sforzo di semplificazione burocratica per accompagnare il processo di riduzione degli infortuni in atto, senza necessariamente inasprire le sanzioni che non sempre ottengono i risultati previsti. Nel 2007 in agricoltura si sono verificati 57.155 infortuni sul lavoro e 98 decessi. (9Colonne)
14 Lug, 2008
Trasfusioni più sicure con le impronte digitali. Il Garante privacy ha autorizzato un’azienda ospedaliera a utilizzare un sistema di sicurezza trasfusionale basato sulla rilevazione delle impronte digitali di operatori sanitari e pazienti per prevenire errori di identificazione dei malati o delle sacche di sangue. Con l’introduzione del sistema biometrico si vuole garantire anche la reale presenza del personale sanitario nella prima fase della trasfusione, la più delicata. L’azienda intende così assicurare la tracciabilità del sangue e la corretta associazione tra paziente, campione prelevato e sacca di sangue o di emoderivati durante la trasfusione. Se i dati sono incongruenti il sistema si blocca. L’Autorità (relatore Mauro Paissan) ha ritenuto l’uso delle impronte digitali proporzionato alla delicatezza delle informazioni da trattare e ai rischi connessi all’incolumità e alla salute dei pazienti, ma ha prescritto all’azienda l’adozione di alcuni specifici accorgimenti per innalzare i livelli di tutela dei dati personali. I dati dei pazienti non potranno essere conservati per più di sette giorni e l’azienda dovrà individuare preventivamente i casi in cui ritenga necessario protrarre i tempi di conservazione fino a trenta giorni. I dati di medici e infermieri potranno essere conservati nel terminale portatile solo per la durata del loro incarico presso il reparto trasfusionale e dovranno essere cancellati subito dopo. Per coloro che non intendono sottoporsi alla rilevazione biometrica l’azienda ha previsto modalità di identificazione alternative (assegnazione di codici personali, braccialetti con codici a barre). L’ente ospedaliero dovrà curare la designazione, quali responsabili, delle società esterne che trattano i dati relativi alle operazioni eseguite durante le trasfusione, specificando nel dettaglio le misure di sicurezza da osservare. Il progetto sottoposto all’Autorità si basa sull’uso di un terminale portatile presente in reparto, di un lettore di codici a barre, un sensore per la rilevazione delle impronte digitali e un software che trasforma le immagini delle impronte in un codice numerico. Prima della trasfusione, paziente e operatore sanitario poggiano numerici, conservati direttamente nel portatile e dal quale non possono essere estratti in alcuna maniera. Il terminale non ha infatti porte di accesso o connessioni in rete e i dati (ora di inizio e fine delle trasfusioni, codice del paziente e dell’operatore sanitario, gruppo sanguigno ecc.) sono trasferiti al server e agli altri terminali dell’ospedale via radio. (9Colonne)
10 Lug, 2008
Diversi studi hanno rivelato una non trascurabile presenza di stress, ansia e depressione negli emicranici. Chi soffre di emicrania - caratterizzata da un dolore pulsante localizzato ad un lato della testa che può durare dalle poche ore fino a tre giorni e che si aggrava con il movimento e che può essere accompagnato da nausea o vomito - quindi deve stare attento non solo agli stress fisici notti insonni, luci e profumi troppo forti, rumori martellanti - ma anche a quelli psicologici. Si ritiene infatti che le persone costantemente in conflitto siano maggiormente a rischio emicrania. L’insorgere del dolore alla testa "serve" secondo la psicosomatica - ad allentare l’iperattività cerebrale che nasce per trovare ad una soluzione ad un problema che tormenta, quasi a volere interrompere questo logorio mentale. Quindi un aiuto per risolvere questo problema sotto questo punto di vista viene dalla floriterapia. "White Chestnut come consiglia la consulente floriterapica Donatella Pecora che tramite il suo sito internet www.donatellapecora.it offre a chiunque la possibilità di usufruire di video-consulenze - è l’essenza che ‘spegne’ l’iperattività cerebrale fatta di pensieri e immagini ripetitive e ossessive". Altra essenza consigliata è anche quella Rock Water che riequilibra una tensione. Consigliato è anche l’uso dell’essenza Hornbeam, ossia l’essenza che ripristina l’energia addetta alle facoltà psichiche. E ad aiutare le persone colpite dalla "depressione mascherata" che caratterizza le persone in conflitto con se stesse e con gli altri si consigliano poi, rispettivamente, le essenze Agrimony e Scleranthus. (9Colonne)
9 Lug, 2008
Negli ultimi trent’anni abbiamo cambiato molto il nostro modo di vivere. La diffusione di televisione e computer ha spostato l’attività dei più piccoli dal movimento a occupazioni sedentarie. Oltre a questo è cambiata molto la nostra alimentazione. Consumiamo sempre più alimenti semplici e ricchi di zuccheri, grassi e calorie e sempre meno alimenti complessi di origine vegetale. Questi fattori hanno effetti sulla salute della popolazione. Lo evidenzia lo studio statistico su "Obesità e stili di vita nell’età pediatrica in Trentino", promosso dalla Provincia autonoma di Trento. Lo studio rappresenta una novità in ambito nazionale: quella di avere considerato, oltre agli stili di vita, il rapporto tra altezza e conferenza addominale dei ragazzini presi in esame da un panel di pediatri nella fascia di età dei 5-6 anni e dei 12-13 anni. Dai dati è emerso che circa il 15% dei bambini e il 20% dei ragazzi analizzati possono essere considerati sovrappeso: una condizione che interessa circa un adolescente su 5 e poco meno di un bambino su 6. Però se si aggiunge anche l’obesità allora il dato si attesta più o meno su una persona su quattro. L’obesità è considerata particolarmente grave per le patologie ad essa correlate come diabete, ipertensione e problemi cardiovascolari. (9Colonne)
8 Lug, 2008
Di grande attualità ancora l’allarme psoriasi che affligge circa 2 milioni di italiani. Compare in gioventù e può durare tutta la vita, colpisce tutte le popolazioni in misura variabile e non ben definita. "Attualmente nel nostro Paese sono presenti non meno di 1.700.000 persone potenzialmente affette da psoriasi, su un totale di 59 milioni di abitanti" afferma Patrizio Mulas, presidente dell’Adoi, l’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiana. Per queste persone una efficace terapia viene ora dall’uso del botulino che consiste nell’effettuazione di diverse iniezioni con minime quantità in modo tale da coprire l’intera porzione di pelle su cui si vuole intervenire e che in dermatologia viene già utilizzato con successo soprattutto per intervenire sui soggetti che sudano alle ascelle "più del dovuto", ma anche per appianare rughe d’espressione del viso. Il botulino è per l’appunto una tossina che ha la particolarità di bloccare la secrezione del sudore da parte di una ghiandola attraverso l’inibizione del rilascio di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, con il conseguente arresto dell’impulso nervoso che porta tutti noi a sudare. "L’uso della tossina botulinica spiega Patrizio Sedona, direttore della Divisione di Dermatologia dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia è motivato da risultati spesso eccellenti per la salute dei pazienti. Uno studio recente, in particolare, ha mostrato il potente effetto, soprattutto nel trattamento della psoriasi inversa, di questa potente tossina, tanto che ora questo trattamento viene preso in considerazione anche nella nevralgia post zoster, nella fase iniziale del piede diabetico". "Nella letteratura internazionale spiega ancora Mulas - i quadri della malattia psoriasica vengono suddivisi in lieve (60%), moderata (25%) e grave (15%), sulla base di alcuni parametri predefiniti. Il numero delle forme più gravi, che hanno richiesto il ricovero ospedaliero ordinario o il day hospital, è ricavabile dalle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) ed è variabile tra i circa 10mila del 2001 e gli 11.500 circa del 2004, con un tasso di circa 13 abitanti ogni 100mila. La maggior frequenza per questi casi si manifesta nelle fasce d’età 64-75 e 45-64 e tra i maschi. Ma siamo molto fiduciosi perché i farmaci biologici funzionano". (9Colonne)
7 Lug, 2008
Un recente studio condotto negli Stati Uniti dai ricercatori della Texas A&M University sostiene che l’anguria contiene un sostituto naturale dei farmaci, come il Viagra, comunemente utilizzati per combattere la disfunzione erettile. Il merito sarebbe infatti di un amminoacido sintetizzabile dall’organismo umano contenuto nel rosso frutto estivo, la citrullina, in grado di dilatare i vasi sanguigni. Una volta assunta dall’organismo umano, la citrullina, per l’azione di un enzima, si trasforma in arginina, un amminoacido benefico per il sistema cardio-circolatorio e immunitario, che amplifica la produzione di ossido nitrico. Secondo il direttore della ricerca, Bhimu Patil, la citrullina - che si trova anche nella carne rossa e nei gusci delle noci , trasformata in arginina, agisce quindi sui capillari elevando la concentrazione di ossido di azoto, che a sua volta fa rilassare i vasi sanguigni. Tanto che lo studio ipotizza che l’anguria non solo possa curare ma anche prevenire la disfunzione erettile, problema che riguarda una parte significativa dell’umanità di sesso maschile. Tuttavia per raggiungere l’effetto "afrodisiaco" desiderato sarebbe necessario consumare almeno sei grandi fette di anguria, causando quindi i noti effetti collaterali di una scorpacciata di questo frutto: il forte stimolo ad urinare e un alto apporto di zuccheri che possono causare anche dei crampi intestinali. (9Colonne)
4 Lug, 2008
Pomodoro e anguria, ma anche peperoni e peperoncino. Sono questi gli alimenti che sembrano essere sempre più presenti sulle tavole degli italiani nel momento in cui sale la colonnina di mercurio. Tuttavia non tutti gli italiani approfittano del periodo estivo per fare un ‘pieno di salute’ dal punto di vista nutrizionale. Anzi, per non pochi avviene proprio il contrario. Ad indicarlo gli ultimi dati raccolti dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, un progetto nato nel 2005 con l’obiettivo di fotografare gli stili alimentari della popolazione italiana e che ha coinvolto finora oltre 500 medici e quasi 15mila pazienti. L’indagine mette a fuoco i cambiamenti nutrizionali che caratterizzano il cambio di stagione degli italiani calcolando la variazione di apporto di diversi componenti della dieta come zuccheri, grassi, vitamine e antiossidanti. Il dato più significativo riguarda proprio questi ultimi, in particolare i carotenoidi che, introdotti con la dieta, si distribuiscono nei tessuti esposti alla luce solare e contribuiscono a prevenire il danno da raggi Uv nell’uomo. Il principe degli antiossidanti estivi è il licopene, il pigmento di colore rosso caratteristico di pomodori ed anguria.
L’assunzione media di licopene ha una impennata nei mesi estivi sia nei bambini che negli adulti: + 48 % bambini, + 131% adulti rispetto al periodo invernale. Il licopene, assieme ad altri antiossidanti, inclusi la vitamina A di origine animale e lo Zinco, di cui sono ricchi latte e latticini, in estate sono molto importanti perché proteggono le membrane cellulari della cute e dell´occhio dai danni ossidativi legati alla esposizione al sole e aiutano il sistema immunitario a proteggere l´organismo dai microrganismi patogeni con i quali si può venire il contatto durante le vacanze. "Per potere ottenere il massimo beneficio dai raggi solari e al contempo prevenirne gli effetti negativi (scottature, invecchiamento cutaneo, capillari delle gambe dilatati, congiuntivite, e a lungo termine aumento del rischio di cataratta) non è sufficiente aumentare la assunzione solo di frutta e verdura di colore rosso, ma anche d’estate occorre attenerci alla regola dei 5 colori al giorno (rosso, giallo-arancione, verde, blu-viola, bianco)" sottolinea Maria Letizia Petroni, responsabile nutrizione clinica dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (Vb) e coordinatrice del board scientifico multidisciplinare dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano. Questo vale per gli adulti ma anche e soprattutto per i bambini, dove la diminuzione rilevata dall’Osservatorio dell’apporto di vitamina C, carotenoidi ma anche di acido folico (-44%) rispetto ai mesi invernali riflette la tendenza ad avere una dieta meno ricca in frutta e verdura e più monotona nei mesi estivi, quando viene a cessare l’offerta da parte delle mense scolastiche di menù nutrizionalmente corretti. I peperoni gialli, rossi e verdi, ricchissimi non solo di vitamina C ma anche di tutte le varietà di carotenoidi, e generalmente amati dai bambini, proposti in pinzimonio o come ingrediente di coloratissime insalate fredde di pasta e di riso con scaglie di formaggio possono rappresentare un "jolly" estivo nutrizialmente completo sia per i bambini che per le loro famiglie. (9Colonne)
3 Lug, 2008
Da questa estate l’etichetta dei filtri solari, popolarmente detti "abbronzanti", diventa più corretta. E’ quanto segnala l’Unione Nazionale Consumatori ricordando che da quest’anno entra pienamente in vigore la "raccomandazione" adottata dalla Commissione europea nel settembre 2006 in base alla quale nessun filtro solare può proteggere completamente dai raggi ultravioletti (Uv), anche se in etichetta viene riportato un "fattore di protezione" (Fp) molto alto, che però protegge più che altro dalle scottature di cui sono responsabili i raggi ultravioletti B (Uvb) e molto meno gli ultravioletti A (Uva), che provocano l’invecchiamento prematuro della pelle. Pertanto, ha raccomandato la Commissione Ue, in etichetta non devono essere utilizzate diciture quali "schermo totale" o "protezione totale" e accanto al fattore di protezione non deve essere indicato un numero, ma solo descrittori standardizzati come protezione bassa, media, elevata o molto elevata. Questa nuova etichettatura entra pienamente in vigore questa estate in quanto le etichette del 2007 erano già state stampate.
Come informa Altroconsumo, Bruxelles "ha deciso di modificare la nomenclatura dei fattori di protezione: