Archive for Settembre, 2008

MILANO: RIAPRE SPORTELLO CONTRO BULIMIA E ANORESSIA

Giovedì 11 settembre riparte lo sportello d’ascolto dell’Aba, associazione bulimia e anoressia. Lo sportello d’ascolto, attivo presso la sede Aba di Milano, è un vero e proprio spazio di prima accoglienza per giovanissimi e adulti che potranno incontrare esperti in grado di raccogliere interrogativi, dubbi e problematiche riguardanti il rapporto col proprio corpo e col cibo. Nella società contemporanea il corpo diventa il luogo in cui esprimere un disagio più profondo. Lo sportello nasce quindi, con l’intento di imparare a riconoscere, con l’aiuto di competenze adeguate, i primi segnali di malattie gravissime come l’anoressia, la bulimia e l’obesità, che spesso convivono con altre sintomatologie come la dipendenza da altre sostanze, la depressione e disturbi d’ansia. La sofferenza psichica all’origine di queste malattie è talvolta più dolorosa di quella fisica e spesso, le persone che sono accanto a chi soffre di disturbi alimentari, difficilmente sono in grado di riconoscerla. Per questo non è possibile guarire da soli ma è importante chiedere aiuto e rivolgersi agli esperti. Attraverso l’Aba, prima realtà sorta in Italia per lo studio, la prevenzione e la cura di anoressia, bulimia, obesità e disordini alimentari, si può esprimere la propria sofferenza e intraprendere un percorso di cura.

Lo spazio d’ascolto dell’Aba è pensato per accogliere anche i familiari che spesso provano un grave dolore e un forte senso di impotenza di fronte alla malattia. Per poter usufruire di questo spazio basta recarsi in Via Solferino 14, presso la sede Aba di Milano. L’Associazione senza fini di lucro, è impegnata dal 1991 nel campo della prevenzione, informazione e ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari. Presente in 16 città italiane, l’Aba rappresenta la prima struttura in Italia che lavora per ridurre la distanza tra le persone che soffrono di questi disagi, e che spesso rifiutano ogni forma di aiuto, e le strutture specifiche deputate alla cura. L’Aba si avvale della consulenza di psicologi e psicoterapeuti specializzati nel trattamento dei disordini alimentari, nei centri è presente anche uno spazio consultoriale per i familiari. L’associazione è stata inoltre riconosciuta da numerose Università italiane come sede per lo svolgimento del tirocinio post-lauream in psicologia. Dal 1996, sotto l’Alto Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, l’Aba è impegnata in un progetto di informazione e prevenzione dei disordini alimentari indirizzato a studenti, genitori ed operatori delle scuole elementari, medie e superiori di tutto il territorio italiano. L’Aba inoltre, organizza corsi di formazione rivolti a psicologi, medici ed operatori del settore della salute. (9Colonne)

IL TE’ VERDE FA BENE AL CUORE

Al tè verde vengono attribuiti effetti benefici sulla salute, alcuni dei quali studiati in dettaglio all’Università di Padova. E’ stata infatti dimostrata la sua capacità di ridurre l’ipertensione arteriosa e prevenire la morte per cause cardiovascolari, in particolare per arteriosclerosi e malattie coronariche. Nei grandi bevitori di tè verde è stato osservato un rischio di morte per infarto miocardico ed altri accidenti vascolari più basso rispetto ai non bevitori. Meccanismi molecolari di queste azioni del tè verde sono poco conosciuti e sono stati finora attribuiti principalmente alla sua azione antiossidante. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, coordinato dal Prof. Andrea Semplicini, ha studiato gli effetti della assunzione di tè verde in ratti ipertesi dimostrando, invece, che le catechine (sostanze antiossidanti che concorrono al mantenimento di un buono stato di salute) contenute nelle bevande a base di tè verde bloccano in maniera specifica alcune tappe chiave dei complessi meccanismi che regolano la crescita delle cellule del cuore e lo sviluppo dell’ingrossamento cardiaco, noto come ipertrofia del ventricolo sinistro, una frequente complicazione dell’ipertensione arteriosa. L’azione è specifica e legata alla capacità delle catechine del tè verde di inibire selettivamente alcuni anelli della catena di segnali che attiva la cellula cardiaca e ne determina l’ingrossamento. Insieme all’attività antiipertensiva ed antiossidante, questa proprietà del tè verde può contribuire a ridurre il rischio di soffrire di malattie cardiache. Infatti l’ipertrofia del ventricolo sinistro, causata dall’ipertensione, riduce l’ossigenazione del cuore e ne favorisce la dilatazione progressiva. Queste conseguenze dell’ipertensione sono alla base dell’infarto e dello scompenso cardiaco, malattie cardiovascolari che colpiscono frequentemente la popolazione italiana. I risultati della ricerca sono così importanti per spiegare gli effetti favorevoli del tè verde sul rischio cardiovascolare che sono pubblicati sul numero di settembre della rivista ufficiale della Società Americana di Nutrizione, il Journal of Nutrition. Tali risultati non devono indurre gli ipertesi a sospendere la terapia antiipertensiva per passare a curarsi col tè verde, ma confermano l’importanza di combinare una corretta alimentazione ed uno stile di vita sano ai farmaci antiipertensivi, quando necessari, per ridurre il rischio di ammalarsi di malattie cardiache e vascolari. (9Colonne)

SINTOMI DI AUTISMO RISCONTRATI NEI TOPI

Per la prima volta sono stati riscontrati nei topi sintomi di autismo.:ridotta attività di gioco, isolamento, comportamenti ripetitivi, comunicazione anomala. La scoperta porta la firma delle italiane Maria Luisa Scattoni e Laura Ricceri del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità e dei colleghi del National Institute of Mental Health di Bethesda. Il team di scienziati, in particolare, si è soffermato sulla comunicazione vocale di un ceppo di topi di laboratorio, classificando le vocalizzazioni emesse da topi neonati, separati dalla loro madre, in dieci categorie sonore. I topolini, allontanati dalla madre, emettevano una serie di suoni per richiamarla tranne i topolini di un ceppo chiamato BTBR, i quali emettevano ripetutamente solo 4 tipi di richiamo. Caratteristica questa di ridotta comunicazione che si aggiunge agli altri sintomi caratteristici dell’autismo, ridotte capacità di gioco, ridotte interazioni sociali, comportamento ripetitivo di “self-grooming” (auto-pulizia del pelo). I topi BTBR sono naturali e non transgenici, non sono quindi geneticamente modificati in modo da contenere geni umani. "Il fatto che siano stati scoperti tutti e i tre sintomi dell’autismo nei topi – dice Maria Luisa Scattoni al magazine on line dell’Iss - rappresenta un grosso passo in avanti per lo studio di questa patologia in modelli sperimentali. I topi studiati, inoltre, presentano una completa assenza del corpo calloso che è assente anche in alcuni bambini autistici. Non si sa nulla ancora dal punto di vista genetico, ma sono previste ulteriori indagini volte all’identificazione delle basi neurali e genetiche di un’alterata vocalizzazione ultrasonica". La scoperta è avvenuta del tutto casualmente da parte di ricercatori che si occupavano della stabulazione di questi animali. E’ stato notato che i topi preferissero trascorrere il loro tempo isolati nella gabbia piuttosto che in gruppo come avviene solitamente. La ricerca proseguirà nell’ambito del progetto di collaborazione Iss-NIH supervisionato dalla dottoressa Ricceri nei laboratori dell’Iss attraverso l’estensione di questo test nello screening di altri modelli animali di autismo. Con la speranza che le osservazioni possano contribuire a rendere più efficaci gli interventi per migliorare la salute di chi soffre di questa malattia. (9Colonne)