COME DIFENDERSI DALL’IPOTERMIA
Con l’arrivo delle feste natalizie gli sciatori sperano in una stagione di neve abbondante. L’ amore per la gli sport invernali, pero’, deve sempre coniugarsi con la massima prudenza: ogni anno, purtroppo, gravi infortuni funestano il ricordo di una vacanza o di una gita. Uno dei pericoli piu’ gravi per la salute di uno uno sciatore o chi e’ coinvolto in un infortunio sulla neve e’ l’ipotermia. A questo tema sara’ dedicato un convegno il 14 dicembre all’Alexander Hall di Cortina d’Ampezzo. E’ organizzato dalle Aziende Ospedaliere di Verona e Ulss 1 di Belluno. Per Verona saranno presenti il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Valerio Alberti ed il rettore dell’Universita’ Alessandro Mazzucco. Sono previsti interventi del capo del Dipartimento nazionale Protezione Civile Guido Bertolaso e di esperti provenienti da Germania, Norvegia, Austria e Svizzera.I principali destinatari del Convegno saranno figure professionali diverse, ma tra loro correlate proprio dalla necessita’ di intervenire appropriatamente per salvare chi versa in condizioni di ipotermia: maestri di sci, guide Alpine, operatori della Protezione Civile, personale del Soccorso Alpino, anestesisti rianimatori del 118, medici delle cure intensive, cardiologi, cardiochirurghi, tecnici di perfusione cardiocircolatoria. La prima sessione sara’ incentrata sulla definizione, la fisiologia e la prevenzione delle ipertermie accidentali, la seconda sull’approccio al paziente sulla scena dell’incidente e la terza al trattamento ospedaliero. Per l’’Azienda di Verona l’organizzazione scientifica e’ stata seguita dal professor Giuseppe Faggian dell’Unita’ di Cardiochirurgia clinicizzata diretta dal professor Alessandro Mazzucco. “Per ipotermia accidentale spiega il professore - si intende una riduzione non programmata della temperatura centrale al di sotto dei 35°C. Tale eventualita’ puo’ comparire in seguito all’esposizione a temperature esterne estremamente rigide per prolungati periodi di tempo, come sovente avviene in alta montagna per alpinisti, sciatori, esploratori coinvolti in incidenti dovuti a valanghe o per immersioni accidentali in acque fredde. L’ ipotermia non riconosciuta o non adeguatamente gestita e trattata e’ condizione morbosa gravata da elevata mortalita’. Essa infatti ha repentine ripercussioni sul sistema cardiocircolatorio, sul sistema nervoso centrale, sull’apparato respiratorio, sull’equilibrio idro-elettrolitico ed acido-base, sulla coagulazione e su altri fattori che determinano la sopravvivenza dell’individuo e che, quando la temperatura dell’organismo si abbassa oltre i limiti sopportabili, raggiungono progressivamente l’irreversibilita’”. Come va affondata una simile emergenza? “La gestione logistica ed il trattamento medico del paziente si fonda sull’ interazione interdisciplinare di diverse competenze atte ad ottimizzare le prime cure in loco, il trasporto in strutture attrezzate, le manovre rianimatorie opportune all’accoglimento, il riscaldamento esterno ed interno del soggetto, eventualmente con l’ausilio della circolazione extra-corporea o dell’emodialisi, e/o mediante tecniche indirette, come lavaggi peritoneali caldi, lavaggi gastrici ed altri possibili trattamenti”.(9Colonne)

























