L’INFLUENZA NUOCE ALLA SALUTE E AI CONTI DELLO STATO

Un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro. Il costo di un vaccino antinfluenzale comprato privatamente in farmacia oscilla tra i 10 e i 20 euro, mentre il Ssn, per i vaccini che acquista e mette a disposizione degli aventi diritto, spende circa il 50 per cento in meno. Questi pochi dati elaborati da Cergas Bocconi, dovrebbero essere sufficienti per convincere l’opinione pubblica sull’importanza di vaccinarsi contro l’influenza che, cambiando nome e pericolosità, si presenta puntuale ogni anno con l’approssimarsi delle festività natalizie. Minori costi a carico della sanità pubblica e quindi delle nostre tasche di contribuenti, minore congestione e maggiore efficienza degli ospedali presi d’assalto per le conseguenze dirette e indirette che l’influenza può causare, soprattutto nelle categorie più esposte a problemi di salute come bambini e anziani. “Si tratta di un fenomeno sul quale esistono pochi dati sistematici”, dice Paolo Tedeschi, docente del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell’Università Bocconi, “poiché estremamente variabile per numero e gravità delle persone colpite. Se si prendono in esame gli anni dal 1999 al 2007″, continua, “si può vedere come il punto minimo di casi di influenza registrati in Italia sia stato di 1,4 milioni nel 2006-2007, anno caratterizzato da un inverno poco rigido, mentre il picco più elevato sia stato toccato nel 2004-2005 con 5,5 milioni di casi”. Numeri così rilevanti hanno un impatto economico importante sui costi sanitari, sia in termini di costi diretti (farmaci, ricoveri, visite), sia in termini di costi indiretti (assenze dal lavoro e conseguente calo di produttività). “In Europa circa il 10 per cento delle assenze dal lavoro sono determinate dall’influenza", riprende Tedeschi, autore con Alberto Matteelli, dell’Università di Brescia, del volume “Pandemia influenzale”, con un costo in termini di mancata produttività compreso tra gli 8,4 e i 12,9 miliardi di euro. Poiché il costo medio del vaccino in Europa è stimato in 13,86 euro, calcolatrice alla mano si può facilmente notare che, se si vaccinassero tutti i circa 500 milioni di cittadini europei, si spenderebbero 7 miliardi di euro, cifra comunque inferiore alla perdita di produttività. Perdita che, non va trascurato, si concentra soprattutto in pochi mesi, con il rischio di mandare in tilt aziende, uffici e poli produttivi. Ma ci sono altri dati (fonte Influnet e Inps) egualmente significativi e relativi all’Italia: nel 2006, per esempio, oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza totali. Tali assenze sono costate complessivamente, a Ssn, famiglie, Inps e datori di lavoro, oltre 2.860.000.000 euro. (9Colonne)

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