REUMATISMI: MENO FARMACI, PIU’ TERME

Esistono alternative all’utilizzo costante e massiccio di antidolorifici per i dolori reumatici? E’ possibile contenere l’assunzione di farmaci per una delle patologie oggi piu’diffuse in Italia, anche tra i giovani? E, di conseguenza, e’ pensabile una riduzione della spesa sociale e sanitaria collegata a questi disturbi? Una risposta positiva a questi interrogativi sembra possibile. E’ questo infatti l’esito piu’ significativo di un progetto articolato di ricerca e studi clinici realizzato dai Dipartimenti di Medicina Clinica e Sperimentale (Cattedra di Reumatologia) e di Farmacologia dell’Universita’ di Padova nell’ambito di una specifica convenzione di ricerca sottoscritta con la Sezione Terme e Turismo di Unindustria Padova. Il gruppo di studio ha riscontrato e verificato, attraverso metodologie coerenti con i recenti protocolli internazionali, un’incidenza significativa delle terapie fango-balneoterapiche applicate nel Bacino Termale Euganeo rispetto a patologie sulle quali, fino ad oggi, non erano mai state considerate efficaci. La ricerca, sulla quale gli imprenditori dell’area termale padovana hanno voluto investire, apre dunque nuove frontiere per terapie naturali e non farmacologiche nel trattamento dei dolori reumatici. E questo potra’ richiamare un’attenzione sempre maggiore su acque e fanghi delle Terme Euganee.I risultati della ricerca e degli studi clinici saranno presentati venerdi’ 14 dicembre dai ricercatori della Cattedra di Reumatologia dell’Universita’ veneta. (9Colonne)

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