SINTOMI DI AUTISMO RISCONTRATI NEI TOPI

Per la prima volta sono stati riscontrati nei topi sintomi di autismo.:ridotta attività di gioco, isolamento, comportamenti ripetitivi, comunicazione anomala. La scoperta porta la firma delle italiane Maria Luisa Scattoni e Laura Ricceri del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità e dei colleghi del National Institute of Mental Health di Bethesda. Il team di scienziati, in particolare, si è soffermato sulla comunicazione vocale di un ceppo di topi di laboratorio, classificando le vocalizzazioni emesse da topi neonati, separati dalla loro madre, in dieci categorie sonore. I topolini, allontanati dalla madre, emettevano una serie di suoni per richiamarla tranne i topolini di un ceppo chiamato BTBR, i quali emettevano ripetutamente solo 4 tipi di richiamo. Caratteristica questa di ridotta comunicazione che si aggiunge agli altri sintomi caratteristici dell’autismo, ridotte capacità di gioco, ridotte interazioni sociali, comportamento ripetitivo di “self-grooming” (auto-pulizia del pelo). I topi BTBR sono naturali e non transgenici, non sono quindi geneticamente modificati in modo da contenere geni umani. "Il fatto che siano stati scoperti tutti e i tre sintomi dell’autismo nei topi – dice Maria Luisa Scattoni al magazine on line dell’Iss - rappresenta un grosso passo in avanti per lo studio di questa patologia in modelli sperimentali. I topi studiati, inoltre, presentano una completa assenza del corpo calloso che è assente anche in alcuni bambini autistici. Non si sa nulla ancora dal punto di vista genetico, ma sono previste ulteriori indagini volte all’identificazione delle basi neurali e genetiche di un’alterata vocalizzazione ultrasonica". La scoperta è avvenuta del tutto casualmente da parte di ricercatori che si occupavano della stabulazione di questi animali. E’ stato notato che i topi preferissero trascorrere il loro tempo isolati nella gabbia piuttosto che in gruppo come avviene solitamente. La ricerca proseguirà nell’ambito del progetto di collaborazione Iss-NIH supervisionato dalla dottoressa Ricceri nei laboratori dell’Iss attraverso l’estensione di questo test nello screening di altri modelli animali di autismo. Con la speranza che le osservazioni possano contribuire a rendere più efficaci gli interventi per migliorare la salute di chi soffre di questa malattia. (9Colonne)

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