TASSARE IL CIBO-SPAZZATURA
Viene dalla Francia l’ ultimo allarme sulle conseguenze dell’obesita’. Lo lancia Pierre Dubois, della Toulouse School of Economics, che sostiene la necessita’ di introdurre una tassa contro il cibo-spazzatura. In Francia - spiega lo studioso - l’obesita’ tra gli adulti e’ salita dall’8 all’11 per cento, e tra i bambini e gli adolescenti si e’ passati dal 2 al 4 per cento, con il 25 per cento dei bambini soprappeso che appartiene a famiglie a basso reddito. La stessa tendenza si ritrova nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale: gli europei guadagnano peso come avviene negli Stati Uniti, solo sono qualche anno indietro rispetto alla curva Usa. Attualmente l’obesita’ interessa il 30 per cento della popolazione adulta negli Stati Uniti. L’obesita’ ci espone a rischi per la salute: problemi cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione e problemi respiratori e muscoloscheletrici. Certamente l’obesita’ ha piu’ di una causa, ma uno studio condotto per tre anni sugli acquisti di ventimila persone ha inequivocabilmente legato il consumo di calorie all’aumento di peso: mangiare 150 calorie in piu’ al giorno - diciamo un croissant vuoto o una barretta al cioccolato - si trasforma in una differenza di peso, in media, di quattro chili dopo un anno: una dieta eccessivamente ricca e’ la causa principale del soprappeso. Il cibo spazzatura e’ caratterizzato per lo piu’ da una estrema densita’ calorica a un prezzo particolarmente basso. Con 1,50 euro si possono comprare caramelle, cracker e bibite che danno in media mille calorie, mentre per ottenere lo stesso numero di calorie con frutta e verdura bisogna spendere 2,30 euro, con la carne 2,80 euro e ancor di piu’ per mangiare pesce. Al prezzo, si deve poi aggiungere il tempo per la preparazione del cibo, per tagliarlo, cuocerlo, portarlo in tavola: tutto tolto al tempo libero, il cui valore monetario e’ ben lontano da zero. Da qui la proposta del professor Dubois, recentemente rilanciata anche in Italia attraverso il sito “la voce.info”: "una tassa del 5 per cento comporterebbe una riduzione nelle vendite del 15 per cento e un effetto molto importante sull’obesita’". Questa tassa “andrebbe a colpire i piu’ poveri e i piu’ giovani che sono i grandi consumatori di cibo spazzatura. Ma potrebbe spingere l’industria agro-alimentare a creare nuovi prodotti, meno grassi e con meno zuccheri". (9Colonne)

























