TUMORI, A GENOVA IL SUMMIT DEGLI ISTITUTI EUROPEI

L’Organizzazione europea degli istituti per il cancro (Oeci) organizza fino a sabato, a Genova, una settimana scientifica dedicata allo studio contro i tumori con una serie di iniziative come il simposio dedicato al progetto finanziato dall’Ue Transfog. Uno degli obiettivi del progetto - il cui coordinamento scientifico è stato affidato a Paolo Comoglio ed Enzo Medico, rispettivamente direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candolo, nel Torinese - è di individuare i geni che si accendono quando un tumore benigno diventa maligno, cioè acquisisce la capacità di colonizzare organi e tessuti lontani dal sito di origine (metastatizzazione). Un altro filone della ricerca si occupa dei geni che determinano la risposta ai farmaci, per svelare i meccanismi che rendono una cellula tumorale resistente alla terapia. Lo scopo è di definire un “profilo molecolare” che stabilisca in anticipo se un tumore ha la tendenza a diventare metastatico e se risponde a un determinato farmaco. Poiché il comportamento finale della cellula dipende dal complesso dell’attività genica è necessario analizzare simultaneamente una mole enorme di dati. Proprio per questo, dall’abbinamento di informatica e biologia molecolare, nasce la post-genomica. Con il motto “Scoprire nuovi mondi nella medicina verso le nano-applicazioni nella prevenzione e nel trattamento del cancro”, la conferenza scientifica genovese esplorerà nuove forme di medicina personalizzata in cui la precoce e migliore comprensione della malattia definisca una più indicata ed efficace cura del cancro. Oeci è un gruppo di interesse per la ricerca sul cancro e per gli istituti di cura dell’Ue e rappresenta attualmente 50 organizzazioni ed enti attivi nel settore della salute in tutta Europa. È stata fondata con lo scopo di creare una quantità di esperienza e competenza nell’ottica di costruire e mantenere un consenso sui modelli dell’oncologia, sviluppare soluzioni possibili e realistiche per combattere efficacemente il cancro e tutelare quanto più possibile la diffusione di modelli e soluzioni oncologiche nell’Ue. (9Colonne)

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