UN BICCHIERE DI VINO COMBATTE L’ATEROSCLEROSI
L’assunzione di uno o massimo due bicchieri di vino o birra al giorno fa bene alla salute. Lo conferma una ricerca congiunta condotta dai dipartimenti di Scienze degli alimenti e di Scienze e tecnologie chimiche dell’università di Udine e dalla Clinica medica e dal dipartimento di Scienze della vita dell’ateneo di Trieste. Lo studio dimostra che l’etanolo è in grado di interferire sulla crescita delle placche ateroscelrotiche nelle arterie, attraverso la riduzione dei livelli plasmatici della proteina (la metalloproteasi MMP-2) che ne regola la crescita. Che un moderato consumo alcolico facesse in qualche modo bene alla salute era da tempo a tutti noto. “Tuttavia - dicono i ricercatori coinvolti nel progetto -, le spiegazioni finora date, relative alla capacità antiossidanti delle molecole assunte ingerendo queste bevande con effetti positivi sul colesterolo, non sono del tutto convincenti”. I risultati dell’indagine, che saranno pubblicati sul numero di agosto della nota rivista di settore “Alcohol” (www.alcoholjournal.org), sono duplici. Da una parte descrivono per la prima volta il meccanismo finora sconosciuto di come l’alcol possa prevenire l’aterosclerosi. Dall’altra permettono di concepire una possibile strategia terapeutica nella prevenzione di questa malattia sociale. L’evidenza del fenomeno si è verificata su cellule isolate, ma per la prima volta si ha la certezza che il meccanismo è attivo anche nell’uomo ed è assolutamente indipendente dall’attività antiossidante delle bevande alcoliche. La ricerca ora conclusa, sostenuta dalla Regione FVG e dal Commissariato di Governo tramite il Fondo Trieste, potrebbe rappresentare l’inizio di un percorso di studi con possibili importanti ricadute sulla salute pubblica. Farmaci in grado di ridurre la proteina che regola la crescita delle placche aterosclerotiche - affermano Nicola Fiotti, Carlo Giansante e Gabriele Grassi dell’ateneo giuliano - potrebbero essere relativamente semplici da ottenere, sicuri ed efficaci anche in chi non può o non vuole consumare bevande alcoliche”. (9Colonne)

























