BUON COMPLEANNO, ASPIRINA

Si deve all’artrosi del vecchio padre ma soprattutto ai suoi disturbi gastrointestinali se Felix Hoffmann inventò l’aspirina. Aveva infatti preparato per il genitore un medicinale a base di estratto della corteccia del salice per alleviarne i dolori ma siccome era risultata mal tollerata vi aveva bollito per tre ore, insieme all’acido salicilico, dell’anidride acetica (da cui la prima lettera della sua denominazione, A). Così nacque l’aspirina (da spiraea, nome latino del salice), l’analgesico più venduto nella storia – già nel 1950 entrato nel Guinness dei primati - con oltre 20 miliardi di pasticche consumate fino ad oggi e primo rimedio utilizzato su vasta scala per malesseri che vanno dal mal di testa all’influenza e al raffreddore (con esso si tentò, ad esempio, di frenare l’epidemia di Spagnola dopo la Prima guerra mondiale). Il 6 marzo 1899 il giovane chimico tedesco Felix Hoffmann brevettò quella che nei primi anni verrà commercializzata sotto forma di polvere bianca. Solo nel 1904 la Bayer deciderà di cambiare la sua forma commerciale, dandole l’aspetto con la quale la conosciamo oggi. Il principio attivo che caratterizza l’aspirina, l’acido acetilsalicilico, deriva appunto dalla corteccia del salice, pianta tipica dei terreni umidi e paludosi, confermando la tesi di Paracelso (1493-1541) secondo la quale la natura offre risanamenti ai danni che provoca. Già in un papiro egiziano di 3500 anni fa si raccomandano decotti di corteccia di salice contro i reumatismi. (9Colonne)

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